12 Febbraio 2016

Modena – La destra all’attacco della Settimana della salute mentale

Lo scorso 8 febbraio il consigliere della regione Emilia Romagna Tommaso Foti (Fratelli d’Italia-AN) ha presentato un’interrogazione nella quale, “nel pieno rispetto della libertà di opinione”, chiedeva all’AUSL di Modena “ assicurazioni in merito alla terzietà, e quindi all’obiettività” con cui viene annualmente organizzato il “Màt – Settimana della Salute Mentale” dal Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze Patologiche.

L’allarme dello ‘scrupoloso’ consigliere regionale, già protagonista della polemica conclusasi nell’annullamento da parte dell’AUSL della presentazione del volume di Renato Curcio “La rivolta del riso” nella scorsa edizione del Màt, deriverebbe dal coinvolgimento nell’organizzazione della settimana di eventi e dibattiti, giunta ormai al quinto anno, di un ricercatore dell’Università di Urbino, il cui profilo Facebook “è ricco di post a sostegno delle occupazioni illegali degli immobili, di post condivisi di Spazio Guernica, e di proselitismi politici tesi a rappresentare la malattia mentale come elemento della lotta di classe”. L’informazione è di per sé inesatta, dal momento che il suddetto ricercatore non si occupa dell’organizzazione del Màt da due anni.

Premesso che occorre ricordare al signor Foti che non si lotta per i diritti di una categoria oppressa prescindendo dalle altre – occuparsi di sensibilizzazione alle questioni della salute mentale, del superamento dello stigma legato alla sofferenza psichica, dell’accesso ai diritti alla cittadinanza attiva dei cittadini con disagio psichico, significa anche occuparsi di diritto alla casa, al lavoro, alla salute, all’istruzione – e invitandolo a rileggere alcuni autori, primo fra tutti Franco Basaglia, a proposito di malattia mentale e lotta di classe, viene da pensare che questo ulteriore attacco ad una manifestazione i cui protagonisti sono i “màt”, ma anche i lavoratori, i detenuti, i senzatetto, i migranti, le donne, i bambini, abbia lo scopo, grave e strumentale, di delegittimarne le voci, come nella migliore tradizione dei Fratelli d’Italia e dei loro antenati.

Articoli correlati

Giustizia e verità per Valerio Verbano!

Per ricordare l’assassinio di Valerio Verbano, avvenuto esattamente 37 anni fa, ripubblichiamo un articolo scritto nel 2010. I compagni di Sinistra classe rivoluzione Roma danno appuntamento a tutti al corteo in memoria di Valerio, oggi alla 17 da Via Monte Bianco.

Modena – Si vietino i banchetti e ogni agibilità ai fascisti!

Nonostante le ennesime aggressioni fasciste di questi giorni ( ultima quella di ieri al segretario della Fiom-Cgil di Forlì) a #Modena lo scorso 9 dicembre è stato permesso al movimento “vitale e pulito” tanto caro a #Mentana e #Formigli ma soprattutto alla famiglia Spada di #CasaPound di fare un banchetto in centro così come a #Carpi è stato concesso al comitato di affari manghenello/aspersorio di #ForzaNuova di fare altrettanto.

Trieste, il 25 aprile torna antifascista

Quattrocento persone alla cerimonia ufficiale, 2000 alla contromanifestazione: sono questi i numeri del 25 Aprile di Trieste che segnalano una netta cesura col passato. La festa della Liberazione del capoluogo Giuliano infatti era soprattutto una cerimonia funebre, ma quest’anno qualcosa è cambiato.

Diciotti, Aquarius – Contro il razzismo di Salvini e l’ipocrisia del Pd. Unità di classe di tutti i lavoratori!

Il comportamento razzista e reazionario del ministro Salvini sulla vicenda della Diciotti si inquadra nella campagna condotta dal governo gialloverde che descrivevamo due mesi fa in questo articolo. Nella lotta contro il razzismo e la xenofobia non basta un’opera di controinformazione, pur giustissima. È necessario operare una netta separazione tra le bandiere del movimento antirazzista e quelle del partito democratico e dotarsi di un programma che punti all’unità di classe tra lavoratori italiani e immigrati

Emmanuel vive nella nostra rabbia!

Il volantino che distribuiremo stasera a Fermo.

Se si pensa che il problema siano i francesi… Sui reietti di Ventimiglia

400 profughi fermi a Ventimiglia. Vogliono attraversare la frontiera francese e recarsi lì dove hanno un famigliare, una promessa di lavoro, o semplicemente una lingua conosciuta con la quale ricominciare