18 Luglio 2017

Pavia: i fascisti aggrediscono ma i compagni si difendono

A Pavia nella notte tra venerdì 14 e sabato 15 luglio, il capo provinciale di CasaPound, Lorenzo Cafarchio, ha prima insultato e poi attaccato con un pugno il responsabile di Sinistra Classe Rivoluzione a Pavia, il nostro compagno Mauro Vanetti.

La sede di CasaPound è stata aperta nel maggio 2015 in una posizione assurda: a pochi metri di distanza dal circolo ARCI Radio Aut, uno dei principali ritrovi dei giovani di sinistra in città. Come avevamo previsto, questo ha portato a una lunga serie di provocazioni e violenze. Venerdì notte, di fronte al covo neofascista bighellonava un piccolo gruppo di fascisti tra cui Cafarchio che al passaggio del nostro compagno, avendolo riconosciuto come noto militante marxista, gli ha rivolto degli insulti gratuiti. Cafarchio ha in seguito sferrato un pugno al volto a Vanetti e ad almeno un altro compagno accorso ad aiutarlo.

Il generoso intervento in gruppo di antifascisti e di altre persone presenti nelle vicinanze ha permesso di bloccare subito l’aggressione, evitando conseguenze gravi per i compagni e rendendo inoffensivo il picchiatore. Noi di Sinistra Classe Rivoluzione siamo favorevoli all’autodifesa collettiva che si è spesso dimostrata l’unica garanzia di sicurezza contro lo squadrismo, vista la prolungata indifferenza o complicità dello Stato capitalista verso la minaccia neofascista.

Mettere fuorilegge CasaPound sarebbe già possibile applicando la disposizione finale della Costituzione che proibisce la ricostituzione del partito fascista, posto che CasaPound è un piccolo partito che si dichiara apertamente fascista e che ha spesso i connotati di un gruppo armato con ambigue connessioni con la criminalità organizzata. Questo è un esempio di come tuttavia lo Stato capitalista e i suoi governi in casi simili preferiscano non applicare le loro stesse leggi: non intendono infatti rinunciare a un utile “contrappeso” da usare alla bisogna contro la sinistra di classe, contro i lavoratori immigrati, contro le donne, contro le minoranze.

Nell’esprimere solidarietà a tutti i compagni aggrediti, che per fortuna stanno bene, ci uniamo agli antifascisti pavesi nel rivendicare:

  • La chiusura immediata del covo di CasaPound a Pavia.
  • L’applicazione del regolamento antifascista comunale, ottenuto dalla mobilitazione di massa ma rimasto lettera morta, che proibirebbe gazebo, banchetti e manifestazioni ai gruppi fascisti, razzisti, misogini e omofobi.
  • L’archiviazione della scandalosa denuncia a più di 30 compagni manganellati durante il presidio antifascista del 5 novembre 2016 contro la marcia di CasaPound, Forza Nuova e Pavia Skinheads.
  • La messa fuorilegge su scala nazionale di CasaPound, di Forza Nuova e degli altri gruppi di estrema destra.

 

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