8 febbraio 2018

Non un passo indietro! Il fascismo si ferma nelle piazze, piaccia o meno a Minniti!

Tanto tuonò che alla fine piovve. La continua campagna xenofoba portata avanti apertamente da tutta la destra (“gli immigrati sono il problema e vanno cacciati”) e implicitamente dal Pd (“non vogliamo che gli immigrati siano il problema e quindi vanno fermati”) ha trovato il fascista di turno, stavolta in area Lega, che ha pensato bene di fare il patriota andando a seminare pallottole e terrore per le strade di Macerata.

Occasione della tentata strage: la morte orrenda (overdose o omicidio) di una ragazza di 18 anni che prima di morire ha incontrato sulla sua strada gente di diversa nazionalità ma tutta di buon cuore che le ha dato qualche euro in cambio di un rapporto sessuale, che le ha venduto una dose e che ha fatto scempio del suo corpo.

I fascisti fanno a gara nel solidarizzare: ultimamente è Casapound a fare più rumore con le imprese squadristiche e mettendo i suoi (considerevoli) mezzi economici al servizio di un attivismo che trova grande spazio sui media e tanti intellettuali “democratici” disposti a legittimarla partecipando a dibattiti e confronti pubblici. Forza Nuova cerca allora di superarla nella rincorsa a destra proclamando il suo sostegno a Traini e accollandosi le spese legali. La destra parlamentare si tiene solo un passo indietro, con Berlusconi e Salvini che promettono l’espulsione di 600mila immigrati.

I fascisti hanno rialzato la testa e tanti interessi convergono nel dare loro spazio. La guerra tra poveri serve a tanti: serve ai padroni grandi e piccoli che vogliono i lavoratori divisi, ricattabili, impauriti. Ma non è vero che è un’ideologia egemone. Il nuovo fascismo fa molto rumore solo finché la risposta è debole e balbettante.

Dell’antifascismo a chiacchiere del Pd e del governo non sappiamo che farcene. Chi predica solidarietà dopo avere distrutto i diritti, i salari, le pensioni, la scuola e la sanità pubblica, merita solo disprezzo. Questa solidarietà pelosa che predica buoni sentimenti a chi non arriva a fine mese fa danni quanto il razzismo conclamato.

La risposta la si deve dare nelle piazze, nelle fabbriche e nei luoghi di lavoro, nelle scuole e università: uniti contro lo sfruttamento, le discriminazioni, la violenza. Ma uniti contro questo sistema, contro i suoi padroni economici e i loro servi politici.

A Genova sabato 3 febbraio 5000 persone sono scese in piazza contro la presenza neofascista sempre più aggressiva in città; in tante altre città si moltiplicano le iniziative contro l’apertura delle sedi fasciste: è la strada da seguire!

Il PD ha tentato di disinnescare la manifestazione convocata a Macerata per sabato 10 febbraio. Il ministro Minniti parla (mentre scriviamo non è ancora chiaro) di vietarla. È logico: un fascista tenta una strage, i suoi amici passeggiano indisturbati a Macerata seminando veleno, e il governo proibisce una manifestazione antifascista. Con democratici così, che bisogno c’è dei fascisti?

E i 5 Stelle? Hanno qualcosa da dire oltre a qualche frase generica contro il razzismo?

Indecorosa la ritirata dei dirigenti nazionali di Anpi, Arci, Cgil e Libera che hanno disdetto la loro partecipazione. Verrà ricordata a lungo. Salutiamo la presa di posizione della Fiom, che ha confermato la presenza, e di tantissime realtà che si stanno mobilitando.

Non un passo indietro! Saremo presenti al corteo a Macerata e in tutte le piazze antifasciste convocate in questi giorni per ribadire che solo con la mobilitazione di massa si potranno spazzare via i rigurgiti fascisti. Una mobilitazione che deve basarsi sull’unione dei lavoratori e degli sfruttati, contro il padronato e il capitalismo.

Oggi più che mai, lavoratori di tutto il mondo uniti!

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