12 gennaio 2018

Modena – “Terra dei Padri” e Diego Fusaro: una love story

(ovvero un intellettuale ‘da salotto’ a braccetto coi fascisti)

Ci risiamo. Il circolo pseudo-culturale “Terra dei Padri”, in realtà covo del neo-fascismo locale, compie un anno e chi invita alla sua festicciola di compleanno? Il direttore di “Eurasia” Claudio Mutti, neo-fascista attivo nelle trame “nere” della strategia della tensione degli anni ’70 in Italia, e Diego Fusaro, clown di sé stesso con la spudoratezza di dichiararsi allievo di Marx.

Per il primo, rimandiamo alla sintetica nota biografica curata dai compagni di Modena Antifascista. Aggiungiamo alcune considerazioni sul secondo, un filosofo accademico, fondatore dell’associazione Interesse Nazionale, auto-proclamato allievo di Hegel, Marx e Gramsci (sic!) ed assiduo frequentatore di salotti “buoni”, come ‘Cortina incontra’, e della radio di Confindustria. Spacciandosi sui mezzi di comunicazione di massa – ai quali curiosamente ha ampio accesso – come “marxista” o “intellettuale dissidente”, Fusaro ha generato un po’ di confusione. In realtà, le sue idee sono assolutamente reazionarie: la sua associazione, Interesse Nazionale, ha “l’ambizione di diventare punto di riferimento intellettuale per imprenditori, amministratori, politici e legislatori”; siamo, dunque, all’appello ai “padroni patriottici”. Non male, per un intellettuale che si dice dissidente!

Da alcuni anni, peraltro, Fusaro è anche un convinto assertore della teoria complottista sull’immigrazione di massa in Europa come “invasione” e piano preordinato dei cosiddetti signori apolidi del capitale per innescare una “sostituzione etnica”. Tale scemenza reazionaria, nota come “Piano Kalergi”, è naturalmente molto in voga nella Lega di Salvini e nell’estrema destra neo-fascista. L’unica proposta utile ai lavoratori sul tema dell’immigrazione, invece, è quella di una linea di classe e, questa sì, marxista: la disoccupazione non è, infatti, colpa degli africani, come ieri non lo era dei meridionali o delle donne, ma dei padroni che ne hanno bisogno per fare più profitti. L’eroica lotta dei lavoratori – immigrati – della Castelfrigo è tutta lì a dimostrarlo.

In consonanza con la retorica patriottarda sulla sacralità dei confini, Fusaro è un difensore idolatra dello Stato (borghese, aggiungiamo noi) e della famiglia tradizionale – fustiga, ad esempio, come un integralista religioso “la disgiunzione della sessualità dalla sua funzione procreativa” -, presentandoli come baluardi contro il cosiddetto mondialismo. Non faremo, certo, appello a Fusaro di non andare a “Terra dei Padri” per non legittimare, con la sua notorietà mediatica, un gruppo di fascisti. Con le sue idee, è proprio quella la sua maleodorante casa.

La giusta rivendicazione della chiusura di “Terra dei Padri”, d’altra parte, ha una (piccola) ragione in più: non dare più a Fusaro l’occasione di sproloquiare nella nostra città.

 

Articoli correlati

La lotta dei rifugiati e la solidarietà della classe operaia alle porte dell’Europa – 3 giorni a Horgos

“Quando vendi il sogno americano, o europeo, al resto del mondo, e nel frattempo rendi la vita di tutti quelli che sono fuori da quei continenti un incubo insopportabile, non puoi davvero sorprenderti se a un certo punto inizia un movimento di massa verso quelle autoproclamate terre promesse.”

Non un passo indietro! Il fascismo si ferma nelle piazze, piaccia o meno a Minniti!

Non un passo indietro! Saremo presenti al corteo a Macerata e in tutte le piazze antifasciste convocate in questi giorni per ribadire che solo con la mobilitazione di massa si potranno spazzare via i rigurgiti fascisti. Una mobilitazione che deve basarsi sull’unione dei lavoratori e degli sfruttati, contro il padronato e il capitalismo.

Il 25 APRILE
 nelle lotte di ieri e di domani

È questo il vero contenuto del 25 aprile e, per quanti sforzi facciano, è impossibile cancellare dalla coscienza popolare il significato della festa della Liberazione: il ricordo di chi ieri lottò contro il fascismo, il nazismo e contro la borghesia che li aveva messi al potere è da sempre un incoraggiamento per chi lotta oggi contro questo sistema.

Modena – La destra all’attacco della Settimana della salute mentale

Lo scorso 8 febbraio il consigliere della regione Emilia Romagna Tommaso Foti (Fratelli d’Italia-AN) ha presentato un’interrogazione nella quale, “nel pieno rispetto della libertà di opinione”, chiedeva all’AUSL di Modena “ assicurazioni in merito alla terzietà, e quindi all’obiettività” con cui viene annualmente organizzato il “Màt – Settimana della Salute Mentale” dal Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze Patologiche.

Emmanuel vive nella nostra rabbia!

Il volantino che distribuiremo stasera a Fermo.

Per non dimenticare: quando erano gli italiani ad emigrare

“Gli immigrati si prendono il lavoro e le case, mentre gli italiani non hanno nulla! Il governo dovrebbe pensare prima agli italiani.” Quante volte sentiamo queste frasi, sbandierate da televisione e stampa, soprattutto da quella più bieca, e dai demagoghi di destra? Quelli che diffondono queste idee però non spiegano che, immigrati o no, il governo non aiuterà gli italiani, e che l’innalzamento dell’età pensionabile e i tagli al welfare non avvengono per colpa degli immigrati. La disoccupazione e la povertà non sono un prodotto dell’immigrazione; la verità è che la borghesia italiana ha per anni “importato” nel paese la forza lavoro a buon mercato per trarne vantaggio, allo stesso modo in cui, in passato, la esportava, creando grande fonte di reddito per lo Stato italiano.