10 settembre 2018

Risoluzione della Tmi per la liberazione dei prigionieri politici catalani

Pubblichiamo la risoluzione approvata all’unanimità al recente Congresso mondiale della Tendenza marxista internazionale.

Il Congresso Mondiale del 2018 della Tendenza Marxista Internazionale osserva che:
– Ci sono 9 dirigenti politici e di movimenti sociali catalani detenuti in carcerazione preventiva dallo stato spagnolo come pena per aver tentato di esercitare il diritto democratico di autodeterminazione tramite il referendum del 1° ottobre 2017.
– I leader dell’Assemblea Nazionale catalana, Jordi Sanchez, e Ómnium Cultural, Jordi Cuixart sono stati incarcerati dal 16 ottobre, accusati di ribellione per aver partecipato alle proteste di massa contro le azioni della polizia spagnola il 20 settembre.
– Il 2 novembre, il vicepresidente catalano Oriol Junqueras e il ministro catalano Joaquim Forn sono stati incarcerati. I ministri catalani Raül Romeva, Dolors Bassa, Jordi Turull e Josep Rull sono stati incarcerati il 23 marzo, così come il presidente del Parlamento catalano Carme Forcadell. Sono anche accusati di ribellione per aver contribuito all’organizzazione del referendum democratico sull’indipendenza del 1° ottobre.
– Diversi altri politici catalani, tra cui il presidente catalano Carles Puigdemont, hanno dovuto riparare in esilio.
– Dozzine di attivisti repubblicani catalani sono stati accusati di aver partecipato a proteste pacifiche di massa contro la repressione poliziesca e a favore della Repubblica catalana, compresi gli scioperi generali del 3 ottobre e dell’8 novembre. Almeno uno di loro ha dovuto passare alla clandestinità.

Questa repressione rivela il carattere fondamentalmente antidemocratico del regime spagnolo, eredità dell’epoca franchista, prodotto del tradimento della cosiddetta transizione, che ha assicurato l’impunità dei crimini del vecchio regime, la continuità dell’apparato statale, non epurato, della monarchia reazionaria e la negazione del diritto democratico all’autodeterminazione.
Questa repressione fa parte di un assalto più generale ai diritti democratici da parte del regime spagnolo che ha visto dozzine di persone accusate di reati di opinione, artisti rap condannati al carcere per i loro testi, giovani baschi condannati a lunghe pene detentive per una rissa da bar, burattinai accusati di apologia del terrorismo, un attore è stato accusato di offendere Dio, ecc.

La lotta catalana per una Repubblica democratica ha rivelato chiaramente che in Spagna l’esercizio del diritto democratico all’autodeterminazione è un compito rivoluzionario. Ha anche rivelato che i borghesi e i piccoli borghesi nazionalisti catalani che hanno guidato il movimento sono stati incapaci e riluttanti a utilizzare i mezzi rivoluzionari necessari per condurlo alla vittoria. Ha anche svelato la bancarotta dei leader della sinistra in Spagna che nel momento cruciale si sono rifugiati nel nazionalismo spagnolo più grossolano invece di difendere i diritti democratici del popolo catalano.

– Rivendichiamo l’immediato rilascio dei prigionieri politici catalani e di tutti gli altri detenuti incarcerati per le loro opinioni politiche nello stato spagnolo. Chiediamo l’archiviazione di tutte le accuse contro coloro che sono stati costretti all’esilio. Chiediamo l’abrogazione della Ley Mordaza.
– Sosteniamo il diritto democratico all’autodeterminazione del popolo catalano e degli altri popoli dello Stato spagnolo.
– Ci impegniamo a partecipare alla più ampia campagna di solidarietà internazionale con coloro che sono stati rinviati a giudizio dallo stato spagnolo.
– La lotta per una Repubblica catalana può essere vittoriosa solo se viene portata avanti con metodi rivoluzionari, collegando la lotta per i diritti democratici alla lotta contro il capitalismo. Le Candidatures d’Unitat Popular (CUP) e i Comitati per la Difesa della Repubblica dovrebbero essere in prima linea in questa lotta.
– La lotta per i diritti democratici della Catalogna mette in discussione le basi del regime spagnolo del 1978. I lavoratori in tutto lo Stato spagnolo dovrebbero essere solidali con questa lotta come parte della loro stessa lotta contro il regime.

Per una Repubblica socialista catalana! Per una federazione socialista iberica di popoli liberi!

Luglio 2016

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