23 aprile 2018

Pakistan: sette compagni della TMI fatti sparire dall’esercito! Solidarietà!

Mentre stavamo traducendo questo appello, è giunta la notizia che anche un settimo compagno, Bilawal Baloch, vice segretario generale della Progressive Youth Alliance a Quetta (Belucistan) è scomparso da ieri e con ogni probabilità è stato rapito dalla polizia a Karachi.

Ieri, 22 aprile, sei compagni della TMI sono stati arrestati a Karachi dall’esercito e dai Sindh Rangers, un dipartimento statale paramilitare noto per le esecuzioni sommarie. Dobbiamo portare il loro caso all’attenzione del movimento operaio e studentesco di tutto il mondo. Abbiamo bisogno di messaggi di protesta e di solidarietà. Bisogna agire subito!

I compagni sono stati arrestati dopo aver partecipato alla protesta in solidarietà con il PTM (Pahstun Tahafuz Movement, PTM, il Movimento Tahafuz [Protezione] dei Pashtun)che si teneva di fronte all’Associazione della Stampa di Karachi. Il compagno Karim Parhar di Quetta e Aftab Ashraf di Lahore sono anche intervenuti parlando ai manifestanti e hanno spiegato il ruolo reazionario e brutale dello Stato pakistano. Altri compagni stavano scandendo slogan in solidarietà con il PTM in condanna delle atrocità dello Stato pakistano contro i pashtun nelle aree tribali e in tutto il paese.

La protesta a Karachi è stata organizzata in base all’appello dei dirigenti del PTM, poiché oggi è stato negatoloro il diritto di tenere un assemblea pubblica pacifica a Lahore. Alcuni leader del PTM sono stati arrestati a Lahore la sera prima e il luogo dell’assemblea è stato riempito di acque fognarie. Più tardi, i leader del PTM arrestati a Lahore sono stati rilasciati sotto la pressione del movimento, ma la leadership ha chiesto ai suoi membri e simpatizzanti di organizzare proteste in tutte le città del paese.

Nella protesta di Karachi, i compagni della Tmi hanno portato la loro totale solidarietà contro questa repressione brutale e il loro sostegno al PTM.

Le foto dei sette compagni rapiti dalla polizia

Il PTM sta conducendo una Lunga Marcia in Pakistan, in cui hanno tenuto incontri pubblici in molte città in tutto il paese. L’8 aprile a Peshawar si è tenuto un’assemblea pubblica a cui hanno partecipato oltre 150.000 persone. In quell’occasione, la dirigenza del PTM ha annunciato un’altra iniziativa per il 22 aprile a Lahore. Le autorità statali hanno fatto di tutto per impedire che questa assemblea si svolgesse. Sono state fatte telefonate minacciose agli organizzatori e a chiunque cercasse di portare la propria solidarietà a questo movimento. L’assemblea pubblica di Lahore è stato un enorme passo in avanti per questo movimento perché fino ad ora era limitato alle sole regioni Pashtun. Ma questo tipo di iniziativa avrebbe potuto diffondersi in altre aree del paese e altre nazionalità potrebbero unirsi ad esso per condividere la protesta contro lo Stato.

Oggi, contro ogni probabilità, questa iniziativa si è svolta con successo, con la partecipazione di migliaia di persone, non solo da Lahore ma da altre città del Punjab. La dirigenza del movimento ha nuovamente spiegato gli incidenti avvenuti nelle aree tribali nell’ultimo decennio, incidenti in cui persone innocenti sono state uccise durante le operazioni dell’esercito mentre i talebani e altri fondamentalisti islamici sono stati completamente appoggiati e sostenuti dallo Stato. È stato anche rivelato che quasi 4.000 innocenti sono stati consegnati agli americani come “terroristi”. Quando le loro famiglie hanno provato a cercarli attraverso canali legali e ufficiali, sono stati picchiati e minacciati di gravi conseguenze per il loro comportamento. Il PTM chiede il rilascio di 32.000 “persone scomparse” rapite dall’esercito pakistano.

La sezione pakistana della TMI e i compagni della Progressive Youth Alliance (PYA) hanno appoggiato fin dall’inizio questo movimento che ha cercato di far sentire la propria voce nelle regioni di tutto il paese. Il PYA ha invitato il capo del PTM, Manzoor Pashteen a Faisalabad per il 15 aprile in modo che la solidarietà potesse estendersi agli studenti e ai lavoratori della città. Ma le autorità statali hanno annullato la prenotazione della Sala nell’Associazione della Stampa a Faisalabad e hanno minacciato gli organizzatori attraverso chiamate intimidatorie. I compagni del PYA hanno quindi prenotato una nuova sala nell’Associazione degli avvocati, ma anche quella è stata cancellata all’ultima ora sotto l’immensa pressione dell’esercito pakistano. L’amministrazione universitaria ha anche costretto gli studenti che avevano organizzato l’evento a cancellarlo altrimenti sarebbero stati sospesi dall’università. Gli studenti sono anche stati minacciati di diventare anch’essi “persone scomparse” se non avessero smesso di appoggiare il PTM. In quel momento la direzione del PTM ha deciso di annullare l’evento e concentrarsi sui preparativi per la riunione di Lahore del 22 aprile.

