30 Maggio 2016

“Vietare tutti i cortei”: ecco il vero volto di Marine Le Pen!

Intervistata sugli schermi di Europe1 la mattina del 20 maggio, Marine Le Pen, leader del Fronte Nazionale (FN), cala la sua maschera ed invita il governo a vietare tutti i cortei durante lo stato d’emergenza. Il giornalista, Jean-Pierre Elkabbach, gli chiede se vieterebbe anche le manifestazioni della CGT e di Force Ouvrière: la Le Pen non risponde, gira maldestramente attorno alla domanda e cerca di presentare i cortei e gli scioperi di massa di queste settimane come il risultato di un complotto delle “milizie dell’estrema sinistra” (quali, non si sa) delle quali rivendica di aver chiesto da tempo “lo scioglimento“. Dunque, quando il 70% dei francesi è contro la riforma del lavoro e più del 60% appoggia anche il ricorso a scioperi a oltranza, la Le Pen vorrebbe uno “Stato forte” per mettere al bando ogni forma di mobilitazione.

La critica principale al primo ministro socialista Valls è di non essere abbastanza duro contro le lotte in corso.

Sul contenuto della legge, Marine Le Pen perde il suo tanto enfatizzato “parlar chiaro” e non esprime un giudizio netto: seconda la presidentessa del FN il governo non avrebbe dovuto proporre, durante lo stato d’emergenza, una legge che divide i francesi ma, visto che ormai l’ha fatto, dovrebbe tirare dritto e difendere l’autorità dello stato. La Le Pen è molto più a suo agio quando, alcuni minuti dopo, difende i poliziotti – accusati per le violenze contro i cortei e gli scioperanti – e rivendica un progetto di legge che darebbe mano libera alla repressione col rafforzamento delle difese legali per i poliziotti accusati di abusi.

In sostanza, il FN appoggia ogni forma di repressione contro giovani e lavoratori e ne vorrebbe anche di più; critica raramente e timidamente la legge come frutto delle imposizioni degli “eurocrati” ma se fosse al governo farebbe pure peggio ed oggi chiede comunque al governo di aumentare ulteriormente sgravi e vantaggi per le piccole e medie imprese, suo bacino elettorale; difende a spada tratta i celerini che stanno bastonando i giovani e, sempre più, anche i lavoratori, come è stato sotto gli occhi di tutti nello sgombero violento da parte di 150 CRS armati di tutto punto del picchetto dei lavoratori della raffineria di Fos-sur-Mer, dove si sono viste – secondo il segretario della CGT – “scene di guerra“.

Alcuni dirigenti del FN, come Marion Marechal-Le Pen (deputata e nipote di Marine), appoggiano apertamente la legge El Khomri ed invocano una sterzata apertamente liberista nella propaganda del partito. Chi non lo fa, come Marine Le Pen, mantiene un’ambiguità soltanto per cercare di preservare una parte del proprio bacino elettorale. Ma i fatti hanno la testa dura e la lotta di classe fa chiarezza sulle posizioni politiche reali.

Articoli correlati

Francia – Quali lezioni dal movimento contro la riforma del lavoro‭?

Dopo quattro mesi di mobilitazione,‭ ‬11‭ ‬giornate d’azione nazionale e alcuni movimenti parziali di sciopero a oltranza‭ (‬raffinerie,‭ ‬camionisti,‭ ‬rifiuti ecc.‭) ‬la lotta contro la riforma del mercato del lavoro sembra sul punto di spegnersi

Francia – La resistenza ai tagli al settore pubblico risveglia la memoria del maggio ’68

Lo sciopero dei ferrovieri del 3 aprile scorso, che ha visto la partecipazione del 77% dei macchinisti, del 69% dei controllori e la soppressione di centinaia di treni ha rappresentato un altro capitolo dello scontro sociale di cui è testimone la Francia nelle ultime settimane. Questo articolo di marxist.com ne spiega i retroscena e ne delinea il potenziale esplosivo.

Air France – Nessuna persecuzione contro i lavoratori! Mobilitiamoci!

In meno di 24 ore, l’immagine del direttore delle risorse umane di Air France con la camicia strappata ha girato il mondo. Il sistema delle imprese e il governo l’ha usata per martellare l’opinione pubblica e farle credere che i lavoratori di Air France sono, nelle parole del presidente del Consiglio, “teppisti”.

Francia: il movimento al bivio decisivo!

Più di un milione di lavoratori e studenti sono scesi in piazza il 31 marzo in circa 200 cortei svoltisi in ogni angolo del paese contro il “Jobs act” alla francese promosso dal governo socialista. La classe dominante ha di che preoccuparsi.

La strage di Parigi: Dinamite nelle fondamenta

Venerdì scorso Parigi è stata teatro di un massacro di massa in cui almeno 129 persone, soprattutto giovani che si divertivano nei caffè e a un concerto rock, sono stati ammazzati a sangue freddo.

La France Insoumise e il “populismo di sinistra” di J-L Mélenchon

Con un risultato del 20% al primo turno delle ultime elezioni presidenziali, (30% tra i giovani dai 18 ai 24 anni), con più di 2500 gruppi di sostegno nati in pochi mesi dal lancio del movimento, la France Insoumise (La Francia Indomita) di Jean-Luc Mélenchon è una delle nuove organizzazioni della sinistra che ha avuto la maggior crescita a livello europeo. Com’è potuto succedere ?