16 Aprile 2019

Se una soluzione all’interno del sistema è impossibile, allora dobbiamo cambiare il sistema

Pubblichiamo il testo del documento prodotto da Fridays for future Crema per l’assemblea nazionale costituente del movimento “Fridays for future Italia”, tenutasi il 12-13 aprile a Milano.

“Se le soluzioni all’interno del sistema sono così impossibili da trovare, forse dovremmo cambiare il sistema stesso. Non siamo venuti qui per supplicare un aiuto ai leader mondiali. Ci avete ignorato in passato e ci ignorerete di nuovo. Le scuse sono finite e il tempo sta per scadere. Siamo venuti qui per farvi sapere che il cambiamento sta arrivando, che vi piaccia o no. Il vero potere appartiene alla gente.”

Greta Thunberg, alla Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici

 

Il 15 marzo una nuova generazione è scesa in piazza. In diversi angoli del pianeta siamo diventati i protagonisti del quadro politico e abbiamo attirato il dibattito dell’opinione pubblica mondiale sull’urgente questione del cambiamento climatico.

La nostra generazione è stata troppo spesso descritta come quella dagli occhi incollati agli smartphone, priva di qualsiasi interesse o passione per quello che gli accade intorno.

Alla nostra generazione viene consegnato un mondo sull’orlo della catastrofe ambientale e viene negato il futuro. Chi oggi ha meno di 25 anni è cresciuto in un mondo in crisi, nella certezza che il suo futuro sarebbe stato peggiore di quello dei genitori.

Questa generazione sta alzando la testa e sta mettendo paura ai potenti della Terra, che stanno già operando coscientemente per fermare questo movimento globale. Il nostro compito è quello di estenderlo, renderlo più efficace, organizzato, determinato e unito.

 

Parlare di ambiente è parlare di politica

Molte istituzioni, governi e politici oggi stanno cercando di ingraziarsi FFF, ma alle belle parole, ai complimenti e alle promesse non seguono i fatti. Anche se nessun partito rappresenta questo movimento, questo non vuol dire che il movimento sia apolitico. Per fermare il cambiamento climatico, infatti, rivedere il nostro personale stile di vita non è sufficiente; è necessario mettere in discussione cosa si produce e si consuma, come funziona l’economia nel suo complesso. Non c’è niente di più politico di questo.

FFF non può quindi fermarsi alla superfice dei problemi, ma deve sviluppare una discussione approfondita al suo interno per individuare le analisi, le proposte e gli strumenti più efficaci per raggiungere il suo scopo.

Con coerenza contro le grandi opere inutili e dannose

FFF deve essere un movimento coerente. Oggi in Italia si assiste ad un grande dibattito sulla questione delle grandi opere inutili e dannose. FFF deve esprimersi contro il TAV, le trivellazioni e l’Hub del gas e dialogare con i movimenti No TAV e No TAP, che negli ultimi anni sono stati i più avanzati movimenti di protesta a difesa dell’ambiente e contro la costruzione di quelle grandi opere, la cui unica finalità è quella di far fare profitti a poche grandi imprese private.

 

E’ urgente fermare il cambiamento climatico, è urgente cambiare il sistema

Per contenere l’aumento delle temperature al di sotto di 1,5°C, il report IPCC indica misure drastiche, come la riduzione entro il 2030 del 45% di emissioni di anidride carbonica rispetto ai livelli del 2010, e pone l’obiettivo di raggiungere la neutralità carbonica (una situazione di totale rimozione/compensazione delle emissioni nocive) entro il 2050. Questo vorrebbe dire un cambio drastico di politica economica ed energetica a livello mondiale, con un forte ridimensionamento delle fonti fossili, non del solo carbone, ma anche di petrolio e del gas naturale. Il mondo capitalista attuale non è assolutamente in grado di compiere un simile passo, che entrerebbe apertamente in contraddizione con gli interessi delle grandi multinazionali dell’energia, come dimostra il fallimento di tutti i vertici internazionali che hanno cercato di mettere una pezza al problema del riscaldamento globale.

L’ultimo vertice Cop 24 a Katowice (dicembre 2018) si è rivelato l’ennesimo buco nell’acqua, in cui non è stata trovata alcuna soluzione per via dell’opposizione dei principali paesi legati alle fonti fossili. Nonostante gli impegni presi in questi anni dai vari vertici mondiali, la situazione non è per nulla migliorata e vediamo solamente peggioramenti. Proprio mentre si discuteva a Katowice, usciva un altro rapporto tecnico, il Global Carbon Project, che metteva in evidenza come le emissioni di gas serra provenienti da combustibili fossili siano tornate ad aumentare dal 2017, con la prospettiva di un ulteriore aumento nel 2018 del 2,7%, un incremento molto sostanzioso, visto che dal 2010 al 2017 l’aumento è stato in media dell’1% annuo.

