11 Dicembre 2020 Federica Acconcia

XXI CONGRESSO DI SINISTRA CLASSE RIVOLUZIONE – È un momento eccezionale per essere dei rivoluzionari!

Il XXI Congresso di Sinistra classe rivoluzione, sezione italiana della Tendenza marxista internazionale, si è svolto dal 5 al 7 dicembre. Le restrizioni dovute all’emergenza sanitaria ci hanno costretto a tenerlo in modalità online. Lungi dall’impedire un ampio numero di partecipanti, ciò ha favorito la presenza eccezionale di 94 delegati e attorno ai 200 invitati, da oltre 40 città.

Fred Weston

Il primo giorno Fred Weston, rappresentante della nostra Internazionale, ha introdotto il dibattito di prospettive mondiali, che ha visto anche gli interventi di 18 delegati e anche con un intervento video Alan Woods, uno fra i principali dirigenti della Tmi Siamo dinanzi alla crisi più seria del capitalismo di tutta la sua storia, una crisi più diffusa rispetto a quella degli anni Trenta (a cui molti paragonano l’attuale crisi), più globale e simultanea. Il capitalismo ha penetrato ormai ogni angolo del pianeta e si trova a un punto in cui, non riuscendo a superare le sue contraddizioni, ne viene soffocato. Il sistema era già sull’orlo del precipizio: qualsiasi incidente di percorso poteva provocare una crisi profondissima. Quest’incidente è stata la pandemia di Coronavirus, che oggi diventa sempre più un fattore politico di enorme importanza. La necessità si è espressa attraverso l’accidente! Continua il processo di relativo declino degli Stati Uniti. La Cina, da fattore di stabilità si è trasformata in fattore di instabilità. Per continuare a crescere sfrutta le debolezze degli altri paesi capitalisti e prepara l’emersione di nuovi conflitti. Lo scontro tra Cina e Stati Uniti, lo scontro fondamentale della nostra epoca, è ben lontano dall’essere risolto con l’elezione di Joe Biden. Piuttosto, è uno scontro destinato a cristallizzarsi sotto l’amministrazione Biden, con ricadute decisive sull’Unione Europea, primo candidato per una coalizione anticinese a guida statunitense. L’euforia con cui è stato accolto il Recovery fund copre temporaneamente le contraddizioni che attanagliano l’Europa (che anzi cominciano già a far capolino al di là delle illusioni su un possibile passo avanti verso la costruzione di una comune politica europea). Gli Stati intervengono massicciamente nell’economia, accumulando debiti a tutti i livelli. L’idea di poter ripagare questi debiti con una rapida crescita a emergenza conclusa, si rivela una pura utopia dinanzi ai dati che indicano un sostanziale blocco degli investimenti e un gigantesco crollo della produttività. Un’altra bomba si prepara ad esplodere intorno alla questione Brexit, su cui le borghesie europee si rompono il capo dal fatidico giugno 2016.La prospettiva del no deal è tutt’altro che scongiurata: nient’altro che la prospettiva di un disastro incombente!

La borghesia perde la presa sugli strumenti tradizionali con cui controllava il sistema. Le forze politiche tradizionalmente al potere cedono il passo a nuovi partiti e movimenti che rompono il finto involucro di stabilità che l’ha lasciata libera di imporre il suo volere per decenni. Personaggi come Trump, Bolsonaro, Boris Johnson da un lato, Jeremy Corbyn e Bernie Sanders dall’altro, allarmano le borghesie di tutto il mondo. L’elezione di Biden, il tentativo di riprendere il controllo del Partito laburista attraverso la leadership di Starmer permettono loro di tirare un sospiro di sollievo. La verità, tuttavia, è che il periodo che si apre di fronte a noi è fatto di lotta di classe e sollevamenti rivoluzionari! Ne abbiamo già avuto un assaggio prima della pandemia: lotte in Nigeria, scioperi giganteschi in India, movimenti dal carattere insurrezionale in America Latina e in Medio Oriente… Nel pieno dell’emergenza sanitaria il meraviglioso movimento Black Lives Matter ha costretto il presidente degli Stati Uniti a rifugiarsi in un bunker sotto la Casa Bianca e ha dato alle fiamme un commissariato di polizia a Minneapolis con la sostanziale approvazione della maggioranza degli americani. E, ancora, le manifestazioni di massa in Francia degli ultimi giorni per reazione alla legge sulla sicurezza di Macron e al brutale pestaggio di un produttore nero da parte della polizia, dimostrano una cosa fondamentale: episodi da sempre frutto della barbarie generata da questo sistema cadono oggi in un contesto differente. Generano una risposta differente: una risposta di massa!

