Svizzera – La gioventù del sindacato Unia appoggia l’appello “I lavoratori non sono carne da macello”!

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa lettera di appoggio alla nostra campagna proveniente dai giovani di uno dei principali sindacati svizzeri.

 

 

Solidarietà con gli scioperi legati alla crisi provocata dal coronavirus delle lavoratrici e dei lavoratori italiane/i!

In Italia si sciopera – su vasta scala e in tutte le parti del paese!

Unia gioventù solidarizza con le lotte dei nostri colleghi sindacalisti italiani, con le compagne e i compagni nelle fabbriche, nelle aziende, e nei cantieri, che chiedono a gran voce la tutela della salute e della vita delle lavoratrici e dei lavoratori e lanciano un appello di lotta contro la classe dei padroni avidi di profitto. Ci uniamo alla richiesta delle nostre colleghe e dei nostri colleghi e chiediamo al governo italiano di fermare le attività produttive inutili, di rafforzare le misure di protezione per i dipendenti e le loro famiglie e di non sacrificare i lavoratori sull’altare del profitto.

La precaria situazione sanitaria, causata dalla pandemia di Covid-19 e aggravata dalla disastrosa gestione dei governi, colpisce soprattutto i lavoratori e le loro famiglie. Il sovraccarico del sistema sanitario è una diretta conseguenza delle misure di austerità adottate negli ultimi anni e rivela l’incapacità dei governi di garantire una buona qualità della vita alla popolazione nella situazione attuale.

La crisi sta colpendo in modo particolarmente duro il personale del settore sanitario. Gli ospedali sono diventati centri di infezione. Il personale medico deve prendersi cura dei pazienti senza adeguate precauzioni di sicurezza e senza che vengano forniti gli urgenti test necessari per rintracciare il coronavirus. Il sistema sanitario sta letteralmente crollando sotto la pressione della pandemia. Questo è il risultato di anni di sottofinanziamenti e privatizzazioni del sistema sanitario. Vi è un urgente bisogno di misure di protezione migliori e più efficaci per i dipendenti, più personale, migliori salari e sorveglianza da parte dei dipendenti.

Come se tutto questo non bastasse, gli imprenditori, con l’aiuto delle burocrazie statali, costringono ancora milioni di lavoratori a lavorare in queste condizioni per garantire profitto. Vengono sacrificati come bestiame da macello, in modo che la ricerca di profitto possa continuare ad essere soddisfatta e la nazione non sprofondi nel contesto del mercato mondiale. La crisi provocata dal Covid-19 è solo la punta dell’iceberg di una crisi globale molto più grave chiamata capitalismo.

La crisi sta colpendo più duramente la classe operaia e sono loro a sentirne le conseguenze dirette. Affinché i profitti dei padroni non ne risentano, gli operai in Italia e in Svizzera devono continuare a lavorare nonostante il mancato rispetto delle misure di sicurezza. Mentre miliardi di dollari di aiuti sono messi a disposizione delle aziende, moltissimi lavoratori sono rimasti senza sostegno. Pertanto, è nostro dovere, in quanto membri del sindacato, impegnarci nella lotta per la tutela immediata della nostra salute, per chiedere ai governi di esprimersi a favore delle esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori, di organizzarli e di lottare contro i diktat dei datori di lavoro.

Non ci lasceremo sacrificare per il profitto di pochi. Insieme ai nostri colleghi italiani, e anche a tutti i fratelli lavoratori e le sorelle lavoratrici del mondo, chiediamo l’immediata cessazione di ogni attività non essenziale e la protezione immediata ed efficace di tutte le lavoratrici, i lavoratori e delle loro famiglie.

I lavoratori italiani ci hanno già mostrato come gestire le situazioni che noi e i nostri colleghi stiamo affrontando: per ottenere l’applicazione e l’estensione delle misure di sicurezza, dobbiamo organizzare le lavoratrici e i lavoratori e passare all’offensiva. La lotta contro la pandemia è globale, è direttamente collegata alla lotta contro un sistema che degrada la classe operaia a carne da macello. E solo le lavoratrici e i lavoratori di tutti i paesi possono vincere.

In Svizzera possiamo imparare molto dalle lotte coraggiose di altri Paesi.

Viva la solidarietà internazionale!

 

16 aprile 2020

 

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