8 Gennaio 2021 John Peterson, da New York (www.socialistrevolution.org)

USA – L’ “insurrezione” di Trump e il caos della democrazia borghese statunitense

Il 2021 è iniziato con il botto. Se qualcuno aveva ancora dei dubbi, gli eventi di ieri hanno messo in luce la profondità della crisi del capitalismo statunitense – ed è solo l’inizio. Anche negli anni turbolenti antecedenti e successivi alla guerra civile degli Stati Uniti, non avevamo mai visto dei manifestanti violare l’edificio del Campidoglio degli Stati Uniti – e incoraggiati dal presidente in carica! I protocolli di emergenza contro gli attacchi terroristici sono stati attivati mentre i gas lacrimogeni venivano lanciati lungo i corridoi, e almeno una persona è stata uccisa a colpi di arma da fuoco. Come ha affermato l’ex presidente GW Bush, queste sono le scene che ci si aspetterebbe in una “repubblica delle banane”, non nel bastione dell’imperialismo mondiale.

Il capitalismo americano e le sue istituzioni sono come una casa infestata dalle termiti e il marciume si sta diffondendo rapidamente. Può sembrare strutturalmente sano in superficie, ma appena entri in veranda, il tuo piede sfonderà il pavimento facilmente. La dialettica spiega che le cose si trasformano nei loro opposti. Per decenni, gli Stati Uniti sono stati il più stabile dei principali paesi capitalisti. Ora, il mondo intero osserva i manifestanti di destra che inscenano una ribellione in uno dei tre edifici più importanti del governo federale. Come un villaggio Potëmkin ( villaggi di cartapesta fatti costruire dal principe russo Potëmkin per impressionare l’Imperatrice Caterina la Grande, ndt), le istituzioni “onnipotenti” del governo americano sono state smascherate nella loro debolezza e fragilità sotto le apparenze.

La crisi fondamentale del modo di produzione capitalista ha portato a una tremenda instabilità sociale e al declino nella “cittadella” dell’imperialismo mondiale. Ciò si riflette in una forte polarizzazione combinata a una grande confusione politica. Le divisioni distorte all’interno della classe operaia derivano dall’impasse del capitalismo e dalla mancanza di una direzione politica e sindacale audace e basata su una politica di indipendenza di classe. Se la rabbia della classe operaia repressa per decenni fosse stata orientata alla costruzione di un nuovo partito di massa e all’utilizzo della forza dei sindacati nella lotta per gli interessi di tutti i lavoratori su base di classe, il 2020 e la situazione odierna sarebbero stati completamente diversi.

Abbiamo assistito a molti cambiamenti profondi e drammatici negli ultimi anni e ce ne saranno molti altri a venire. Il caos, la confusione e la mancanza di una leadership adeguata alla situazione presentano molti ostacoli per la classe operaia. Ma apre anche molte opportunità. Lenin ha spiegato che la prima condizione che indica come la società stia entrando in un periodo prerivoluzionario è che la classe dominante è divisa e non è più in grado governare nel modo tradizionale. Dovremmo tornare agli anni precedenti alla Guerra civile per trovare una situazione in cui la classe dominante e i suoi politici erano divisi come lo sono oggi.

Più volte, negli ultimi cento anni, abbiamo visto che quando la classe dominante è paralizzata e in disaccordo, le masse percepiscono un’opportunità e si fanno largo in questa frattura nel tentativo di arrivare ad un cambiamento sostanziale. Tuttavia, ciò che abbiamo visto ieri non sono state le masse lavoratrici, mobilitate per prendere in mano il proprio destino per cambiare la società. Nonostante le loro manie di grandezza rivoluzionaria, i partecipanti che sventolavano bandiera confederata erano quanto di più lontano da qualsiasi concetto di rivoluzione. Questa era una folla controrivoluzionaria che ha intuito l’opportunità di mandare tutto all’aria prendendo d’assalto un’istituzione chiave della reazione imperialista mondiale nel tentativo di spingerla ancora più a destra.

