Usa – La maggioranza dei giovani rifiuta il capitalismo!

Stando a quanto riportato dal Washington post del 26 aprile, la gioventù non ama il capitalismo, anzi.

La notizia riprende un sondaggio della celebre università di Harvard, Massachusetts, che descrive una realtà sociale statunitense dove solo il 42% dei giovani compresi tra i 18 e i 29 anni ritiene il capitalismo un sistema sociale valido, mentre il 51% degli intervistati lo ritiene un sistema fallimentare.

Non solo, gli intervistati esprimono sfiducia nella maggior parte delle istituzioni capitaliste, come Wall street, il Parlamento, il presidente… E il 33% di loro ritiene che il socialismo sia la società migliore.

Questo il dato degli Stati Uniti, la principale potenza imperialista mondiale, ma sicuramente possiamo affermare lo stesso per quanto riguarda l’Europa. Dall’inizio della crisi nel 2008 svariati paesi europei sono stati attraversati da movimenti di massa, dove il ruolo dei giovani è stato decisivo.

In particolar modo, a partire dal 2010 e dalle rivoluzioni in Tunisia e Egitto, un’ondata di contestazione dell’esistente ha investito il mondo dalla Grecia al Cile, dal Canada alla Spagna, dalla Turchia al Messico, dal Burkina Faso alla Francia. Ovunque protagoniste le giovani generazioni di sfruttati.

Qualcuno potrà accusarci di voler fare aderire la realtà alla nostra visione, altri ci etichetteranno come visionari, che parlano di rivoluzioni dove non ci sono.

Noi replichiamo che non ci interessa discutere con i piagnucoloni di una vecchia sinistra sconfitta e sempre in cerca di una misera dimensione elettorale, che nella gioventù vedono il disinteresse verso la politica o l’apatia, e nemmeno siamo disposti ad accettare le concezioni di chi crede che mai si svilupperà un movimento rivoluzionario e che quindi sia necessario sostituirsi ad esso con il cieco attivismo e con l’azione diretta di piccoli gruppi.

La realtà è che l’insoddisfazione verso lo status quo non è propria di circoli di intellettuali, ma oggi è patrimonio comune di un’intera generazione. Ciò non significa naturalmente che questa generazione si butterà automaticamente nella lotta per il socialismo, ma significa che l’incertezza del domani la porta ad un disprezzo e ad una sfiducia crescente delle istituzioni e dei modelli di vita e affermazione che il capitalismo propone. E riteniamo che questo sia il primo passo verso una presa di coscienza più complessiva

E in Italia? La Francia di questi giorni ci offre l’esempio migliore per immaginare quello che anche succederà anche in questo paese. Sulla Francia le nubi oscure di terrorismo e estrema destra sembravano doversi concentrare fino a creare una situazione irrespirabile, ma proprio la mobilitazione degli studenti, che trascina con sé il movimento operaio, rompe questa cappa di immobilismo e paura, e fa tremare governi e padroni.

Tra quel 51% di giovani che rifiutano “l’economia di mercato” siamo certi di trovare le forze che si metteranno in gioco, tra mille contraddizioni e illusioni, per abbattere il sistema che li opprime.

Articoli correlati

Nord America

USA: Bernie Sanders e le lezioni del “Dirty Break” – Perché i socialisti non dovrebbero candidarsi tra le fila del Partito Democratico

Dopo mesi di panico per i successi di Bernie, la classe dominante è finalmente riuscita a invertire la direzione della corsa elettorale – e lo ha fatto con una velocità senza precedenti. Ora, dopo un elettrizzante giro sulle montagne russe, la campagna di Bernie Sanders per la presidenza americana è finita. Pensiamo sia necessario proporre un bilancio di questa esperienza.

Russia

Lo scontro Usa-Russia

Il conflitto tra Usa e Russia rappresenta una delle principali contraddizioni della politica mondiale. Nonostante durante la campagna elettorale del 2016 Donald Trump avesse dichiarato la sua intenzione di normalizzare i rapporti con la Russia, assistiamo oggi a una nuova escalation di sanzioni economiche e guerra diplomatica e propagandistica

Nord America

Elezioni in Canada – Respinta l’austerità dei Conservatori, umiliato il New Democratic Party.

I canadesi hanno votato il cambiamento e respinto l’austerità dei Conservatori di Harper. Dopo un decennio al potere e una campagna di lunghezza storica, l’era dei Conservatori, un’era di tagli e divisioni, è finita. Comunque, il partito tradizionale dei lavoratori canadesi, l’Ndp (New Democratic party), non si è avvantaggiato da questo clima anti-austerità.

Nord America

Il Caos elettorale e la crisi della borghesia americana

Joe Biden è stato dichiarato vincitore delle elezioni presidenziali. Offriamo ai nostri lettori la traduzione di un articolo scritto lo scorso 4 novembre dai nostri compagni  di Socialist Revolution negli Stati uniti, che inquadra lo scenario in cui si è svolta la competizione. Torneremo a breve su un’analisi della vittoria dei democratici.

Nord America

USA – L’ “insurrezione” di Trump e il caos della democrazia borghese statunitense

Il 2021 è iniziato con il botto. Se qualcuno aveva ancora dei dubbi, gli eventi di ieri hanno messo in luce la profondità della crisi del capitalismo statunitense – ed è solo l’inizio. Anche negli anni turbolenti antecedenti e successivi alla guerra civile degli Stati Uniti, non avevamo mai visto dei manifestanti violare l’edificio del Campidoglio degli Stati Uniti – e incoraggiati dal presidente in carica! Come ha affermato l’ex presidente GW Bush, queste sono le scene che ci si aspetterebbe in una “repubblica delle banane”, non nel bastione dell’imperialismo mondiale.

Nord America

Il controllo della vendita di armi e la lotta di classe

La strage di Orlando ha riportato alla ribalta il dibattito sulla vendita di armi negli Stati uniti. Pubblichiamo la traduzione di un articolo pubblicato dalla Workers international league, la sezione statunitense della Tendenza marxista internazionale, tre anni fa. Conserva ancora tutta la sua validità.