Varese – Clinica La Quiete chiusa, lavoratori per strada!

Dopo oltre quattro mesi di lotta lo scorso 30 maggio la clinica La Quiete di Varese è stata definitivamente chiusa, tramite apposizione di sigilli da parte dell’ufficiale giudiziario. Nonostante la presenza di due offerte da parte di altrettanti compratori e la possibilità di integrare la struttura nel sistema sanitario regionale, il giudice ha fatto la scelta più ovvia come rappresentante dello stato borghese: una scelta contro gli interessi dei lavoratori. Oltre al danno (sessanta lavoratori che perdono il posto), la beffa: durante il presidio del 30 maggio, al quale abbiamo partecipato come Sinistra Classe Rivoluzione, il direttore si è rifiutato di firmare l’accordo coi sindacati che prevedeva il licenziamento col pagamento delle quattro mensilità arretrate e del TFR a partire dal 2014. Si è giustificato dicendo che delle tre componenti dell’azienda (clinica, centro diagnostico e servizi) lui poteva prendere una decisione solo riguardo ai lavoratori dei primi due. Per quanto riguarda i trenta lavoratori della Quiete servizi, formalmente ancora sotto contratto con l’azienda precedente ma nei fatti inquadrati nella nuova amministrazione, a prendere una decisione sarebbe dovuto essere il precedente proprietario, che però non era presente al presidio.

La CGIL non ha firmato l’accordo ma ha preferito evitare lo scontro con la proprietà e affidarsi ad una risoluzione in via giudiziaria della vertenza. Questo nonostante la rabbia dei lavoratori, che sarebbero stati anche disposti a occupare la struttura fino al raggiungimento di un accordo che tutelasse il diritto a mensilità arretrate e TFR di tutti i sessanta dipendenti. Un atteggiamento inqualificabile, quello dei dirigenti sindacali, perché una lotta con relativa occupazione della struttura avrebbe potuto supportare l’azione giudiziaria e raccogliere la solidarietà di studenti e lavoratori, e se messa in campo fin da subito, senza tentennamenti, forse avrebbe anche portato a una risoluzione diversa della vertenza.

Se l’azione dei dirigenti del sindacato è da criticare, ridicola è stata invece la passerella del consigliere comunale della Lega Nord Marco Pinti. Stiamo parlando dello stesso partito che in Provincia e Regione ha guidato per anni la distruzione della sanità e dell’istruzione pubblica, eppure i suoi esponenti hanno ancora il coraggio di presentarsi davanti a dei lavoratori che vengono licenziati. Assenti invece rappresentanti del PD e dei 5 stelle: quando si sviluppa una vertenza tra un padrone e i lavoratori, sanno perfettamente da che parte stare, cioè da parte dei padroni. Sinistra Classe Rivoluzione Varese è stato l’unico movimento politico organizzato che si è schierato apertamente dalla parte dei lavoratori e siamo convinti, oggi più di ieri, che si debba ripartire dal campo della lotta di classe per costruire un sindacato realmente combattivo e una rappresentanza politica dei diritti dei lavoratori.

Articoli correlati

Corrispondenze Operaie

Lezioni della vertenza FIAC, dopo l’accordo del 16 luglio

BOLOGNA – Dopo 36 giorni di sciopero e 53 di presidio ai cancelli, nella notte di giovedì 16 luglio si è raggiunto l’accordo che mette un punto nella vertenza dei

Corrispondenze Operaie

Air Italy liquida in tronco 1450 dipendenti

La mattina dell’11 febbraio gli azionisti di Air Italy si riuniscono e già dal pomeriggio comunicano, senza alcun preavviso, ai lavoratori il loro licenziamento, con una mail, perché da lì a breve l’azienda verrà messa in “liquidazione in bonis” e i dipendenti dovranno così perdere il proprio posto di lavoro.

Corrispondenze Operaie

Solidarietà ai facchini Bormioli!

Piena solidarietà ai facchini Bormioli di Fidenza (Pr) e agli attivisti della Rete Diritti in Casa, sgomberati dalla polizia e trattenuti un pomeriggio in questura per l’identificazione e l’avvio di un’indagine.

Corrispondenze Operaie

Bormioli – Contro la repressione, allargare il fronte della lotta!

La repressione poliziesca contro i facchini Bormioli va contrastata allargando il fronte della lotta. Da ogni sindacato e da ogni attivista sindacale sul territorio dovrebbe esserci la condanna di atti repressivi.

Corrispondenze Operaie

La Saeco non si tocca! La voce dei delegati Fiom

Raffaele e Barbara sono delegati RSU Fiom della Saeco, fabbrica i cui lavoratori dal 26 novembre scorso sono in lotta con un presidio permanente contro il licenziamento di 243 lavoratori annunciato dalla proprietà, la multinazionale Philips. Di questa vertenza si parla molto, non solo a Bologna e provincia. Sono già state coinvolte le istituzioni a livello locale, regionale e nazionale, tanto è vero che si è aperto un confronto tra il governo e la proprietà che dovrebbe riprendere il 18 gennaio 2016.