 

Caos a Capitol Hill

Era ampiamente previsto che il 6 gennaio, il giorno in cui il Congresso avrebbe dovuto certificare il voto dei grandi elettori in una seduta congiunta, sarebbe stata una giornata di tensione a Washington. Questo era il culmine del tentativo di Trump di dipingere le elezioni come fraudolente e così il presidente ha organizzato una marcia dallo slogan “Salviamo l’America” in concomitanza con il voto dei grandi elettori.

La manifestazione ha riunito diverse migliaia dei suoi più ferventi sostenitori, molti dei quali arrivati dalle contee rurali di tutto il paese, tra cui centinaia di miliziani armati, Proud Boys e altri elementi reazionari di estrema destra.

Lo stesso Trump che si è opposto con tanta veemenza al movimento Black Lives Matter e si è spinto fino al punto di chiedere una repressione militare in piena regola lo scorso giugno ora si è rivolto a un piccolo oceano di cappelli MAGA, bandiere americane, striscioni con il suo nome, bandiere confederate e di Blue Lives Matter. Ha invitato i suoi sostenitori a marciare su Pennsylvania Avenue e mostrare la loro rabbia davanti al Congresso degli Stati Uniti. L’avvocato personale di Trump, Rudy Giuliani, ha chiesto un “trial by combat” (espressione inglese difficilmente traducibile in italiano, letteralmente è “verdetto per duello”, ndt)

Invece delle scene militarizzate della polizia antisommossa e delle truppe della Guardia Nazionale che pattugliano ogni edificio e angolo di strada a Washington durante le proteste di Black Lives Matter, l’atteggiamento della polizia presente variava da totalmente impreparato ad apertamente solidale. Certamente non avevano i numeri e l’equipaggiamento usato contro i manifestanti del BLM, nonostante la pianificazione totalmente pubblica di azioni violente sui siti web di destra nelle settimane precedenti la marcia.

Poco prima delle 14 proprio mentre i sostenitori di Trump nel Congresso si opponevano alla certificazione del voto elettorale in Arizona, la folla fuori dall’edificio del Campidoglio ha superato le barricate ridicole della polizia e invaso l’edificio del governo, scalando muri e frantumando finestre. La notizia ha invaso le prime pagine di tutto il mondo mentre milioni di persone guardavano la folla saltare dalle finestre e invadere i corridoi del Campidoglio, mentre i senatori si accucciavano sul pavimento e venivano portati in fretta verso dei luoghi protetti.

I manifestanti si sono riversati nell’edificio, interrompendo la sessione del Congresso. Hanno occupato e saccheggiato gli uffici dei legislatori, compreso l’ufficio della presidente Pelosi, la cui corrispondenza e riconoscimenti vari sono stati portati via come trofei. È stato utilizzato gas lacrimogeno e l’FBI e altri agenti armati sono stati chiamati per riprendere possesso dell’edificio. L’intera Guardia Nazionale di Washington DC, una forza di 2.700 soldati e 650 guardie nazionali della Virginia è stata mobilitata per ristabilire l’ordine. Diverse ore dopo, il governatore di New York Cuomo ha inviato altre mille truppe della Guardia Nazionale di New York per aiutare a riportare la calma a Capitol Hill. Ci sono state anche piccole dimostrazioni di simpatizzanti pro-Trump e invasioni di edifici governativi in ​​una manciata di capitali degli Stati in tutto il paese, anche se non al livello delle proteste a Washington.

Trump e i suoi irriducibili sostenitori al Congresso quasi certamente non avevano pianificato che la folla invadesse il Campidoglio, ma stavano giocando con il fuoco. Trump aveva caldamente incoraggiato l’estrema destra quando ha marciato a Charlottesville, in Virginia. Nel dibattito presidenziale in autunno, ha detto ai Proud Boys la celebre frase: “fermatevi e aspettate” (stand back and stand by). Stanchi di stare a guardare, i cani da guardia di Trump si sono liberati dai loro guinzagli e sono corsi a ringhiare, azzannare e colpire i nemici del loro padrone.

 

Si è trattato di un tentativo di colpo di stato bonapartista?

