Tag "landini"

Sindacato

Il sindacato e l’obbligo vaccinale

Siamo decisamente lontani da una posizione che esprima la necessità della massima diffusione della campagna vaccinale, lottando per l’abolizione dei brevetti e una ricerca totalmente pubblica, della prevenzione e delle cure, a partire da un drastico aumento dei finanziamenti alla sanità pubblica, opponendosi a qualsiasi forma di discriminazione di lavoratrici e lavoratori, siano essi l’accesso alla mensa, ai trasporti o al diritto al lavoro.

Sindacato

Sui licenziamenti ha vinto Confindustria

In merito allo sblocco dei licenziamenti, non penso che l’intesa possa essere giudicata come positiva. Ha vinto Confindustria, il blocco non c’è più. Landini, nella sua introduzione, diceva che l’intesa può essere utilizzata contro chi non la applica. Come? Non c’è nessun obbligo.

Sindacato

“Si passi dalle parole ai fatti” – L’intervento di Mario Iavazzi al direttivo nazionale Cgil

La partita sarà lunga ma dei nodi importanti giungono al pettine adesso. Subito. Bisogna fornire ai lavoratori, quando si lanciano delle vertenze, il senso dell’obiettivo.
Si propongono iniziative locali e di categorie. Cosa c’è di nuovo? Io credo che sarebbe necessario uno sciopero generale prima del 30 giugno

emergenza coronavirus

Vaccini e diritto alla salute di lavoratori, anziani e persone fragili? Sacrificati sull’altare del profitto!

Il 6 aprile sono stati sottoscritti due protocolli da Cgil Cisl Uil, governo e associazioni d’impresa, sulla sicurezza e le vaccinazioni nei luoghi di lavoro. Sono un aggiornamento delle precedenti intese di marzo e aprile 2020, ne contengono tutti i limiti e, anzi gli elementi negativi sono ancora più approfonditi.

Politica generale

I padroni vogliono tutto e subito

Sfruttando l’emergenza sanitaria, il padronato vuole utilizzare la “fase 2” per lanciare un attacco senza quartiere ai diritti dei lavoratori. Il tutto in nome della “coesione nazionale” e dello “sforzo collettivo”.
I vertici del movimento operaio invece sono letteralmente terrorizzati dall’intraprendere qualunque azione che non sia quella di nascondersi dietro a Conte.

Politica generale

La Francia in rivolta indica la strada!

La lotta di classe torna di prepotenza nel cuore dell’Europa. Lo scorso 5 dicembre la Francia è stata paralizzata da uno sciopero generale imponente. Oltre un milione e mezzo di lavoratori sono scesi in piazza contro l’attacco alle pensioni proposto da Macron. Ancora una volta è la Francia a indicarci la strada: quella della lotta, l’unico strumento di difesa per le classi oppresse.

Politica generale

Il Conte-bis fa fumo a manovella

È passato un mese dal giuramento del governo Conte (bis), ma il “governo più a sinistra della Repubblica”, come lo ha definito Giorgia Meloni in un raro momento di umorismo, pare già in piena crisi senile. Mentre scriviamo è appena stata approvata la nota economica aggiuntiva, primo atto che definisce le intenzioni future del governo.

Sindacato

I lavoratori non hanno governi amici, è ora di lottare!

La lotta per salari dignitosi, contro le chiusure industriali e licenziamenti, contro la precarietà, per la sicurezza sul lavoro, per i servizi pubblici, richiede il protagonismo della classe lavoratrice e una sua completa indipendenza dall’attuale quadro politico. Altrimenti saremmo di nuovo alla riproposizione del “governo amico” che già ha fatto disastri per 25 anni. La storia ha già in più occasioni dimostrato che i lavoratori e i giovani di amici al potere non ne hanno.

Sindacato

Sciopero generale? È ora di fare sul serio!

Il fatto che il governo sia profondamente diviso è un elemento che deve favorire la mobilitazione. L’autunno che si prepara può finalmente invertire la rotta per la classe lavoratrice, a questo dobbiamo lavorare incalzando Landini e tutti i dirigenti sindacali a passare finalmente dalle parole ai fatti.

Politica generale

Sindacato e padroni, uniti per l’Europa?

Lo scorso 8 aprile, in vista della campagna elettorale, i sindacati Cgil, Cisl e Uil hanno sottoscritto un documento assieme a Confindustria intitolato “Appello per l’Europa”.Pure se non ha avuto grande risonanza mediatica, costituisce un atto politico rilevante da parte dei dirigenti della Cgil.

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