28 aprile 2015

Università di Trento: proibito andare al bagno!

Nella facoltà di lettere dell’università di Trento non è più possibile accedere liberamente ai bagni. Recentemente l’amministrazione, dietro sollecitazione della lista studentesca di estrema destra “Atreju”’, ha limitato la fruizione del servizio igienico ai soli studenti in possesso della tessera universitaria.
La giustificazione a questa misura ridicola sembra quella di escludere “soggetti estranei” dalla facoltà dall’utilizzo dei servizi: ci si domanda chi sia effettivamente considerabile “estraneo” visto che l’università dovrebbe essere un luogo pubblico. In questo caso particolare si vuole precludere l’accesso a prostitute che pare abbiano usufruito della toilette di lettere. Non credo, e molti studenti sono del mio stesso parere, sia accettabile che un senato accademico, novello campione di moralità, obblighi dei ragazzi che studiano a non andare in bagno se si dimenticano a casa il badge, per di più solo per accodarsi a una campagna portata avanti da una lista che, è noto, è di area neofascista. Contro questa misura che lede il diritto degli studenti a vivere gli spazi universitari siamo pronti, come Sempre in lotta Trento, a dare battaglia: che i bagni siano pubblici e gratuiti! Fuori i fascisti dall’università! 

Articoli correlati

Serve una rivoluzione! – Il 12 ottobre in piazza contro Salvini e un futuro di miseria

I giovani oggi devono essere i primi ad attivarsi per questo obiettivo. Il 12 ottobre in piazza, e poi di nuovo in tutte le scuole e università, con discussioni, assemblee, collettivi e organizzandoci in prima persona!

Il governo attacca la scuola, rispondiamo compatti

Il 12 marzo Renzi annunciava in pompa magna la riforma della scuola.  Ora titoli come “Assumeremo i precari” o “Investiremo maggiormente nella scuola” si susseguono sui giornali nel vano tentativo

“Buona scuola” Si poteva vincere. La lotta deve continuare

Il 25 giugno con 159 voti a favore e 112 contrari il Senato ha approvato la riforma scolastica inviandola alla Camera per quella che dovrà essere l’ultima approvazione. Il vero

“Dio lo vuole” la crociata della preside del Selmi

“Deus vult!”(Dio lo vuole): queste sono state le parole di Luciana Contri, preside dell’istituto modenese “F. Selmi”, quando ha tentato di impedire che i rappresentanti dell’Arcigay, invitati dagli studenti, potessero

Bologna si mobilita: chiediamo servizi, ci danno repressione

“Adesso basta!” Questo è stato il grido che molti studenti dell’ateneo di Bologna hanno lanciato in questi giorni, in risposta all’ennesimo tentativo da parte delle istituzioni accademiche di militarizzare la zona universitaria.

Saldi estivi: raddoppia la tassa del Conservatorio!

Il Conservatorio G. Verdi di Milano ha deciso di raddoppiare la prima rata della tassa d’iscrizione, passando da 600 euro a 1200 euro. Tutto questo senza nemmeno spiegare le ragioni di questo spropositato aumento.