28 Ottobre 2020 Jan Żarski, da Varsavia (czerwonyfront.org)

Polonia -La proibizione dell’aborto da parte della magistratura è un attacco alla classe operaia!

Migliaia di persone sono scese in piazza in Polonia contro la decisione della Corte costituzionale di vietare l’aborto anche in caso di malformazione e malattia irreversibile del feto. Pubblichiamo il volantino che i nostri compagni in Polonia stanno distribuendo in questi giorni. (qui l’originale in polacco). Il regime borghese marcio, anti-operaio e contro le donne deve essere abbattuto!

Il 22 ottobre 2020 passerà alla storia come il giorno in cui, dopo anni di attacchi ai diritti delle donne, la destra ha finalmente ottenuto ciò che voleva e ha ridotto drasticamente il diritto all’aborto in Polonia. Questa volta, non è stato il legislatore o l’esecutivo a diventare uno strumento nelle mani dei conservatori, ma la magistratura, così amata dall’opposizione.

Coloro che devono sostenere la costituzione e interpretarla – cioè i giudici della Corte costituzionale – si sono rivelati puri reazionari. Abbiamo bisogno di una prova più lampante che l’intero sistema borghese della Terza Repubblica Polacca è contro le donne, contro i lavoratori e contro gli esseri umani? Secondo l’interpretazione ufficiale, la pietra angolare di questo stato – cioè la sua legge fondamentale – ordina alle donne di partorire contro la loro volontà. Devono portare al mondo bambini segnati da terribili malformazioni e malattie, solo per morire in agonia, provocando traumi incurabili ai loro genitori.

L’intero sistema è marcio fino al midollo e assolutamente ostile alla maggioranza della classe operaia. Non importa chi sieda negli uffici e nei tribunali, o chi sia impiegato nell’ufficio del pubblico ministero e nella polizia. Prima che il PiS (il partito al governo Legge e Giustizia) iniziasse a imporre le sue politiche, innumerevoli sentenze dei tribunali hanno devastato la vita delle famiglie della classe operaia, ordinando l’esecuzione degli sfratti, schierandosi con imprenditori disonesti che non pagavano i salari dei loro lavoratori e mettendo a tacere giornalisti e attivisti cercando di pubblicizzare casi di ingiustizia e sfruttamento capitalista.

Invece di difendere i tribunali, dobbiamo combattere il sistema; invece di salvare da sé le istituzioni statali della borghesia, il proletariato deve abbattere quello Stato e prendere il potere nelle sue mani.

Alcuni affermano falsamente che se Rafał Trzaskowski (candidato per la piattaforma civica) fosse diventato presidente, non dovremmo affrontare un problema del genere ora. Questo ragionamento ignora completamente il fatto che il presidente non ha alcuna possibilità di influenzare le sentenze del Tribunale costituzionale, e la composizione del Tribunale è già stata determinata dalla maggioranza parlamentare.

I liberali, compreso Trzaskowski, non sono alleati delle donne o delle minoranze! Cosa hanno fatto per i gruppi sociali oppressi quando erano loro a controllare lo stato, il parlamento e l’esecutivo? Cosa ha fatto Trzaskowski per le donne e le persone LGBT come sindaco di Varsavia? Rispondiamo: assolutamente niente! La classe operaia deve fare affidamento sulle proprie forze e sulle proprie organizzazioni per stringere rapporti con i suoi alleati naturali – tutti gli oppressi e sfruttati della società capitalista.

Non illudiamoci che la destra radicale, i parlamentari ziobristi (vicini al ministro della Giustizia, il reazionario Zbigniew Ziobro) e il partito Konfederacja (Confederazione Libertà e Indipendenza, formazione di estrema destra, ndt), saranno soddisfatti del “successo” di ieri. Per loro, questo è solo il via libera per intensificare i loro attacchi e ridurre ulteriormente i diritti dei lavoratori. La risposta della sinistra deve essere ferma, non limitata a Internet e alle conferenze stampa. La sinistra dovrebbe organizzare la giusta indignazione del proletariato e guidarlo sviluppando rivendicazioni radicali – passare dalla difesa dello status quo al lancio di un’offensiva contro la destra e chiedere il libero accesso all’aborto, alla contraccezione e all’educazione sessuale. Queste rivendicazioni dovrebbero essere incluse in un programma rivoluzionario per la distruzione dello Stato borghese e la costruzione del socialismo.

Restano valide le tesi e le rivendicazioni sollevate dalla nostra organizzazione nell’aprile di quest’anno, in occasione del precedente tentativo di limitare il diritto all’aborto.

Rivendichiamo:

  • No al divieto di aborto!
  • Libertà di ogni donna di decidere da sola sulla propria vita!
  • Aborto sicuro e gratuito per qualsiasi motivo!
  • Educazione sessuale universale in tutte le scuole invece della religione!
  • Assistenza ginecologica e contraccezione gratuite per tutte le donne!
  • Solo attraverso l’unità di classe le donne e gli uomini ella classe lavoratrice possono sconfiggere la destra e i suoi scagnozzi!
  • Solo il rovesciamento del capitalismo garantirà a tutte le persone i loro diritti!

Organizziamoci e lottiamo!

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