25 Maggio 2021 Ben Morken, da Città del Capo (marxist.co.za)

Sud Africa – I portuali di Durban si rifiutano di scaricare una nave israeliana, “se toccano uno toccano tutti”

Negli ultimi giorni, i portuali del  South African Transport and Allied Workers Union (SATAWU, Sindacato dei trasporti) della città di Durban si sono rifiutati di gestire il carico di una nave israeliana, in protesta contro il bombardamento e l’assedio della Striscia di Gaza da parte di Israele nelle ultime settimane. Al momento [NdT, 24 maggio], la nave è ormeggiata nel porto di Durban in attesa di scaricare le merci.

L’azione dei portuali si è sviluppata in risposta all’appello rivolto ai lavoratori e ai sindacati dalla Federazione Generale dei Sindacati Palestinesi (PGFTU) a rifiutarsi di scaricare le navi e le merci israeliane provenienti dal mare e dagli aeroporti.

Quando la scorsa settimana è arrivata la notizia che la Zim Shanghai, nave di proprietà dell’azienda statale israeliana Zim Integrated Shipping, stava per entrare nel porto di Durban, il SATAWU ha preteso che la Transnet, l’impresa che gestisce il porto, si rifiutasse di fare ormeggiare la nave.

Il sindacato ha avvertito la Transnet che gli iscritti del sindacato non avrebbero toccato il carico e che avrebbero organizzato un picchetto in solidarietà con il popolo palestinese nella giornata di venerdì.

I lavoratori  lottano contro le manovre dei padroni

Tuttavia, dopo essere state informate della protesta pianificata dal sindacato, le autorità portuali hanno manovrato per alterare il calendario delle movimentazioni e far sì che la nave potesse essere scaricata mercoledì notte. Questa manovra era chiaramente diretta ad aggirare l’azione del sindacato.

Quando si sono accorti di cosa era successo, i portuali sono andati su tutte le furie. Il sindacato ha pubblicato una dichiarazione forte, in cui diceva che i membri del sindacato avrebbero smesso di caricare o scaricare le merci in viaggio verso o da Israele che fossero passate per i porti sudafricani:

“Il SATAWU, che è una scuola di lotta di classe all’interno del settore dei trasporti, fa appello ai suoi membri a dare inizio a boicottaggi prolungati contro queste compagnie navali e di partecipare ai picchetti nella pausa pranzo, per esprimere solidarietà agli oppressi”.

La dichiarazione tracciava un parallelismo tra la lotta palestinese e la lotta contro l’apartheid in Sud Africa:

“ Le azioni del regime israeliano di apartheid devono incontrare la stessa resistenza e condanna che era tipica del movimento contro l’apartheid…”

“Poiché la storia tende a ripetersi, il SATAWU si schiererà sempre in sostegno di qualsiasi forma di lotta rivolta alla liberazione della classe lavoratrice dalle catene del colonialismo, travestito da modo di produzione capitalista. Infine, la liberazione del popolo palestinese è al contempo la liberazione della nazione africana”.

Venerdì, centinaia di manifestanti appartenenti a diversi sindacati, incluse le due grandi federazioni sindacali del COSATU e del SAFTU, hanno protestato sul lungomare di Durban in solidarietà ai lavoratori che avevano boicottato lo scarico della nave.

Moses Mautsoe, il segretario provinciale della Federazione dei Sindacati del Sud Africa (SAFTU), ha detto: “Siamo qui per dire al governo (provinciale) di KwaZulu-Natal di fare qualcosa. Non possiamo continuare a ricevere carichi e spedizioni da Israele. Siamo qui per dire che se continuano, abbiamo intenzione di chiedere ai nostri iscritti di rimandare indietro tutto ciò che viene da lì”.

Il segretario provinciale del COSATU, Edwin Mkhize, ha espresso parole di condanna sia per la Transnet sia per il governo sudafricano per aver permesso alla nave di ormeggiare nel porto. Ha detto che non è abbastanza che il governo sudafricano rilasci delle semplici dichiarazioni. Al contrario, ha preteso un’azione pratica. Egli ha detto che l’attracco della Zim Shanghai è un insulto e che non lo si sarebbe mai dovuto consentire. Ha preteso che il governo del Sud Africa non acconsenta al transito di merci da Israele.

“Sappiamo cosa sta accadendo in Palestina, dove donne e bambini vengono brutalmente uccisi e allontanati dalla loro terra. Questo deve finire. Dobbiamo boicottare le merci israeliani. Facciamo sì che la Palestina sia libera”.

L’appello del SATAWU è giunto in seguito a un appello simile da parte del SAFTU all’inizio del mese, che ha fatto appello ai lavoratori sudafricani a non toccare più merci importate da o esportate verso Israele.

Solidarietà!

I lavoratori portuali di Durban hanno tradizioni rivoluzionarie e avevano già intrapreso azioni di solidarietà di questo tipo in passato. Nel febbraio del 2009, si rifiutarono di scaricare un carico israeliano in solidarietà ai Palestinesi durante la campagna di bombardamenti su Gaza del 2008/2009.

Ancora nel 2008, i lavoratori del porto di Durban impedirono alla An Yue Jiang, la nave cinese ormai tristemente celebre, carica di armi e munizioni, di raggiungere lo Zimbabwe.

I lavoratori fecero appello alla Federazione Internazionale dei Trasporti (ITF) e ai sindacati organizzati in Mozambico e Angola a seguire la loro iniziativa e, di conseguenza, la nave venne respinta dai lavoratori in giro per il continente e dovette infine fare rientro in Cina

L’azione dei lavoratori portuali di Durban rientra nelle migliori tradizioni della solidarietà operaia internazionale.

Nelle ultime settimane, un movimento globale ha unito e mobilitato milioni di persone che sono scese in piazza denunciando l’oppressione brutale dello stato di Israele nei confronti del popolo palestinese. Queste azioni devono svilupparsi e diffondersi in tutto il movimento operaio.

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