No-Tap – Occupazione militare nel Salento

Nella notte di oggi l’intero paese di Melendugno è stato completamente militarizzato per permettere la ripresa dei lavori per la Tap (Trans Adriatic Pipeline). L’accesso al presidio No-Tap, a ridosso del cantiere, è stato completamente vietato e coloro che si trovavano nel presidio durante la notte sono stati identificati ed espulsi dall’area. L’intera area è completamente sotto sequestro e possono accedervi solo i proprietari di immobili e terreni, previa presentazione di pass.
Intanto molti cittadini hanno avuto serie difficoltà a recarsi a lavoro e alcuni servizi essenziali, come la raccolta rifiuti e il servizio scuolabus hanno subito notevoli rallentamenti.
Secondo l’ordinanza prefettizia che ha dato il via a questa azione militare il cantiere per la realizzazione del gasdotto e le aree limitrofe sono “assegnate nella disponibilità delle forze di polizia, in relazione alle esigenze funzionali alla tutela del cantiere e alla prevenzione di gravi turbative dell’ordine pubblico”: l’occupazione da parte delle squadre in assetto antisommossa e i blocchi in tutte le strade dell’area potrebbero continuare ancora per un mese!
Davanti alle richieste dei cittadini, che rivendicano tutela dell’ambiente e della salute, le istituzioni rispondono con la più becera repressione.
Nell’esprimere piena solidarietà al movimento No-Tap sottolineamo il bisogno, sempre più urgente, di una rappresentanza politica in grado di rappresentare le lotte sociali e contrapporsi alle logiche di sfruttamento che in questi anni stanno devastando i territori e calpestando i diritti.

Articoli correlati

Ambiente

A 30 anni da Chernobyl – Energia nucleare: guadagni per pochi e gravi rischi per tutti

Trent’anni fa la tragedia di Chernobyl (località oggi in Ucraina, allora parte dell’Unione sovietica), la più grande catastrofe nella storia del nucleare civile. Ripubblichiamo un articolo scritto cinque anni fa, all’epoca dell’incidente alla centrale nucleare di Fukushima in Giappone.

Ambiente

Cop 21 – Un accordo storico?

Si è conclusa a Parigi la Conferenza mondiale sul clima che si poneva il principale obiettivo di contenere l’aumento della temperatura terrestre, da qui a fine secolo, entro i 2 gradi. Già su questo notiamo il primo passo falso: l’accordo parla infatti di “sforzarsi di limitare l’aumento a 1,5 gradi”.

Ambiente

Una sfida al movimento Notriv – Dall’ambientalismo all’abbattimento del capitalismo

Dopo il referendum fallito ripartono progetti di trivellazione Come previsto, il fallimento del referendum contro le trivellazioni, dello scorso aprile, ha consentito l’ incremento di nuovi permessi di ricerca, estrazione e stoccaggio (deposito e conservazione) di idrocarburi.

Ambiente

Non un passo avanti – Un bilancio della seconda assemblea nazionale di Fridays for Future

Il 5 e 6 ottobre si è tenuta a Napoli la seconda assemblea nazionale di Friday for Future (FFF). Il primo giorno si sono svolti in contemporanea tre workshop (giustizia climatica, struttura interna, comunicazione e pratiche), il secondo l’assemblea plenaria.

Ambiente

Il capitalismo sta uccidendo il pianeta… Abbiamo bisogno di una rivoluzione!

“L’oceano si sta sollevando, e lo siamo facendo anche noi.” era quello che si leggeva su un cartellone al recente corteo #YouthStrike4Climate a Londra. I giovani di tutto il mondo stanno scendendo in piazza per affrontare il problema scottante della nostra epoca: la catastrofe climatica imminente.
La dichiarazione della Tendenza marxista internazionale

Ambiente

Intervista a un attivista studentesco russo – Il futuro ci appartiene!

Abbiamo parlato con Leonid Shaidurov: un attivista 17enne che ha giocato un ruolo chiave nel movimento degli scioperi studenteschi per il clima in Russia. Ha organizzato gli studenti nelle scuole ed è un membro sia del consiglio coordinatore dei Fridays for Future internazionale che del comitato organizzativo in Russia.