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Politica generale

La coperta di Draghi è sempre più corta

Il governo italiano è sempre più invischiato nella guerra in Ucraina, con tutte le contraddizioni che questo comporta. Al pari degli altri paesi europei, l’Italia ha dovuto ubbidire agli Usa, ma ora ne paga le pesanti conseguenze economiche. Sul fronte interno il governo Draghi ha adottato le misure minime necessarie per evitare un’immediata esplosione di rabbia sociale: ma è una coperta sempre più corta e già oggi si aprono le prime crepe.

Politica generale

Comunali a Roma – Gualtieri vince in un mare di sfiducia verso la politica ufficiale

Perdendo al primo turno delle comunali più della metà dei voti, rispetto alle elezioni del 2016 (211.936 oggi, 461.190 allora), Virginia Raggi lascia la carica di sindaco di Roma. I cinque stelle avevano conquistato il Campidoglio cinque anni fa sull’onda di una rabbia montante nei confronti del PD a guida renziana. Ora il Pd torna alla guida del Comune, ma rappresenta un vero cambiamento?

Politica generale

Le illusioni di settembre del governo Conte – Il bilancio del voto regionale e del referendum

Il risultato delle elezioni regionali e della consultazione referendaria rafforza temporaneamente il governo e mette in difficoltà l’opposizione di destra. Ciò che salta agli occhi è che, ancora una volta, Salvini non ha avuto l’agognata spallata al governo.

Politica generale

Governo zombie, prima della tempesta

Concluso l’“anno bellissimo” 2019, il governo Conte bis trascina nel 2020 le sue insanabili lacerazioni, indeciso a tutto tranne che a sopravvivere ad ogni costo. Siamo a una sorta di “rompete le righe” nei pentastellati, sia alla loro sinistra che a destra, che subirà un accelerazione ulteriore dopo le elezioni regionali del 
26 gennaio.
Qualunque sia l’esito di queste ultime, i nodi stanno arrivando al pettine e non sono più evitabili.

Politica generale

La Francia in rivolta indica la strada!

La lotta di classe torna di prepotenza nel cuore dell’Europa. Lo scorso 5 dicembre la Francia è stata paralizzata da uno sciopero generale imponente. Oltre un milione e mezzo di lavoratori sono scesi in piazza contro l’attacco alle pensioni proposto da Macron. Ancora una volta è la Francia a indicarci la strada: quella della lotta, l’unico strumento di difesa per le classi oppresse.

Politica generale

Conte-bis: I lavoratori non hanno governi amici!

La crisi di governo di Ferragosto si è risolta con la nascita di una nuova maggioranza, all’insegna dell’accordo tra Movimento 5 stelle e Partito democratico. Un vero e proprio ribaltone, a cui ha fatto da detonatore la decisione di Salvini di staccare la spina al primo governo Conte per passare all’incasso elettorale.

Politica generale

Crisi di governo, sinistra in bancarotta e il “coraggio di essere vili”

Nella storia repubblicana se ne sono viste di tutti i colori, ma una crisi di governo a Ferragosto non conosce precedenti. Evidentemente il fumo con la manovella non era più sufficiente a tenere insieme un governo attraversato da contraddizioni e scontri fra interessi sempre più divergenti tra Lega e Cinque stelle, e dalla paura degli effetti della futura manovra economica.

Politica generale

Salvini e padroni, abbraccio sempre più stretto

Per i lavoratori la parola d’ordine deve essere: bisogna passare dalle parole ai fatti! Non possiamo assistere passivamente mentre l’implosione di questo governo prepara la strada a nuove soluzioni ancora peggiori. È necessario prendere atto della realtà: solo con una mobilitazione diretta e di massa, solo con scioperi, manifestazioni, proteste è possibile avanzare i nostri interessi di classe.

Politica generale

Salvini è solo un bulletto al servizio dei padroni!

In cosa consiste la forza di Salvini? Nella pochezza dei suoi avversari e nella nullità dei suoi alleati. Appare come un gigante solo perché gli altri sono dei pigmei, i fatti lo dimostreranno, e anche in tempi brevi.

Politica generale

5 Stelle a picco, Salvini cavalca l’onda

Il principale risultato delle elezioni non consiste nel temporaneo trionfo di Salvini, ma nella ben più profonda crisi delle illusioni elettoralistiche. La vittoria oggi di un leader reazionario in marcato delirio di onnipotenza che pensa di risolvere tutti i problemi con il manganello non è la ricetta per la pace sociale, ma per il rapido sviluppo movimenti esplosivi da parte delle masse, che cambieranno completamente lo scenario politico esistente.