Alan Woods interviene al congresso

Il secondo giorno il compagno Alessandro Giardiello ha aperto il dibattito sulla situazione politica italiana, dove hanno partecipato anche altri 30 compagni. Il quadro illustrato da Alessandro è quello di un “paese che sta precipitando nella povertà”. La realtà descritta è fatta di milioni di persone che vivono di lavoretti e lavoro nero, di lavoratori in cassa integrazione, di famiglie costrette a spendere i loro risparmi, di crollo dei redditi e di stress accumulato. Con la fine del blocco dei licenziamenti assisteremo a uno “tsunami occupazionale”. Intanto la borghesia nostrana svela tutto il suo carattere parassitario, chiedendo tutto e più di tutto (prestiti, garanzie, investimenti a fondo perduto) e risponde alla crisi con un ulteriore accentramento del capitale industriale e bancario. Ancora una volta assistiamo al processo descritto da Marx di “accumulazione della ricchezza ad un polo e accumulazione di miseria (..) dall’altro”. Confindustria ha eletto Bonomi come suo presidente all’unanimità per sferrare un pesante attacco alla classe operaia. Il tentativo della borghesia italiana di farsi partito e di serrare le sue fila si sta rivelando però inefficace. Le divisioni all’interno della classe dominante sono frutto, in ultima analisi, della profonda paura di una massiccia risposta della classe operaia. Le lezioni degli scioperi di marzo che hanno costretto il governo a bloccare gran parte delle produzioni non essenziali non sono facili a dimenticarsi! Il governo è in una condizione di estrema precarietà e prova a ricucire i rapporti con le burocrazie sindacali. Se su questo piano può dire di aver ottenuto un certo successo, tutt’altro si può dire per il rapporto con la classe lavoratrice. I lavoratori non hanno più fiducia in questo governo e la crisi d’autorità delle burocrazie sindacali non è un fatto nuovo. Il clima di unità nazionale che si respirava a marzo è acqua passata.

Dopo la crisi del 2008 l’enorme accumulo di rabbia ha trovato un canale sul piano elettorale: le speranze di tanti sono state riposte nel Movimento 5 stelle. Oggi la situazione è completamente diversa: le promesse e le illusioni seminate dal Movimento si sono infrante di fronte alla prova di governo. La destra, che prova a soffiare sul malcontento della classe media impoverita è anch’essa divisa al suo interno e incapace di fornire un’efficace contro-risposta alla crisi. Abbiamo già assistito a diverse lotte importanti nel corso dell’autunno (metalmeccanici, lavoratori dello spettacolo, riders): settori nuovi cominciano a muoversi, giovani lavoratori iniziano ad organizzarsi. Com’è emerso dal dibattito, quella che si prepara è una ripresa in grande stile della lotta di classe nel nostro paese.

A mancare ancora una volta è un partito che sia l’espressione organizzata della classe lavoratrice in questo paese e che abbia con essa rapporti autentici. Ciò vuol dire però che non esiste nemmeno un partito riformista che possa contenere la rabbia dei lavoratori e indirizzarla su “canali sicuri”. Alla borghesia manca un tale partito e ciò non rappresenta ai suoi occhi una prospettiva rassicurante.

In questo contesto ci rivolgiamo direttamente ai lavoratori e abbiamo lanciato nel luglio scorso la nostra area d’alternativa in Cgil “Giornate di marzo”, per organizzare quel settore che comprende oggi la necessità di una battaglia politica su larga scala contro questo sistema. Abbiamo riunito, nell’assise congressuale, una commissione sindacale alla presenza di decine di nostri attivisti sindacali e lavoratori per fare il punto sulla lotta di classe nel paese e prepararci ai conflitti futuri.

“Rilasciate Amar Fayaz!” il congresso ha chiesto la liberazione del nostro compagno pakistano scomparso da oltre un mese

Al contempo vediamo crescere la radicalizzazione tra gli studenti. Si tratta di un processo avviato negli ultimi anni e che si è espresso con forza nel movimento dei Fridays for future. Un’intera generazione di studenti comprende che questo sistema non ha niente da offrire. La totale inefficienza e l’abbandono in cui è stata lasciata la scuola, non fanno che confermare questa consapevolezza. Ad oggi la prospettiva di una riapertura a gennaio è tutta da confermare. Ma una cosa è certa: la scuola verrà riaperta di nuovo nelle stesse condizioni in cui è stata chiusa, senza che nulla di sostanziale sia stato fatto per garantire un rientro in sicurezza. I nostri giovani compagni hanno costruito il Coordinamento Alziamo la testa per rivolgersi a questi studenti con un programma di lotta deciso e la proposta di organizzare collettivi in ogni scuola. Un bilancio di questo lavoro e l’organizzazione del nostro intervento futuro è stato discusso in una apposita commissione giovanile del congresso.

In questo contesto eccezionale la Tendenza marxista internazionale vede una grande crescita della sua base militante. Da aprile a settembre contiamo 550 nuovi compagni: consideriamo questo sviluppo solo l’inizio delle enormi potenzialità che il cambiamento di coscienza che riguarda tanti giovani e lavoratori offre a un’Internazionale come la nostra, le cui prospettive e il cui orientamento, siamo sicuri, sapranno misurarsi con le sfide future. Numerose sezioni della TMI hanno inviato un video di saluti al congresso, che potete vedere radunati tutti qui.

