Tag "crisi economica"

Internazionale

‘Truffe e spazzatura’: il crollo delle criptovalute è solo il preludio

All’inizio del mese di maggio, i mercati sono stati scossi da uno dei più grandi crolli della storia recente. In una settimana il Nasdaq ha perso quasi il 30% e contemporaneamente la capitalizzazione di mercato delle criptovalute è scesa del 50%. Centinaia di miliardi di dollari sono stati spazzati via in soli sette giorni. Da allora, non c’è stato alcun recupero.

Internazionale

La guerra in Ucraina e il nuovo disordine mondiale

Dal conflitto ucraino sta emergendo una svolta fondamentale nei rapporti internazionali. Il mondo capitalista entra in una fase di “deglobalizzazione” o, più precisamente, della costruzione di blocchi di alleanze contrapposti che sempre più sistematicamente costringono tutti i paesi ad allinearsi all’interno dell’uno o dell’altro di questi blocchi.

Internazionale

Crisi, protezionismo e inflazione: la guerra prepara la strada alla rivoluzione

La crisi in Ucraina ha creato la tempesta inflazionaria perfetta. La guerra, le sanzioni occidentali contro la Russia, la pandemia, il protezionismo e il cambiamento climatico stanno mandando in fumo decenni di disponibilità a buon mercato delle materie prime, in una crisi che non fa altro che acuirsi. Questa concatenazione senza precedenti di vari fattori sta preparando un disastro.

Internazionale

“Guerra totale economica e finanziaria” – Le sanzioni mandano in pezzi il mercato mondiale

La “globalizzazione” capitalista, già entrata in stallo dopo il 2009, inizia a disfarsi a un ritmo sempre più accelerato. Ovunque il capitale scarica sui lavoratori il prezzo della lotta per l’egemonia, tanto che parlano di razionamento, di “economia di guerra”, di autarchia (autosufficienza), dei “necessari” sacrifici per difendersi da un nemico minaccioso e difendere la “libertà”.

Internazionale

Scarsità e “colli di bottiglia” smascherano l’anarchia del sistema capitalista

L’economia mondiale arranca da mesi verso il caos. I negozi esauriscono i beni di consumo, le stazioni di servizio restano senza combustibile, i prezzi dell’energia schizzano alle stelle e i principali porti occidentali sono intasati da file interminabili di navi incolonnate, che a volte devono aspettare addirittura intere settimane prima di poter scaricare. Proprio mentre ci raccontano che la crisi del covid è finita e la vita sta tornando alla normalità, il mercato mondiale vive lo strascico di una serie di crisi convergenti.

Cina

Cina: la classe dominante in preda all’angoscia

Negli ultimi due mesi, il regime del Partito comunista cinese (Pcc) ha preso una serie di misure drastiche che hanno messo in subbuglio la società e suscitato congetture a non finire: lo Stato ha infatti punito alcune grandi aziende private ed introdotto regolamentazioni generalizzate per l’industria dello spettacolo.
Ma è vero che il Pcc sta guidando una trasformazione sociale? O queste misure hanno piuttosto come obiettivo la difesa delle basi del capitalismo in Cina?

Giappone

Giappone: le dimissioni del primo ministro Suga e la fine della stabilità politica

Venerdì 3 settembre, il primo ministro giapponese Yoshihide Suga ha annunciato che non si sarebbe candidato alle primarie per la guida del Partito Liberal Democratico (LDP) prevista per la fine del mese.
Tuttavia, data la crisi generale del capitalismo giapponese, ciò che stiamo vedendo non è solo la fine della carriera politica di Suga, ma la fine della relativa stabilità politica che la classe dominante è riuscita a mantenere nell’ultimo decennio. In Giappone si sta inaugurando una nuova, turbolenta epoca di instabilità politica.

Internazionale

Il capitalismo dei trucchi e delle illusioni (con inflazione a carico)

La pandemia ha aggravato la crisi di sovrapproduzione, inasprendo oltre misura le contraddizioni del sistema. Il risultato è, per lo meno nei paesi imperialisti, un brusco cambio di linea delle classi dominanti: l’austerità è stata temporaneamente messa da parte. Continuare con quelle politiche era diventato insostenibile da un punto di vista economico e politico. Ed è così che la borghesia, dalla sera alla mattina, ha riscoperto lo Stato e la spesa pubblica.

Politica generale

Il Recovery Plan non risolve niente

“Nel Recovery Plan c’è il destino dell’Italia”, ha detto Draghi al Senato mentre illustrava il piano di spesa di 248 miliardi di euro. Gli hanno fatto eco i giornali della borghesia italiana ma ancora di più quelli internazionali, per i quali l’Italia è passata, nel breve intervallo di un cambio di governo, dall’essere l’ultima della classe a modello. Tuttavia, i toni epici che si danno a questo progetto sono del tutto sproporzionati rispetto alla sua reale portata.

Italia

Ripresa per chi? Si apre un abisso tra ricchezza e povertà

Mentre il parlamento approva il “Piano nazionale per la ripresa e per la resilienza”, in questo articolo squarciamo il velo della propaganda: le diseguaglianze crescono sempre di più e di “rinascita” non se ne vede nemmeno l’ombra.