Il problema che non si può aggirare è che il capitalismo funziona esclusivamente in base alla massimizzazione dei profitti a breve termine di una ristretta élite finanziaria e proprio per questo non può essere organizzato secondo le necessità a lungo termine della stragrande maggioranza dell’umanità.

 

Verso lo sciopero globale del 24 maggio

Per fermare il cambiamento climatico abbiamo bisogno di una mobilitazione che diventi più forte e più estesa. I giovani sono oggi la parte della società più sensibile e più disponibile a lottare, ma la mobilitazione di FFF deve coinvolgere anche chi svolge la parte attiva nel processo produttivo e come noi paga le conseguenze della devastazione dell’ambiente: i lavoratori.

Lo sciopero del 24 maggio oltre ad essere globale, deve diventare generale. Dobbiamo lavorare per invitare a scioperare i lavoratori di ogni settore dell’economia, bloccare per una giornata intera il paese e accrescere in questo modo la nostra forza, dando un segnale potente a chi governa.

Gli studenti sono oggi la parte più avanzata del movimento contro il cambiamento climatico, ma abbiamo la necessità di allargare il fronte della nostra lotta e solo i lavoratori possono bloccare l’economia, chiedendo che si produca in un modo diverso da quello attuale.

Per questo FFF deve impegnarsi, tramite il Coordinamento nazionale, ad organizzare una campagna uniforme su tutto il territorio, organizzando assemblee di istituto nelle scuole e facendo un appello pubblico a tutte le organizzazioni sindacali perché il 24 maggio convochino sciopero generale e invitino i lavoratori ad unirsi alla nostra lotta. L’appello per lo sciopero del 24 maggio deve rivolgersi anche a tutti i comitati territoriali che in questi anni si sono battuti per la difesa dell’ambiente.

Siamo consapevoli che la partita non si chiuderà a breve e che richiederà tempo, ma siamo altrettanto consapevoli che il nostro movimento rappresenta il primo importante passo di un grande cambiamento.

8 aprile 2019

 

Articoli correlati

Una sfida al movimento Notriv – Dall’ambientalismo all’abbattimento del capitalismo

Dopo il referendum fallito ripartono progetti di trivellazione Come previsto, il fallimento del referendum contro le trivellazioni, dello scorso aprile, ha consentito l’ incremento di nuovi permessi di ricerca, estrazione e stoccaggio (deposito e conservazione) di idrocarburi.

Il rogo dei rifiuti a Mortara (Pavia)

L’incendio scoppiato all’alba di mercoledì 6 settembre 2017 alla ditta Eredi Bertè di Mortara (Pavia) non si era ancora spento la domenica successiva. Il risultato è stato il superamento della soglia di attenzione per la concentrazione di diossine e furani nell’aria nella zona circostante

Lotta contro la TAP: vincere è possibile!

Continua nel Salento la lotta contro la TAP (Trans Adriatic Pipeline), mega-gasdotto che, attraversando la Grecia, dovrebbe portare il combustibile dall’Azerbaigian fino alle coste salentine, per proseguire poi fino in Nord Europa. Centinaia di attivisti stanno in questi giorni portando avanti iniziative pacifiche ma decise per cercare di impedire i lavori di realizzazione di questa grande opera inutile.

Roghi e inceneritori: il profitto capitalista nel sistema dei rifiuti

Negli ultimi tre anni abbiamo assistito all’intensificarsi di roghi di capannoni pieni di rifiuti di ogni genere. In questo articolo Enrico Duranti analizza la gestione dei rifiuti in Italia, incentrandosi sulla questione del riciclaggio e dei termovalorizzatori, e delinea la nostra alternativa di classe e rivoluzionaria.

M5S e Tap – Promesse e tradimenti

“Se loro vorranno fare il gasdotto in Puglia con l’esercito, noi ci metteremo il nostro di esercito” urlava Grillo prima che il suo “movimento” andasse al potere. Ci hanno messo alcuni mesi, non per bloccare Tap, ma per rilanciarla.

No-Tap – Occupazione militare nel Salento

Nella notte di oggi l’intero paese di Melendugno è stato completamente militarizzato per permettere la ripresa dei lavori per la Tap (Trans Adriatic Pipeline).