Questa crescita riguarda anche la sezione italiana della TMI ed è frutto di un processo di attivazione politica che abbiamo saputo intercettare e a cui rispondiamo con una prospettiva di organizzazione e lotta sulla base dei principi intramontabili del marxismo.

La costruzione della Tendenza marxista è stato il punto centrale all’ordine del giorno dei lavori della terza giornata del congresso, dove 32 delegati hanno preso la parola. Siamo riusciti a tenere un alto livello di attivazione politica durante tutti i mesi dell’emergenza sanitaria, con iniziative regolari in modalità online che ci hanno permesso di entrare in contatto con tante persone da zone in cui non eravamo presenti. Oggi registriamo l’inizio di una presenza organizzata di Sinistra classe rivoluzione in nuove regioni (Toscana, Veneto e Puglia) come l’avvio di un lavoro in una provincia pesantemente colpita dal Covid19, quella di Bergamo, nonché nel Canton Ticino. È un lavoro che stiamo portando avanti e che porterà a risultati via via maggiori in futuro!

La copertina del nuovo libro in uscita

Nel prossimo futuro saremo impegnati in alcuni appuntamenti che riteniamo di primaria importanza Nei prossimi giorni lanceremo una nuova pubblicazione della nostra casa editrice AC Editoriale: Lenin e Trotskij: per cosa lottarono veramente di Alan Woods e Ted Grant, che risponde efficacemente ad alcune delle false concezioni avanzate dai detrattori dei due grandi rivoluzionari russi in merito al loro pensiero, facendo chiarezza sulle loro elaborazioni teoriche e il loro impegno rivoluzionario. Un altro appuntamento che onoreremo è quello dei cent’anni dalla nascita del Partito comunista d’Italia. A gennaio terremo un seminario nazionale: coglieremo l’occasione per analizzare le tradizioni rivoluzionarie dei lavoratori del nostro paese, gli errori e il tradimento della dirigenza socialista, il maturare e poi l’emergere di una corrente autenticamente comunista all’interno del vecchio partito riformista, fino alla formazione del nuovo Partito legato alla Terza Internazionale.

Dedicheremo inoltre le nostre forze all’organizzazione di un Convegno nazionale sulla questione femminile da tenersi il 6 e il 7 marzo. Nel farlo, ci sentiamo mossi da un’esigenza immediata: l’emergenza sanitaria e la devastante crisi economica in cui siamo precipitati colpiscono le donne in maniera particolare. La gestione dei figli, l’aumento dei carichi di lavoro, i posti di lavoro persi malgrado il blocco dei licenziamenti, sono ricaduti anzitutto sulle spalle delle donne lavoratrici. A ciò si aggiunge l’aumento delle violenze e dei femminicidi, in particolare entro le mura domestiche, per effetto della convivenza forzata imposta dalle misure di lockdown. E, ancora, riteniamo necessario rispondere decisamente alla campagna reazionaria che da anni viene condotta contro la libertà sessuale delle donne e il loro diritto all’interruzione di gravidanza.

È un momento eccezionale per essere dei rivoluzionari. La ricerca delle idee del marxismo si sta facendo spazio tra settori sempre più ampi di giovani e di lavoratori. La nostra organizzazione sarà pronta a riceverla. Ciò che ci guida è la fiducia nelle nostre idee, che sono propriamente le idee del marxismo. Ciò che ci spinge è la profonda fiducia nella classe lavoratrice, la sola, vera classe autenticamente rivoluzionaria!

 

Il Coordinamento nazionale di Sinistra classe rivoluzione eletto al XXI Congresso

Ons Abdelhamid, Federica Acconcia, Giacomo Banducci, Franco Bavila, Grazia Bellamente, Claudio Bellotti, Gianluca Bellotti, Filippo Boni, Paolo Brini, Serena Capodicasa, Margherita Colella, Andrea Davolo, Enrico Duranti, Antonio Erpice, Muntsa Escobar, Francesco Favalli, Christian Febbraro, Davide Fiorini, Antonio Forlano, Irene Forno, Alessandro Giardiello, Noemi Giardiello, Francesco Giliani, Chiara Gravisi, Paolo Grassi, Mario Iavazzi, Marzia Ippolito, Ezoubair Lalaoui, Simona Leri, Davide Lissoni, Nico Maman, Arianna Mancini, Alessio Marconi, Patrizia Marini, Mattia Mento, Domenico Minadeo, Emanuele Nidi, Luca Paltrinieri, Jacopo Renda, Vittorio Saldutti, Francesco Salmeri, Gionatan Samo, Roberto Sarti, Miguel Suescun, Mauro Vanetti, Ilic Vezzosi, Alessio Vittori

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