1 Giugno 2020

Tornare a scuola a settembre, con tutte le garanzie!

 Dopo una didattica a distanza disastrosa, che non è riuscita a garantire a milioni di giovani un’istruzione decente per mesi, ora il Ministro della Salute Speranza annuncia, con l’ennesimo dietrofront, che anche gli studenti delle Superiori torneranno a scuola a settembre. Ma in quali condizioni si farà questo?
Innanzitutto, c’è un problema delle classi affollate. Il Miur fissa, come numero massimo per le scuole superiori, i 30 alunni per classe. Questa è una condizione già sbagliata in partenza, che rompe il rapporto tra docente e studente, e che diventa insostenibile in una situazione di pandemia, in cui è richiesto un distanziamento sociale di almeno un metro.
C’è bisogno di un aumento delle classi con nuove aule. Perciò lo Stato deve provvedere alla costruzione di nuovi spazi o alla riconversione di edifici pubblici non utilizzati (Secondo il CESCAT sono circa 2 milioni gli edifici non utilizzati a livello nazionale). Di conseguenza, rivendichiamo l’assunzione di almeno 100.000 insegnanti, i quali sono precari e nelle liste di attesa da anni. Solo così si potrà garantire un numero maggiore di classi, oltre ad un seguito migliore degli studenti da parte dei docenti.
Altro problema sono i trasporti pubblici. Oltre la metà dell’Italia non ha mezzi pubblici adeguati per arrivare a scuola; problema a cui lo Stato deve far fronte.
Rivendichiamo il rientro a scuola sicuro e GARANTITO PER TUTTI!
Lo Stato deve stanziare fondi per la scuola pubblica. L’Italia è tra i paesi dell’UE che investe meno nell’Istruzione pubblica (nel 2017 l’Italia è arrivata ultima in graduatoria). Quando, però, si tratta di salvare privati, banche o grandi imprese i soldi non mancano mai.
Tornare a scuola in una situazione del genere mette a rischio la vita degli studenti e delle loro famiglie. Il governo sta dimostrando una volta ancora la sua totale incompetenza nel far fronte a quest’emergenza sanitaria. Sullo sfondo restano sempre gli interessi della classe dominante che non è disposta a rinunciare nemmeno ad un centesimo dei suoi profitti, mettendo a rischio la salute di milioni di persone.
 

 

Articoli correlati

16 novembre, No Salvini day – Ribellarsi è giusto! (il nostro volantino)

Il volantino che stiamo distribuendo in tutta Italia verso il NO Salvini day di venerdì16 novembre

“Dio lo vuole” la crociata della preside del Selmi

“Deus vult!”(Dio lo vuole): queste sono state le parole di Luciana Contri, preside dell’istituto modenese “F. Selmi”, quando ha tentato di impedire che i rappresentanti dell’Arcigay, invitati dagli studenti, potessero

Alternanza scuola-lavoro – Dalle favole alla realtà

La maschera di ipocrisia che copriva il vero volto dell’alternanza scuola-lavoro, alla luce degli eventi e delle dichiarazioni delle ultime settimane, è definitivamente caduta. I recenti scandali hanno nuovamente messo in luce tutto ciò che di marcio si nasconde dietro le false promesse che la classe dominante ha propinato agli studenti e ai lavoratori sin dall’approvazione della Buona Scuola

Alziamo la testa! Nasce il coordinamento 2 maggio

Sabato scorso si è riunita l’assemblea online lanciata con il questionario “La didattica ai tempi del Coronavirus”. Hanno partecipato 93 studenti da tutta Italia. Al termine dell’assemblea è stato lanciato il Coordinamento 2 maggio.
Pubblichiamo il testo dell’appello finale, che raccoglie la discussione dell’assemblea e lancia la costruzione di collettivi verso la prossima assemblea nazionale del 6 giugno. Invitiamo i nostri lettori a farlo circolare a studenti, collettivi e realtà studentesche.

Chi ci ruba il futuro?

Il volantino che stiamo diffondendo in tutte le scuole e università.

No al numero chiuso – Per un’università aperta a tutti, gratuità e di qualità

Il testo del volantino che stiamo distribuendo davanti a tutte le università in Italia.