7 Marzo 2022 Grazia Bellamente

Un 8 marzo di lotta più necessario che mai!

L’8 marzo ricorre la giornata internazionale della donna. Negli ultimi anni, questa giornata è tornata ad essere un momento di lotta e mobilitazione a livello nazionale e internazionale. Questo accade non solo perché la condizione delle donne in questi anni, e soprattutto con l’avvento della pandemia, è peggiorata, ma anche perché i diritti delle stesse sono sempre sotto continuo attacco.

La situazione occupazionale delle lavoratrici con la pandemia ha avuto un crollo. Un rapporto dell’Ispettorato del Lavoro che prende in considerazione tutti i provvedimenti di convalida di dimissioni di lavoratori e lavoratrici con figli fino a tre anni nell’anno 2020, dichiara che nel 77,2% dei casi si è trattato di donne. Nel 2019 la percentuale era del 73%. In Italia, infatti, nelle coppie in cui entrambi i genitori percepiscono reddito, il contributo delle donne non supera il 40% del reddito familiare. Con la maternità, una donna su sei esce dal mercato del lavoro perché non riesce a conciliare l’impiego con le esigenze di cura dei figli e della casa.

Sono le donne, infine, come mostrano anche gli ultimi dati Istat, ad avere i contratti più precari e la maggioranza di quelli part-time. Senza contare che in questi ultimi due anni, le lavoratrici in smart working con figli piccoli, tra scuole chiuse e bambini in quarantena, si sono trovate a fare letteralmente i salti mortali tra le mura domestiche, lavorando, badando ai figli e occupandosi delle faccende di casa contemporaneamente.

I governi che si sono succeduti in questi anni non hanno fatto altro che aggravare questa situazione, tagliando la spesa pubblica e le risorse da destinare a settori fondamentali per far conciliare la vita lavorativa e familiare, come per esempio gli asili pubblici. La copertura a livello nazionale dei posti è del 25,5%, cioè oltre 74 bambini su 100 non hanno un posto assegnato nelle strutture pubbliche. Ad oggi solo il 14% dei bambini appartenenti a famiglie povere frequenta l’asilo pubblico.

Altro tema che ormai è all’ordine del giorno, è il numero delle violenze quotidiane, che è aumentato notevolmente. Nel 2021 sono stati commessi 116 femminicidi, uno ogni tre giorni. Le richieste di aiuto delle donne durante la pandemia sono aumentate del 79,5%. Continuamente ci dicono che bisogna denunciare e avere fiducia nelle istituzioni. Ma come si fa ad averla se le stesse istituzioni negli anni hanno distrutto la rete di aiuto e sostegno delle donne? Nel nostro paese esistono solo 302 centri antiviolenza, ben al di sotto di quella che dovrebbe essere la media, cioè 1 ogni 10mila abitanti.

I governi e la Chiesa non sono coloro che emanciperanno le donne nella loro battaglia contro l’oppressione, le violenze e la barbarie di questo sistema economico. La giornata dell’8 marzo va costruita nei posti di lavoro, nelle scuole, nelle università con assemblee e volantinaggi. Solo la lotta e la mobilitazione unitaria delle donne, dei giovani e della classe lavoratrice può mettere fine all’oppressione e allo sfruttamento. Che la giornata dell’8 marzo possa essere solo l’inizio di tutto questo!

Scarica il nostro volantino per l’8 marzo in pdf

 

Leggi anche:

Articoli correlati

Donne

Fertility Day – Le offese e le provocazioni del governo contro la donna

Fertility Day. Questa è l’idea imbarazzante proposta dalla Ministra della Salute Beatrice Lorenzin e dal governo Renzi. Il 22 settembre è stata istituita una giornata promossa dal Ministero durante le quale saranno realizzate iniziative finalizzate a far riflettere i cittadini sul “pericolo della denatalità nel nostro paese” invitando, quindi, i giovani a diventare presto genitori

Donne

Contro la violenza sulle donne, per un’alternativa rivoluzionaria!

L’8 marzo 2017 non sarà un 8 marzo come tutti gli altri. Viviamo in un sistema che non è più in grado nemmeno di far finta di garantire condizioni di vita decenti alla maggioranza della popolazione e questo si riflette in modo particolarmente odioso soprattutto sulle donne, ma da qualche mese a questa parte in decine di paesi in tutto il mondo abbiamo visto centinaia di migliaia di donne esprimere tutta la loro rabbia contro il sistema, scendendo in piazza per lottare per la difesa dei propri diritti.

Donne

Crema: successo dell’assemblea “Nel 2016 la donna è libera?”

In un periodo di acceso dibattito sui diritti civili, l’assemblea si è trovata a discutere del tema dei diritti, mai facili concessioni, ma sempre frutto di dure battaglie, di movimenti di massa e delle lotte della classe operaia, nella quale, non senza contrasti, le donne hanno spesso rappresentato la componente più sfruttata, ma anche quella più generosa e determinata nella lotta.

Donne

USA: La Corte suprema va all’assalto del diritto di aborto – Rispondiamo con la lotta di classe!

Un’altra bomba senza precedenti ha scosso il mondo già polarizzato della politica americana e della lotta di classe. In una nota interna fatta trapelare all’esterno, redatta dal giudice della Corte Suprema Samuel Alito, la maggioranza di quell’organo reazionario delinea l’intenzione di ribaltare la sentenza Roe v. Wade, la storica decisione del 1973 che ha stabilito che la Costituzione degli Stati Uniti protegge la libertà della donna incinta di scegliere di abortire

Donne

8 marzo – Basta subire, ritorniamo a lottare!

L’oppressione subita dalle donne solo nella sua veste più brutale si manifesta con la violenza. Ad essa va aggiunta la sottomissione, i ricatti subiti sui posti di lavoro e le differenze salariali sulla base del genere che aumentano le difficoltà per una piena emancipazione. Esiste una sola strada percorribile che è quella della lotta per una società più giusta e più equa.

Donne

Spagna – Sentenza della “Manada ”: manifestazioni di massa contro la giustizia patriarcale e di classe

La sentenza sul caso della “Manada” ha riempito le strade di tutta la Spagna di rabbia e indignazione. Il tribunale ha assolto gli imputati dall’accusa di “aggressione sessuale” condannandoli a 9 anni di prigione per abusi sessuali ma in assenza di violenza e intimidazione.