24 aprile 2018

Sul corteo del 25 aprile a Roma

Ancora una volta alla vigilia del 25 Aprile si è aperta da parte della Comunità Ebraica di Roma, sostenuta dal sindaco 5 stelle Raggi e dal Pd, una polemica strumentale sulla partecipazione della comunità palestinese al corteo per la Liberazione dal nazifascismo. Il peso dato in questi anni alla cosiddetta “Brigata Ebraica” è funzionale al tentativo, condiviso anche dall’Anpi romana e nazionale, di depurare la resistenza dai suoi contenuti classisti, anticapitalisti e rivoluzionari, dipingendola come una lotta per “l’identità nazionale”. La proposta di esclusione delle bandiere palestinesi dal corteo romano è ancora più grave alla luce del massacro in corso da parte dell’esercito sionista per impedire la “Marcia per il ritorno” del popolo palestinese .

E’ inaccettabile che a proporre il veto sulle bandiere palestinesi sia la Comunità ebraica romana che ha osannato la politica sionista nell’ambito delle recenti celebrazioni del 70° anniversario della fondazione dello stato di Israele. Accostare il sionismo all’attività dei partigiani di estrazione ebraica è una vera e propria strumentalizzazione politica, priva di giustificazione storica. Gli ebrei, infatti, formavano un settore rilevante dell’avanguardia politica che, tra le due guerre mondiali imperialiste, cercò di risolvere la crisi dell’umanità attraverso la lotta per la rivoluzione socialista mondiale non in una prospettiva esclusivamente settaria e “comunitaria” ma all’interno delle formazioni del movimento dei lavoratori.
Domani saremo in piazza per un 25 Aprile antifascista, antirazzista, antiimperialista e anticapitalista. Per un 25 Aprile internazionalista e rivoluzionario.

LA NOSTRA LIBERAZIONE SI CHIAMA RIVOLUZIONE!

Per dimostrare la falsità di una ricostruzione che schiaccia il ruolo degli ebrei nella battaglia antifascista in una prospettiva esclusivamente “comunitaria”, proveremo a fornire un abbozzo generale dell’attività dei partigiani ebrei e del loro contribuito alla sinistra internazionalista ed operaia ripubblicando questo articolo scritto nel 2015:

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