In un altra occasione separata, i compagni del PYA di Multan sono stati anche minacciati dalle agenzie segrete pakistane e sono stati interrogati per tre ore. È anche stato chiesto loro di cancellare l’iniziativa del 13 aprile per la commemorazione del primo anniversario della morte di Mashal Khan. In questo incontro avrebbero anche sostenuto il PTM. Più tardi, i compagni hanno tramutato questa iniziativa in una manifestazione di protesta e l’hanno tenuta di fronte all’Associazione della Stampa di Multan.

Più tardi, un compagno dirigente della TMI del Pakistan, il compagno Aftab Ashraf, è stato individuato e interrogato dai servizi di intelligence per più di un’ora. Gli è stato chiesto di interrompere le sue attività rivoluzionarie.

Nonostante tutte le minacce e le intimidazioni, un’enorme spezzone di compagni della TMI ha partecipato alla protesta del PTM a Lahore e ha lanciato slogan rivoluzionari. Avevano prodotto anche striscioni e cartelli che collegavano la solidarietà alle rivendicazioni del PTM e avevano promesso di coinvolgere gli operai e gli studenti di Lahore.

I compagni della TMI hanno partevipato alle proteste di solidarietà a Karachi, Quetta e in altre città di tutto il paese. A Karachi i compagni sono stati seguiti dagli agenti dei servizi segreti dopo la protesta e sono stati arrestati sotto la minaccia della presenza massiccia di soldati armati e della squadra speciale degli artificieri. Sebbene l’operazione di arresto fosse guidata dai Rangers (una squadra paramilitare) era presente anche il personale dell’esercito che guidava l’operazione.

Fino ad ora gli arrestati sono:

1) Karim Parhar, leader del PTM e Red Workers Front (RWF) di Quetta

2) Attaullah Afridi, Organizzatore della Progressive Youth Alliance (PYA) di Karachi

3) Aftab Ashraf, responsabile nazionale di organizzazione della RWF

4) Umer Riaz, Reponsabile di organizzazione della Progressive Youth Alliance di Islamabad

5) Zain ul Abideen, responsabile nazionale dell’organizzazione del PYA

6) Gulbaz, responsabile del RWF in Kashmir

Fino ad ora nessuno è stato informato di dove si trovino e non c’è nessuna imputazione contro di loro. Questa è la pratica abituale della polizia e dell’esercito pakistani contro i quali è scoppiato un enorme movimento di massa in Pakistan. Le autorità statali stanno facendo di tutto per spezzare questo movimento e annegarlo nel sangue. Finora i media corrotti del Pakistan hanno boicottato questo enorme movimento e stanno spargendo un odio velenoso contro di esso. Anche tutti i partiti politici nel Parlamento sono complici di questo crimine e sostengono il brutale apparato statale nell’arena politica.

A Rao Anwar, l’ufficiale di polizia che ha assassinato Naqibullah Mehsud l’omicidio per cui è iniziato questo movimento, è stato assegnato un encomio speciale dalla Corte Suprema del Pakistan e da tutte le altre autorità statali. Zardari, l’ex presidente del Pakistan e leader del PPP, ha definito Rao Anwar: un “ragazzo coraggioso” in un’intervista televisiva dopo l’omicidio.

Gli operai e i contadini del Pakistan, insieme agli studenti rivoluzionari, non hanno amici nei vertici di questi partiti, mentre lo stato brutale li sta schiacciando con tutta la sua forza. Possono solo fare appello ai loro fratelli e sorelle in tutto il mondo per sviluppare la solidarietà in questa momento critico.

Chiediamo il rilascio immediato dei nostri sei compagni della TMI rapiti dall’esercito pakistano. Il loro unico crimine è di aver espresso le proprie opinioni sullo Stato pakistano e di aver partecipato oggi alla protesta del PTM di fronte all’Associazione della Stampa di Karachi.

Chiediamo anche che le rivendicazioni del PTM siano accolte immediatamente e lo Stato ponga fine alle atrocità perpetrate nelle aree tribali e smetta di sostenere il fondamentalismo islamico. Condanniamo anche gli interventi imperialisti in Pakistan che hanno creato questi mostri e hanno sostenuto il brutale Stato pakistano.

La nostra unica forza è la nostra solidarietà. Giuriamo di continuare a combattere fino alla vittoria finale . Il nostro obiettivo finale è quello di rovesciare questo marcio sistema capitalista attraverso una trasformazione socialista della società!

Viva la TMI!

Lavoratori del mondo, unitevi!

Lal Salaam!

Ti chiediamo di portare il caso dell’arresto dei compagni all’interno del tuo sindacato, della sezione di partito, nelle organizzazioni giovanili e studenteschi e inviare messaggi di protesta:

all’ambasciata del Pakistan a Roma:
tel.
06 3290619
mail: pareprome@mofa.gov.pk

Al primo ministro del Pakistan, Shahid Khaqan Abbasi: info@pmo.gov.pk

All’Ufficio centrale della Polizia del Pakistan a: http://www.npb.gov.pk/index.php/play-part/

Con copie a editor@marxist.pk e editor@marxist.com

 

Firma la petizione su change.org per il rilascio dei compagni

 

 

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