1 dicembre 2017

Per una sinistra rivoluzionaria

Una lista anticapitalista, rivoluzionaria, comunista, classista, internazionalista

ll capitalismo internazionale ed europeo prosegue la propria offensiva contro le condizioni di vita e di lavoro della classe lavoratrice e della maggioranza della società. Un’offensiva che dura decenni, dentro la zona euro e fuori di essa. Un’offensiva condotta da tutti i governi e da tutti i partiti di governo, incluso quel governo Tsipras di Syriza/Anel che tutte le sinistre « riformiste » italiane ed europee continuano a sostenere acriticamente. E’ la riprova che il riformismo non è in grado di dare risposte alla crisi del capitalismo e quindi si subordina agli interessi delle classi dominanti e alla continuità dei sacrifici.

In Italia, come nel resto d’Europa, questa subordinazione al capitale delle sinistre riformiste, politiche e sindacali, ha prodotto negli anni e decenni lo smantellamento progressivo delle conquiste dei lavoratori.

La necessità dunque di un’altra sinistra, che si batta per la rottura con le compatibilità capitaliste in contrapposizione ad ogni illusione riformista, è riproposta tanto più oggi dall’intera situazione politica e sociale.

In questa prospettiva il Partito Comunista dei Lavoratori e Sinistra Classe Rivoluzione si propongono di dar vita, per le prossime elezioni politiche, ad una lista anticapitalista, rivoluzionaria, comunista, classista e internazionalista.

Una lista che lotti contro l’austerità, contro l’Unione Europea capitalista e per un programma di trasformazione rivoluzionaria della società, l’unico che può indicare una via d’uscita alla grande maggioranza della popolazione attanagliata da dieci anni di crisi di questo sistema.

Una lista che ponga al centro la classe operaia come soggetto sfruttato e motore di un progetto di trasformazione; e attorno ad essa le necessità di lavoratori e lavoratrici, disoccupati, precari, immigrati, oppressi, donne, omosessuali e lesbiche, generi e minoranze discriminate contro gli interessi di capitalisti e banche, gerarchie ecclesiastiche, organizzazioni criminali, partiti padronali, governi e istituzioni dell’Europa borghese.

Una lista che riconduca quei bisogni ad un programma di rivendicazioni che ponga la prospettiva di un governo dei lavoratori e delle lavoratrici: attraverso l’opposizione alle privatizzazioni e per le nazionalizzazioni sotto controllo dei lavoratori; la cancellazione delle leggi sulla precarietà – dal pacchetto Treu al Jobs Act – e di smantellamento della previdenza sociale e pensionistica; la riduzione netta dell’orario di lavoro a parità di salario; un dignitoso salario ai disoccupati e a chi è in cerca di prima occupazione; un piano nazionale di lavoro per case popolari e rinnovamento edilizio, riqualificazione del territorio rinnovamento e potenziamento delle infrastrutture – in contrasto alle grandi opere speculative – e dei servizi pubblici universali e gratuiti – Scuola, Trasporto, Sanità, Servizi etc.-; la nazionalizzazione delle banche e di tutti gli istituti di credito, l’annullamento del debito pubblico verso di esse e la rottura con i vincoli del Fiscal Compact; il pieno accesso al permesso di soggiorno per i migranti, la rottura del ricatto permesso-lavoro per un sistema di accoglienza fondato sui pieni diritti sociali, economici e civili e l’apertura di canali umanitari; l’opposizione alle guerre imperialiste; l’esproprio senza indennizzo e sotto controllo dei lavoratori delle aziende controllate dai grandi capitali multinazionali e dalla borghesia nazionale.

Una lista internazionalista, che assuma l’interesse generale del movimento operaio internazionale, fuori e contro ogni forma di sovranismo; che si batta per i diritti di autodeterminazione di ogni nazionalità oppressa; che ponga la prospettiva dell’unificazione dell’Europa in una federazione di stati socialisti.

Attorno a questi assi generali – classisti, comunisti, internazionalisti – produrremo a breve un testo programmatico compiuto.

Quello che appare evidente di fronte allo scenario della divisione, manovre e confusione a sinistra è che la nostra si configurerà come l’unica lista basata su un reale programma anticapitalista e rivoluzionario, in contrapposizione a programmi riformisti di destra e di sinistra, al massimo antiliberisti, mai anticapitalisti, presentati per di più da quelle forze di sinistra che in passato hanno collaborato con i governi di centrosinistra.

Dall’inizio della crisi abbiamo visto una serie di governi (Berlusconi, Monti, Letta, Renzi, Gentiloni) responsabili delle peggiori politiche di massacro sociale di questi decenni, a cui hanno collaborato tanto la destra quanto il centrosinistra comprese quelle forze che dopo aver rotto all’ultimo minuto vogliono presentarsi come la sinistra in questo paese. Il tutto con la colpevole complicità delle burocrazie sindacali.

È necessario affermare il punto di vista di classe anche contro la demagogia agitata dal movimento 5 stelle che oggi mostra sempre più chiaramente il suo volto liberista e anti-immigrati, strutturalmente ostile a riconoscere le istanze della classe lavoratrice e degli sfruttati in generale.

Anche per questo riteniamo assolutamente necessario che ci sia, anche sul terreno elettorale, la voce di quelle organizzazioni politiche che, uniche, non hanno mai tradito gli sfruttati e gli oppressi, i loro bisogni, le loro prospettive di reale liberazione.

Per questo noi invitiamo tutti i e le militanti e attivisti realmente di sinistra ad unirsi a noi in questa iniziativa.

Come invitiamo tutti e tutte gli e le sfruttati ed oppressi ad appoggiarci col loro voto così come nelle lotte.

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