28 Settembre 2021 Marzia Ippolito

Starmer out! Il Labour deve combattere i Tories, non i marxisti!

Nello scorso fine settimana si è svolto il congresso annuale del Partito laburista. Ha suggellato la svolta a destra impressa della direzione di Starmer al Partito, che ha implicato l’espulsione dei compagni del Socialist Appeal e di altre tendenze di sinistra nel partito.: in questo articolo, pubblicato in Rivoluzione n°80, spieghiamo le basi politiche di tale svolta.

 

A metà agosto Ken Loach viene espulso dal partito laburista per aver espresso la sua solidarietà ad alcuni gruppi di sinistra che, prima di lui, avevano subito lo stesso trattamento. L’allontanamento del registra socialista dal partito ha avuto il merito di far conoscere a decine di migliaia di persone, fuori e dentro la Gran Bretagna, quanto estesa sia la guerra che la destra guidata da Starmer sta muovendo contro la base di sinistra. L’attuale maggioranza ha la necessità di neutralizzare le pressioni che subisce da militanti, giovani e lavoratori che dall’elezione di Corbyn nel 2015 a segretario del Labour hanno rivitalizzato l’intero partito.

La Gran Bretagna è scossa da un profondo sentimento di rabbia sociale: la disastrosa gestione della pandemia del governo conservatore Johnson con i tassi procapite di mortalità per covid più alti al mondo, gli attacchi al servizio sanitario nazionale, le leggi antisindacali e la perdita di migliaia di posti di lavoro, l’aumento spropositato dei poteri discrezionali della polizia nella repressione delle manifestazioni, il fenomeno della violenza sulle donne (un sondaggio UN Women UK rivela che il 97% delle donne tra i 18 e i 24 anni sono state molestate sessualmente). Tutti questi sono fattori che, per la sua composizione di massa, inevitabilmente si riflettono nel Labour. Tanto più il clima nella società inglese si radicalizza tanto più ingovernabile per la destra diventa il partito. Starmer e la sua ala hanno avviato questa stagione di epurazioni per garantirsi il fermo controllo dell’organizzazione.

 

Il sabotaggio della destra

Lo scorso luglio il Comitato Esecutivo Nazionale del Labour ha reso ufficiale con una lettera e in modo antidemocratico l’espulsione di quattro gruppi e, di rimando, di chiunque si sia trovato anche solo in passato nella posizione di sostenerli. In pieno stile maccartista sono cominciati i controlli dei profili social, sono state passate al setaccio fotografie ed è stata fatta la verifica di eventuali partecipazioni degli iscritti ad iniziative promosse dalle formazioni bandite. La caccia alle streghe inscenata dalla destra ha portato all’epurazione di 3mila iscritti e ha lo scopo di creare disgusto e disillusione in un settore della base per spingerlo alla smobilitazione, ad oggi più di 120mila militanti hanno abbandonato il partito.

La copertina del numero in corso del Sociaist Appeal

Le operazioni di sabotaggio della destra vanno avanti da anni. Recentemente è stato pubblicato un copioso rapporto che raccoglie le prove della cospirazione ordita dalla destra contro la campagna di Corbyn alle elezioni politiche del 2019. Il magro risultato raggiunto dal partito a quelle elezioni ha dato più spazio di manovra alla burocrazia per rimuovere Corbyn dalla testa dell’organizzazione e per rimpiazzarlo con Starmer. L’ala blairista lo ha ammesso candidamente per bocca di Peter Mandelson: lavoro ogni singolo giorno per anticipare la fine del [suo] mandato. Nel giro di poco, con la ridicola accusa di antisemitismo, Corbyn è stato anche sospeso dal partito.

È una guerra che viene combattuta a colpi di chiusure di sedi, di cancellazione di assemblee (tra cui la conferenza annuale dei Giovani Laburisti negata dal segretario generale Evans), di destituzioni dei dirigenti locali e sostituzione dei quadri del partito con gente della burocrazia e della destra.

Se questa tattica ha funzionato con Corbyn perché si è rifiutato sin dall’inizio di ingaggiare una lotta per combattere contro chi voleva annientarlo, non è detto che riuscirà anche con altri settori del partito. Per decenni la destra laburista poteva vantare il controllo di alcuni dei più importanti sindacati inglesi, è il caso di Unison, sindacato dei servizi pubblici, vero baluardo della destra nel movimento operaio.

Oggi la situazione si è capovolta e la sinistra, che ha eletto il presidente Paul Holmes e detiene la maggioranza negli organi di direzione, ha promosso la campagna #TimeForRealChange in sostegno agli espulsi. Non si tratta di una vittoria definitiva dato che un settore della burocrazia sindacale legata alla destra del partito laburista ha reagito con la sospensione di Paul Holmes e di 10mila iscritti ma lo spostamento a sinistra di Unison indica una traiettoria generale. Recentemente ha infatti vinto a sorpresa anche la candidata della sinistra alle elezioni per la segreteria generale in Unite, sindacato del settore privato e dei trasporti.

Unison e Unite, insieme agli altri sindacati tradizionalmente di sinistra come quello del pubblico impiego, delle telecomunicazioni, dei vigili del fuoco e della ristorazione (il cui presidente è l’ultima vittima delle epurazioni), devono allearsi nella battaglia per cacciare Starmer e tutti i residuati dell’ala blairista.

Il sogno della destra è quello di rendere il Labour un partito affidabile per la classe dominante inglese, ma non sarà semplice realizzarlo. Starmer è debole e impopolare, il suo consenso è in declino e differentemente da Blair, che riuscì nell’impresa in un periodo di generale pace sociale, il suo epigono deve fare i conti con una stagione di austerità per la classe operaia e i giovani che innescherà lotte imponenti.

 

Il Socialist Appeal e che lotta serve

Il Socialist Appeal è il gruppo che con più nettezza si è impegnato nella lotta ideologica in difesa delle idee del marxismo e per un Labour con un programma socialista, questo è il motivo per cui Starmer li ha banditi dal partito e li ha pesantemente colpiti con le epurazioni. Nonostante le dimensioni ancora relativamente ridotte del gruppo, il Socialist Appeal è riuscito ad organizzare alcune campagne che hanno avuto una risonanza di massa che ha spaventato la destra come quella per la riadozione nello statuto del partito della clausola IV, con cui si rivendica la nazionalizzazione delle leve fondamentali dell’economia, o quella per il congresso straordinario.

A breve si terrà la conferenza laburista, la prima da quando Starmer è alla testa del Labour. Il Socialist Appeal è impegnato ad unire quanti nel partito si riconoscono nella lotta per il socialismo. Bisogna combattere le rappresaglie della destra sul terreno politico innanzitutto indicando ai militanti un programma alternativo a quello della destra che ammicca alle grandi imprese, ai banchieri, ai parassiti della City e ai Tories. Serve un programma marxista che trasformi il Labour nell’organizzazione che serve alla classe per abbattere questo sistema in decomposizione.

 

16 settembre 2021

 

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