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La caduta di Kherson: cosa comporta per la guerra in Ucraina?

Quando il ministro della difesa russo è apparso sui media di Stato per annunciare di avere dato l’ordine della ritirata dalla riva occidentale del fiume Dnipro, abbandonando anche la città di Kherson, che si trova sulla riva orientale, la notizia è stata subito salutata dai media occidentali come una grande vittoria per l’esercito ucraino.

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Manifesto contro la guerra

A otto mesi dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina, la guerra si prolunga e si estende. Nessuna soluzione è in vista mentre aumentano le distruzioni, le morti, la miseria anche ben oltre i paesi coinvolti.
Tutte le roboanti menzogne di guerra, da entrambi i lati, sono messe a nudo.
Ribadiamo innanzitutto che questa guerra è un conflitto che vede contrapporsi due schieramenti ugualmente reazionari, ugualmente responsabili e che non devono ricevere nessun sostegno da parte dei lavoratori, dei giovani, delle masse che in questo conflitto nulla hanno da guadagnare e tutto da perdere.

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La guerra in Ucraina a una svolta?

L’offensiva sul fronte di Karkhiv da parte dell’esercito ucraino, seguita dalla mobilitazione parziale ordinata da Putin e dal referendum per l’annessione dei territori occupati, costituiscono un punto di svolta nella guerra in Ucraina.

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Crisi in Ucraina: Biden soffia sul fuoco della guerra

In un annuncio shock, il ministro degli esteri russo Sergei Lavrov ha dichiarato ai media russi di stato: “La NATO, in sostanza, è impegnata in una guerra di procura con la Russia e sta armando quel ‘procuratore’”. In un tono insolitamente acceso, ha accusato la NATO di combattere una guerra per procura fornendo aiuti militari all’Ucraina, proprio in un momento in cui i ministri della difesa occidentali si sono riuniti, ospitati dagli Stati Uniti, in Germania per una serie di colloqui, al fine sostenere l’Ucraina in quello che un generale statunitense ha chiamato un periodo “molto critico”.

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La guerra in Ucraina: realtà e finzione

La principale peculiarità dell’attuale guerra in Ucraina è che si trova completamente eclissata da una guerra mediatica senza precedenti. Di conseguenza, gli animi si sono parecchio surriscaldati, ma è stata fatta ben poca luce sui fatti. In effetti, il suo principale obiettivo non è informare, ma nascondere la situazione reale. E bisogna ammettere che ha avuto un notevole successo.

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Putin, Lenin e la questione nazionale ucraina

Il 25 febbraio, in un discorso che segnava l’inizio dell’attacco all’Ucraina, Vladimir Putin ha accusato Lenin, il partito bolscevico e la rivoluzione d’ottobre per l’esistenza dell’Ucraina moderna.

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Censura, arresti e minacce: la battaglia di Putin contro i “traditori della nazione”

Abbiamo ricevuto questa corrispondenza sulla crescente repressione all’interno della Russia, mentre l'”operazione speciale” (cioè la guerra in Ucraina) si trascina. Anche la minima critica all’invasione viene silenziata, pena l’arresto e il carcere. Testate giornalistiche indipendenti e piattaforme di social media vengono chiuse, e chiunque esprima disapprovazione per la guerra viene etichettato come un “traditore della nazione”. Queste misure sono un segno della debolezza del presidente Vladimir Putin, non della sua forza, e faranno solo accumulare risentimento fra le masse.

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La Russia “barbarica” e l’Occidente “civilizzato”

La libertà di parola, e per estensione, la libertà di stampa, è sempre considerata come una delle pietre miliari della democrazia. È ciò che si dice che separa i fieri cittadini del mondo occidentale da tutte le altre nazioni meno fortunate. Si suppone che sia la linea rossa che distingue la civiltà dalla barbarie. Soprattutto, nel momento attuale della storia mondiale, si dice che distingua noi popoli del mondo occidentale civili, democratici e amanti della libertà dalla barbarie russa dispotica.

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La guerra in Ucraina: una posizione internazionalista di classe – La dichiarazione della TMI

La prima vittima della guerra è la verità. Questo è vero anche per ciò che riguarda ‘intervento militare russo in Ucraina. I marxisti devono essere in grado di aprirsi un varco nella nebbia delle menzogne e della propaganda di guerra e analizzare le vere ragioni dietro il conflitto, cosa lo ha causato e i veri interessi che stanno dietro le spiegazioni e le giustificazioni delle diverse parti coinvolte. Soprattutto, dobbiamo farlo dal punto di vista degli interessi della classe operaia internazionale.

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Contro l’imperialismo, contro la guerra!

L’attacco della Russia all’Ucraina segna una svolta profonda nella situazione internazionale, le cui conseguenze si sentiranno su vasta scala. Oggi più che mai è necessario innanzitutto comprendere le vere ragioni di quanto accade, senza lasciarsi confondere dalla propaganda dell’uno o dell’altro fronte.