23 Febbraio 2017

San Camillo di Roma – Sì al concorso, no all’obiezione di coscienza

Ieri il Presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti, ha annunciato l’assunzione di due medici non obiettori di coscienza presso l’Ospedale San Camillo di Roma. Questi medici hanno partecipato a un concorso indetto nel 2015 solo per medici non obiettori: Verranno assegnati al settore del Day Hospital e Day Surgery per l’applicazione della legge 194 come si legge nell’articolo 12 del bando. Il bando è stato pubblicato con questa caratteristica per garantire un servizio sanitario, cioè l’applicazione dell’interruzione di gravidanza prevista dalla legge 194, il cui accesso in molti ospedali italiani è ostacolato dal diffuso ricorso all’obiezione di coscienza.

Si sono subito scatenate le polemiche. Dal Ministro della salute Lorenzin ai cardinali e i vescovi, passando per la stampa di destra, tutti hanno espresso la massima indignazione. Il Ministro ha già dichiarato che non c’è una legge che prevede un concorso con questo tipo di selezione e il Presidente della Corte Costituzionale ha già messo in dubbio la validità del bando. La Cei parla addirittura di “grave discriminazione” nei confronti dei medici obiettori. Per questi ipocriti reazionari, tutti uniti in questa nuova crociata, il mondo è proprio capovolto!

Nel Lazio i medici obiettori hanno raggiunto una percentuale pari all’80,7%. Nella maggior parte degli ospedali romani e nazionali non c’è possibilità di applicare interruzione di gravidanza a causa della totale mancanza di medici non obiettori. Questo ha portato a un aumento del numero di aborti clandestini e dal 2008 ad oggi si registrano 20mila casi di interruzione di gravidanza illegali. La discriminazione esiste, dunque, ma verso le donne alle quali da decenni viene negato un diritto sancito da una legge!

L’obiezione di coscienza è uno strumento usato dal personale medico per fare carriera nei siti ospedalieri e non rimanere marginalizzati nei piccoli reparti, visto che nella maggior parte dei casi i medici che sono obiettori di coscienza negli ospedali pubblici diventano “non obiettori” quando si trovano nelle loro cliniche private e a pagamento svolgono interruzioni di gravidanza.

Accogliamo in maniera positiva l’iniziativa del bando della regione Lazio ma la nostra lotta è per la completa abolizione dell’obiezione di coscienza  per i medici e tutto il personale paramedico. Solo in questo modo la 194 può essere applicata in toto! Bisogna continuare a difendere la 194 e il diritto delle donne di poter scegliere come gestire la propria vita e il proprio corpo.
Ribadiamo a voce alta il nostro no all’obiezione di coscienza dentro gli ospedali e dentro i consultori.

Articoli correlati

C’è stupro e stupro?

Pare che non tutti gli stupri siano uguali, le cronache delle violenze avvenute nelle ultime settimane dell’estate ce lo hanno sbattuto in faccia senza vergogna. La nausea per tutto quello che abbiamo dovuto leggere e ascoltare è davvero tanta, ma tutto questo schifo un merito ce l’ha: il re è nudo, sulla questione della violenza sulle donne non c’è nulla che possiamo aspettarci da lorsignori e signore che non trasudi ipocrisia.

Le donne e la rivoluzione in Pakistan (+ Video)

Una delle serate del congresso mondiale 2016 della Tendenza Marxista Internazionale (TMI) è stata dedicata alla discussione sulla lotta delle donne in Pakistan.

26 Novembre tutti a Roma per gridare “Ni una menos!”

Il 25 novembre ricorre la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne che fu istituita nel 1999. Il 26 novembre saremo in piazza a Roma e vogliamo che da quella piazza parta non solo una marcia che esprima la rabbia delle donne ma sia l’inizio di una mobilitazione generale che prenda esempio dalla radicalità e dalle forme di lotta vittoriose viste nelle strade di Varsavia.

Roma, 24 novembre – Tutte in piazza!

Il 24 novembre a Roma si terrà la manifestazione nazionale per la giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Da qualche anno questa giornata ha riacquistato connotati di un momento importante di mobilitazione e di lotta a livello internazionale. Anche quest’anno le motivazioni che ci vedranno in piazza sono tante.

Crema: successo dell’assemblea “Nel 2016 la donna è libera?”

In un periodo di acceso dibattito sui diritti civili, l’assemblea si è trovata a discutere del tema dei diritti, mai facili concessioni, ma sempre frutto di dure battaglie, di movimenti di massa e delle lotte della classe operaia, nella quale, non senza contrasti, le donne hanno spesso rappresentato la componente più sfruttata, ma anche quella più generosa e determinata nella lotta.

Lettera aperta alla rete “Non una di meno”

Siamo lavoratrici, studentesse, militanti politiche e sindacali, compagne che hanno partecipato al percorso di discussione e mobilitazione contro la violenza sulle donne che in Italia si è dispiegato tra la manifestazione di Roma del 26 novembre e la straordinaria giornata di lotta dell’8 marzo.