3 febbraio 2017

Modena, corteo nazionale Si-Cobas contro arresti e repressione – Il nostro volantino

Il volantino che Sinistra classe rivoluzione distribuirà domani a Modena (partenza ore 15, da Piazza Sant’Agostino) in occasione del corteo nazionale promosso dal Si-Cobas.

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SOLIDARIETA’ AI LAVORATORI DEL SI-COBAS!

NO ALLA CRIMINALIZZAZIONE DEGLI SCIOPERI!

(scaricalo qui in formato .pdf)

L’arresto e la montatura giudiziaria sostenuta da polizia e magistratura contro Aldo Milani, coordinatore nazionale del Si-Cobas, hanno un chiaro significato politico: intimidire tutti i lavoratori, criminalizzare gli scioperi duri ed i picchetti. L’attacco al Si-Cobas, protagonista di lotte importanti nella logistica e nel settore carni, è un avvertimento a chiunque cerchi di alzare la testa.

Il procuratore capo della repubblica di Modena, Musti, non ha esitato a lanciare un appello agli imprenditori a denunciare alle autorità situazioni simili a quella della Alcar Uno. Simili in che cosa? Forse per la forte conflittualità sindacale? Polizia e organi inquirenti, infatti, seguiti dalla stampa e da Confindustria, hanno sistematicamente accostato le lotte operaie ad attività criminali (mazzette, estorsioni). Il metodo è quello classico dell’amalgama, l’obiettivo è quello di screditare l’azione sindacale.

I titoloni di prima pagina sui giornali e le inchieste invece non ci sono quando i sindacati, il Si-Cobas e anche la Cgil, denunciano che, nel settore carni ma non solo, è pratica diffusa non rispettare il contratto collettivo di lavoro, l’intermediazione di manodopera e l’evasione contributiva. In questa società i profitti valgono più di qualsiasi legalità. Non ci sorprende, dunque, che il presidente modenese di Confindustria si sia affrettato a complimentarsi con gli inquirenti ed a partecipare al linciaggio mediatico del Si-Cobas.

Ma la macchina del fango non si è fermata. Imperturbabile, al 3 di febbraio la questura di Modena continua a mostrare in evidenza sul suo sito web il comunicato del 27 gennaio nel quale, contro ogni evidenza, scrive dell’arresto di 2 esponenti nazionali di spicco del Si-Cobas. Il secondo arrestato, però, tale Danilo Piccinini, è un consulente del lavoro di parte padronale, non ha nulla a che vedere col sindacato ed è proprio lui che, in un video, prende dai padroni dell’Alcar Uno la busta contestata. Perché la questura di Modena non rettifica questa falsità?Lo stato si mostra per quello che è: uno strumento a difesa degli interessi della classe economicamente dominante, i padroni. Marx lo aveva spiegato più di 150 anni fa. Una forza politica dei lavoratori deve fare propria questa verità basilare.

Il mutismo della sinistra politica riformista (Sel, Sinistra Italiana, Prc) e di tutti i promotori di verbosi appelli per “l’unità della sinistra” è un’altra prova della loro bancarotta. Rilancio del conflitto di classe e costruzione di un’organizzazione rivoluzionaria dei lavoratori. Questo è il nostro impegno e la nostra proposta a tutti quelli che vogliono lottare contro lo sfruttamento capitalista.

Il gruppo dirigente della Cgil di Modena si è accodato al coro reazionario, accreditando le accuse al Si-Cobas formulate dalla polizia ancora prima che Milani ed il suo avvocato potessero dare la propria versione. Non è certo questa la direzione sindacale della quale hanno bisogno i lavoratori. Invece di estendere la lotta della Castelfrigo, che invece della regola rischia di diventare l’eccezione, la direzione della Cgil continua ad invocare la concertazione coi padroni come strategia sindacale.

Con i tavoli concertativi e i convegni sulla “legalità” i lavoratori non avanzano neppure di un millimetro. Di fronte al supersfruttamento e all’arbitrio padronale nel settore logistica, nel settore carni e ovunque, serve un serio rilancio dell’iniziativa dei lavoratori con parole d’ordine chiare: rispetto dei contratti e della normativa, lotta alla filiera degli appalti, rappresentanza per tutti i lavoratori, piattaforme migliorative su salario, orario, condizioni. La vertenza della Carpigiana e altri esempi dimostrano che se si mettono al centro i lavoratori e la difesa coerente dei loro interessi, è possibile costruire un vero fronte unico che superi le divisioni contrattuali, sindacali e crei le condizioni per vincere.

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