Sicuramente questi sono eventi drammatici! Ma come marxisti, dobbiamo mantenere il senso delle proporzioni. Questo non è stato un colpo di stato insurrezionale organizzato, giunto quasi al punto di rovesciare il governo degli Stati Uniti e imporre un regime fascista per schiacciare i lavoratori e la sinistra. Tutt’altro! La classe lavoratrice rimane la stragrande maggioranza in questo paese e potrebbe spazzare via facilmente questi rifiuti, una volta mobilitata per lottare per i propri interessi

Il bonapartismo, che prende il nome da Napoleone Bonaparte, può sorgere nella società dopo un periodo di profonda e prolungata instabilità quando la lotta di classe ha condotto in un vicolo cieco e all’esaurimento reciproco le classi in lotta. In tali circostanze, possono emergere individui che sembrano elevarsi al di sopra delle classi, manovrando e appoggiandosi prima su una classe o strato e poi su un altro, ristabilendo l’ordine e “la legge della spada” con l’appoggio dell’apparato statale.

Per raggiungere questo obiettivo, l’aspirante bonapartista deve avere il sostegno di settori significativi delle forze armate. Trump non ce l’ha. Solo tre giorni prima, tutti e dieci gli ex Segretari della Difesa viventi hanno pubblicato una dichiarazione congiunta sul Washington Post in cui difendevano i risultati delle elezioni e avvertivano che il coinvolgimento militare nelle elezioni “ci avrebbe portato in un territorio pericoloso, illegale e incostituzionale”. Se dovessero essere chiamati in causa i militari, sarebbe per sbarazzarsi di Trump, non per installarlo come dittatore!

I Proud Boys, i teorici della cospirazione “Q-Anon” e il resto dell’estrema destra non sono sufficienti per instaurare una dittatura, né fanno parte dell’apparato statale (sebbene alcuni singoli membri siano certamente nell’esercito e nella polizia). Anche senza organizzazione e una direzione, queste forze sociali numericamente insignificanti e scarsamente organizzate potrebbero essere soffocate rapidamente tramite un’azione di massa della classe operaia, sebbene non ci siano dubbi che possano fare danni reali su scala individuale; anche un tumore di piccole dimensioni può andare in metastasi e diventare qualcosa di ben più mortale. Tuttavia, questa minaccia è una prospettiva realistica solo se la classe lavoratrice non riuscisse a prendere il potere nei prossimi dieci o vent’anni, e solo dopo una serie di gravi sconfitte. In questa fase, una mossa della “frusta della controrivoluzione” in tale direzione creerebbe ancora più instabilità e risveglierebbe la classe operaia.

Si sta preparando una reazione diseguale e contraria, diseguale perché le forze per il progresso sociale superano di gran lunga i facinorosi reazionari all’interno della società americana. La maggior parte delle milioni di persone che hanno partecipato direttamente al movimento contro l’omicidio di George Floyd o ne hanno sostenuto le rivendicazioni e le mobilitazioni da casa sono il vero futuro rivoluzionario per questo paese. È solo questione di tempo prima che il movimento torni all’offensiva a un livello ancora più alto.

 

Il mondo selvaggio e fantastico di Donald Trump e le divisioni nel partito repubblicano

Il sistema educativo, i politici borghesi, i media mainstream, la Chiesa e altre istituzioni del governo capitalista sparano a raffica il mantra che l’America è il paese più democratico che esista e sia mai esistito. I marxisti non accettano queste banalità. Dobbiamo esaminare il mondo così com’è realmente.

Anche se inavvertitamente, Trump ha effettivamente contribuito a smascherare la verità. Lasciando da parte i miliardi di donazioni delle multinazionali e gli eserciti di lobbisti benestanti, la “democrazia” americana non si basa sul concetto di “una persona, un voto”. In definitiva, ciò che la maggioranza della gente pensa e vuole non ha alcuna incidenza diretta sulla politica del governo. Le decisioni prese da tutti e tre i rami del governo sono alla fine assunte a difesa e all’interno dei confini del sistema capitalista. In tempi di crisi economica e sociale, questo offre loro un prezioso margine di manovra.

