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Russia

Crisi in Ucraina: Biden soffia sul fuoco della guerra

In un annuncio shock, il ministro degli esteri russo Sergei Lavrov ha dichiarato ai media russi di stato: “La NATO, in sostanza, è impegnata in una guerra di procura con la Russia e sta armando quel ‘procuratore’”. In un tono insolitamente acceso, ha accusato la NATO di combattere una guerra per procura fornendo aiuti militari all’Ucraina, proprio in un momento in cui i ministri della difesa occidentali si sono riuniti, ospitati dagli Stati Uniti, in Germania per una serie di colloqui, al fine sostenere l’Ucraina in quello che un generale statunitense ha chiamato un periodo “molto critico”.

Russia

L’ipocrisia imperialista e l’invasione dell’Ucraina

E così, è iniziato. Le forze russe hanno scatenato un attacco massiccio contro l’Ucraina. Nelle prime ore del mattino, in un breve discorso televisivo, il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato una “operazione militare speciale” all’alba. Entro pochi minuti dalla trasmissione, intorno alle 5 del mattino ora ucraina, si sono sentite esplosioni vicino alle principali città ucraine, tra cui Kiev, la capitale.

Ucraina

Ucraina, il conflitto insolubile

I tamburi di guerra risuonano ormai da mesi al confine tra Russia e Ucraina. I mass media parlano senza soste di un’invasione russa imminente. Mosca sarebbe pronta a conquistare Kiev nel giro di due ore facendo, si scrive, “decine di migliaia” di vittime. Davanti a questo diluvio di parole, conferenze stampa e filmati, è utile ricordare le parole di Eschilo: “In guerra, la verità è la prima vittima”.

Ucraina

La Russia invaderà l’Ucraina?

Negli ultimi mesi, i media di tutto il mondo hanno avvertito della possibilità di una nuova guerra in Europa. Secondo i servizi segreti statunitensi, la Russia ha spostato più di 100.000 truppe al suo confine con l’Ucraina e sta svolgendo un’esercitazione militare congiunta con la Bielorussia. Gli Stati Uniti e la NATO hanno tenuto una serie di colloqui con la Russia, anche se nessuno di questi è stato risolutore.

Afghanistan

Afganistan – La sconfitta umiliante degli Usa, il ritorno dei talebani e la minaccia di una guerra civile

Questo articolo è stato scritto all’inizio di luglio, quando la sconfitta degli Usa era ormai certa ma, naturalmente, non poteva prevedere nei dettagli l’evoluzione degli avvenimenti di queste settimane. Adam Pal traccia la storia degli intervento imperialista in Afghanistan in questi ultimi vent’anni, il comportamento dei suoi alleati principali, come il Pakistan, e le ragioni dell’avanzata dei talebani. Lo scenario prefigurato è nelle linee fondamentali quello che si sta realizzando e, soprattutto, la prospettiva di classe e internazionalista da adottare per i marxisti e l’unica alternativa possibile per uscire dalla barbarie creata dall’imperialismo e dal fondamentalismo.

Afghanistan

Afghanistan: il tradimento cinico dell’imperialismo Usa

La guerra più lunga mai combattuta dall’America si chiude con la vergogna e l’umiliazione più degradanti dell’imperialismo Usa. Vent’anni dopo l’invasione dell’Afghanistan, la forza militare più potente che il mondo abbia mai conosciuto ha subito una sconfitta totale per mano di una banda di fanatici religiosi arretrati.

Internazionale

Il capitalismo dei trucchi e delle illusioni (con inflazione a carico)

La pandemia ha aggravato la crisi di sovrapproduzione, inasprendo oltre misura le contraddizioni del sistema. Il risultato è, per lo meno nei paesi imperialisti, un brusco cambio di linea delle classi dominanti: l’austerità è stata temporaneamente messa da parte. Continuare con quelle politiche era diventato insostenibile da un punto di vista economico e politico. Ed è così che la borghesia, dalla sera alla mattina, ha riscoperto lo Stato e la spesa pubblica.

Nord America

Un sogno preso a prestito – Il piano economico di Biden

Il 78enne neopresidente degli Usa ha recentemente annunciato un faraonico piano di investimenti per rilanciare l’economia americana, generando un notevole entusiasmo non solo nelle file del movimento sindacale, ma anche a Wall Street dove gli indici del Dow Jones sono schizzati verso l’alto.

Nord America

C’era una volta l’America

Quello del 6 gennaio a Capitol Hill è stato un tentato golpe a tutti gli effetti. Ispirato e organizzato da un presidente uscito sconfitto alle elezioni, per impedire che se ne insediasse un altro. Né più, né meno. gli effetti si faranno sentire e saranno profondi perchè rappresenta un indubbio salto di qualità nella crisi politica, economica e sociale della principale potenza imperialista del mondo.

Nord America

USA – L’ “insurrezione” di Trump e il caos della democrazia borghese statunitense

Il 2021 è iniziato con il botto. Se qualcuno aveva ancora dei dubbi, gli eventi di ieri hanno messo in luce la profondità della crisi del capitalismo statunitense – ed è solo l’inizio. Anche negli anni turbolenti antecedenti e successivi alla guerra civile degli Stati Uniti, non avevamo mai visto dei manifestanti violare l’edificio del Campidoglio degli Stati Uniti – e incoraggiati dal presidente in carica! Come ha affermato l’ex presidente GW Bush, queste sono le scene che ci si aspetterebbe in una “repubblica delle banane”, non nel bastione dell’imperialismo mondiale.

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