23 Maggio 2016

Trieste – No agli esuberi in Wartsila!

«Comunque i numeri del 2015 sottolineano la buona salute e la buona tenuta del gruppo». Il 28 gennaio 2016 così si esprimeva Sergio Razeto, l’amministratore delegato di Wartsila Italia, quattro mesi prima di annunciare 90 esuberi nello stabilimento di San Dorligo della Valle (TS) e di rassegnare le proprie dimissioni.
I tagli al personale nella fabbrica triestina si concentrano quasi interamente nel reparto Ricerca e Sviluppo e rischiano di mettere in discussione la competitività della stabilimento, aprendo ad ulteriori tagli e riduzioni di personale.
A capirlo sono innanzitutto i lavoratori che hanno risposto all’annuncio della multinazionale finlandese con uno sciopero che ha visto il 100% della forza lavoro incrociare le braccia il 26 aprile.
Si tratta di una grande prova di solidarietà e di disponibilità alla lotta che i vertici sindacati hanno al momento fatto arenare sulle secche dei tavoli ministeriali dai quali sono arrivate solamente una non-smentita del piano industriale e la possibilità di “presentare approfondimenti e affinamenti dei propri programmi”. Le vertenze Revas, Alcatel, Burgo e quella delle mense scolastiche comunali devono rendere indelebile nella mente dei lavoratori che dietro agli “approfondimenti e affinamenti” delle riunioni ministeriali ci sono solo perdita di posti di lavoro (26.000 in meno dal 2008 in Fvg) compressione salariale e demansionamenti, aumenti dei carichi di lavoro e uso dei voucher.

Lo stabilimento di San Dorligo rappresenta con le sue dimensioni (1050 lavoratori diretti più gli appalti e l’indotto) la colonna portante dell’industria triestina.
Se la Wartsila è in “buona salute” la disponibilità dei lavoratori a mobilitarsi va usata per fare male al portafoglio degli azionisti (che diventa sempre più grosso) e costringere l’azienda a ritirare gli esuberi, non certo a riempire presidi pomeridiani in attesa delle telefonate da Roma.
La crisi del Nord-est, lungi dall’essere finita, è appena iniziata.

Articoli correlati

Solidarietà ai facchini Bormioli!

Piena solidarietà ai facchini Bormioli di Fidenza (Pr) e agli attivisti della Rete Diritti in Casa, sgomberati dalla polizia e trattenuti un pomeriggio in questura per l’identificazione e l’avvio di un’indagine.

Ieri in Dema, domani tutta Finmeccanica

L’azienda dell’indotto aeronautico di Finmeccanica nel 2013, dopo denuncia della FIOM, ha dovuto ammettere debiti per 130 milioni, per mala gestione clientelare. Da allora la Dema cercato di scaricare i costi dei debiti accumulati sulla pelle dei lavoratori, con un metodo ormai molto diffuso nella classe padronale: i tagli al personale.

Bormioli – Solo l’unità dei lavoratori può battere il padrone

Questo è il volantino che diffonderemo oggi pomeriggio a Parma alla manifestazione contro la repressione delle lotte nella logistica.

Viadana: la lotta dei facchini del gruppo Saviola

Il 17 maggio ha avuto inizio una lotta del tutto inedita e importante per Viadana, un piccolo territorio nella provincia mantovana: i facchini impiegati alla Composad sono scesi in sciopero con presidio permanente davanti ai cancelli, la rivendicazione è il mantenimento delle loro condizioni di lavoro.

Dalla parte dei lavoratori Almaviva in lotta!

Il volantino che abbiamo distribuito oggi al presidio di Napoli e che diffonderemo domani allo sciopero dei lavoratori Almaviva.

Almaviva: l’unico esubero è Tripi

Non c’è pace per i lavoratori di Almaviva. Dopo la vertenza della scorsa estate, conclusa col ritiro di 3mila esuberi in cambio di nuovi ammortizzatori sociali per l’azienda, ecco che a settembre si è aperta una nuova ristrutturazione.