La classe capitalista si preoccupa soprattutto degli interessi del sistema nel suo insieme, ora e nel futuro. Capiscono che se la gente crede di avere effettivamente voce in capitolo, sarà più propensa ad accettare i dettami dei grandi capitalisti. Ma una profonda sfiducia nello status quo permea sia la sinistra che la destra. Man mano che sempre più gente inizia a vedere come stanno realmente le cose, diminuisce la stabilità su cui si basa il capitalismo e aumentano le possibilità per un cambiamento di sistema.

Ma Trump si preoccupa solo del proprio interesse immediato. Il suo comportamento egocentrico sta squarciando le quinte che hanno nascosto a lungo la realtà della dittatura di classe alla maggioranza della popolazione. Questa è la radice del conflitto in corso tra Trump e la maggioranza della classe dominante a cui egli stesso appartiene.

Trump ha attivamente minato la legittimità del sistema elettorale statunitense da quando ha annunciato per la prima volta la sua candidatura presidenziale. Sebbene abbia conquistato la maggioranza dei grandi elettori e la presidenza nel 2016, ha perso il voto popolare per tre milioni di voti. Non contento di aver sconfitto i suoi avversari umiliandoli e di essere diventato l’essere umano più potente del pianeta, ha insistito sul fatto che ci fosse una massiccia frode elettorale e ha affermato di aver vinto anche il voto popolare. Alla vigilia delle elezioni del 2020, ha affermato che l’unico modo in cui avrebbe potuto perdere era attraverso una frode massiccia e si è rifiutato di garantire che avrebbe facilitato un trasferimento pacifico del potere.

Da novembre, Trump si è circondato di consiglieri che alimentano la sua illusione su una grossa frode. Dopo che Chris Krebs, un repubblicano nominato per monitorare la sicurezza tecnologica relativa alle elezioni, ha garantito la validità dei risultati elettorali, è stato licenziato senza tante cerimonie. Persino il procuratore generale William Barr, un fedelissimo di Trump come nessun altro, ha dovuto fare i bagagli quando ha dichiarato pubblicamente di non aver visto alcuna prova di frode significativa.

Il “rispetto” di Trump per gli elettori è stato evidente nella sua recente telefonata al Segretario di Stato della Georgia, Brad Raffensperger. Nonostante sia un repubblicano di destra e un sostenitore di Trump, Raffensperger ha supervisionato le elezioni presidenziali in Georgia e ha difeso la validità del conteggio dei voti, nonostante avesse indicato la vittoria di Trump. Trump ha chiesto a Raffensperger di “ricalcolare” e “trovare” gli 11.780 voti di cui aveva bisogno per far pendere la bilancia dalla propria parte.

La determinazione di Trump a lottare per rimanere alla Casa Bianca è servita ad esacerbare le profonde divisioni nel Partito Repubblicano. Queste divisioni sono state nascoste per un periodo, dopo che nel 2016 ha sbaragliato l’establishment del partito e quest’ultimo è stato tenuto insieme e persino rafforzato dalla sua travolgente forza gravitazionale. Anche nella sconfitta nel 2020, ho tenuto il partito alla sua mercè. Ma il suo atteggiamento tipico di qualcuno che non sa perdere ha irritato e alla fine costretto molti a scegliere una posizione: a favore o contro le istituzioni fondamentali del governo capitalista.

Per quanto riguarda la classe capitalista, che generalmente non ha mai visto Trump come un rappresentante affidabile dei loro interessi di classe, ora esprime la propria disapprovazione per il presidente più energicamente che mai. Ciò include la Camera di Commercio degli Stati Uniti, storicamente la voce delle grandi imprese, e la National Association of Manufacturers (NAM), che rappresenta 14.000 grandi società. NAM ha esortato il vicepresidente Pence a “prendere seriamente in considerazione” l’impeachment di Trump prima che possa completare le ultime due settimane del suo mandato. Persino il New York Post – di proprietà di Rupert Murdoch – che ha sostenuto Trump in ogni modo, alla fine lo ha invitato ad accettare i risultati delle elezioni.

La strada da seguire

In mezzo a una crisi economica e pandemica, non possiamo perdere di vista la forza potenziale immensa del movimento operaio. La classe operaia rappresenta la stragrande maggioranza del paese e senza di essa nulla viene prodotto o trasportato. Non solo la classe operaia è in grado di fermare l’economia capitalista, ma è anche l’unica forza sociale che può sconfiggere il Trumpismo e trasformare radicalmente la società.

Il movimento operaio dovrebbe essere mobilitato per lottare per un programma di rivendicazioni sociali audaci, che includa un salario minimo garantito di 1.000 dollari a settimana, la fine degli sfratti e un tetto agli affitti non superiore al 10% del reddito. Data la profondità della crisi, queste richieste agirebbero come un galvanizzatore per milioni di persone e potrebbero avere un’eco enorme se portate avanti seriamente da milioni di lavoratori sindacalizzati. Ciò minerebbe anche i tentativi cinici di Trump di atteggiarsi ad “amico della classe operaia”.

Un movimento di massa che lotti per queste rivendicazioni potrebbe fermare la polarizzazione sul fronte reazionario e unire i lavoratori su base di classe. Questo non può accadere senza una direzione. Gli attuali dirigenti sindacali non propongono tale prospettiva, nonostante lo stato d’animo di malcontento e di aumento della coscienza di classe tra le giovani generazioni di lavoratori. I marxisti devono lavorare con coloro che sono attualmente impegnati nella costruzione di reti di opposizione nei sindacati, fertilizzando le lotte dei lavoratori con le idee marxiste rivoluzionarie. Milioni di lavoratori si stanno muovendo nella direzione della lotta di classe, come dimostrano le centinaia di scioperi selvaggi scoppiati dopo la pandemia e i tentativi di organizzare nuovi sindacati in luoghi di lavoro importanti come Google.

Sebbene rimangano solo pochi giorni alla scadenza del mandato di Trump, si parla molto di impeachment o di invocare il 25° emendamento, che prevede la rimozione di un presidente incapace di “espletare gli obblighi” della sua carica. La pandemia da COVID-19 continua a imperversare, con una somministrazione irregolare del vaccino e con un record di morti quasi quotidiano. Dopo la loro vittoria nelle elezioni in Georgia, i Democratici ora controllano entrambe le Camere del Congresso e la Presidenza. Con una depressione economica in arrivo, saranno messi alla prova, ora che non ci sono scuse serie per non approvare provvedimenti che non apportino qualcosa di più di un sollievo palliativo a milioni di lavoratori in difficoltà.

Gli eventi si susseguono rapidamente. Forniremo ulteriori aggiornamenti e analisi nei giorni e nelle settimane a venire. Ma una cosa è chiara: solo l’indipendenza di classe e l’azione militante possono indicare la strada da seguire. La debolezza della sinistra americana è direttamente collegata al fatto che la maggior parte di essa cerca di adattarsi e di collaborare con i Democratici. Questo è l’approccio che ha portato al disastro attuale. Non è troppo tardi per cambiare rotta! Armata di una prospettiva rivoluzionaria e di un programma e un’organizzazione indipendenti dalla classe, la classe operaia può costruire la direzione di cui ha bisogno per porre fine agli orrori presenti e futuri del capitalismo statunitense. Lottiamo per un governo operaio! Solo il socialismo rivoluzionario può sconfiggere il trumpismo!

Stiamo assistendo alla agonia mortale prolungata della democrazia borghese americana e del capitalismo mondiale nel suo complesso. Tutto questo sta avvenendo sotto l’ombra minacciosa dell’accelerazione del cambiamento climatico. Il compito storico dei marxisti è costruire il fattore soggettivo che può aggregare la classe operaia nella sua missione di sostituire il cadavere putrescente del capitalismo con un mondo di democrazia rivoluzionaria e sovrabbondanza materiale. Il processo molecolare di rivoluzione e di trasformazione della coscienza sta spingendo milioni di persone in questa direzione. Se sei d’accordo con queste idee, ti invitiamo a unirti alla TMI!

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