29 Maggio 2020

Minneapolis – L’omicidio della polizia fa esplodere la rabbia

Il sistema capitalista razzista ha prodotto ancora una volta la medesima tragedia, fino alle ultime parole, di supplica,  proferite sia da George Floyd che da Eric Garner a Staten Island, “I can’t breathe” (non riesco a respirare). Ciò ha scatenato alcune delle più grandi proteste che l’area di Minneapolis abbia mai visto. Mobilitazioni simili si sono già estese in altre città come Los Angeles e Memphis.

Un articolo da Minneapolis dei nostri compagni della sezione statunitense della TMI.


Lunedì sera alle 20:00, la polizia è stata chiamata al negozio di alimentari Cup Foods a South Minneapolis per indagare su un presunto caso di falsificazione. Qualche ora dopo, la polizia ha rilasciato una dichiarazione di routine dal titolo innocuo “L’uomo muore a causa di un problema medico durante una colluttazione con la polizia”.

Durante la notte, tuttavia, la narrativa ufficiale è stata smentita quando un video di due agenti in piedi sul corpo di un uomo di colore è diventato virale. Nel filmato di un testimone, uno degli ufficiali di polizia viene ritratto inginocchiato sul collo dell’uomo mentre quest’ultimo supplica: “Non riesco a respirare! Per favore, non riesco a respirare! Sto per morire! ” Mentre continua a ansimare disperatamente per diversi minuti, uno dei poliziotti gli chiede in tono esasperato: “Che cosa vuoi?” Poche ore dopo, George Floyd è stato dichiarato morto.

Una prima dichiarazione della polizia affermava di aver trovato un uomo sospettato di essere in stato di ebbrezza. Ha informato che gli agenti avevano chiamato un’ambulanza per qualcuno che aveva “accusato problemi medici”, senza menzionare il fatto che un agente, premendo il proprio ginocchio sul collo avrebbe potuto indurre quel disagio.

Nel corso di martedì mattina, sono emerse altre foto e video sui social media. Un’immagine mostra quattro agenti in tutto, con tre di loro in piedi, noncuranti, mentre il loro collega preme sul collo di George.

Una protesta è stata organizzata velocemente tramite Facebook da Black Lives Matter Minnesota, per martedì alle 17. Alle 15, i quattro agenti coinvolti – Derek Chauvin, Thomas Lane, Tou Thao e J. Alexander Kueng – erano stati licenziati. Ma la popolazione aveva già iniziato a riunirsi fuori da Cup Foods.

Nel mezzo dell’epidemia di coronavirus, non era chiaro quale tipo di risposta avrebbe ricevuto la convocazione del presidio. Ma dopo un lungo inverno, nel mezzo della peggiore crisi economica della storia degli Stati Uniti, e con milioni di persone amareggiate dai risultati delle primarie presidenziali, la rabbia che covava sotto la superficie era pronta a esplodere . Questo è stato il 49° omicidio della polizia di un uomo di colore nella sola Minneapolis dal 2000, ed era chiaro che la misura era colma, con la pandemia o senza di essa.

Gli organizzatori della protesta hanno distribuito maschere protettive, disinfettante per le mani e acqua in bottiglia a chiunque ne avesse avuto bisogno e il distanziamento sociale è stato incoraggiato. Al culmine, la protesta era lunga diverse centinaia di metri, mentre centinaia di persone marciavano pacificamente con cartelli come “Black Lives Matter” e “I can’t breathe!” e gridando slogan come “Fuck Trump!” e “No Justice No Peace!”

La rabbia incontrollata e la sensazione di impotenza di alcuni individui è stata espressa rompendo i finestrini delle auto della polizia mentreil corteo si avvicinava alla centrale di polizia del distretto di Lake St. e Minnehaha Avenue. Per rappresaglia, la polizia ha lanciato gas lacrimogeni e proiettili di gomma contro la folla, che comprendeva bambini, genitori e anziani. Mercoledì mattina, il sindaco di Minneapolis Jacob Frey ha rilasciato una dichiarazione in cui chiedeva l’arresto dell’agente che aveva ucciso George Floyd.

Spontaneamente, quella stessa sera una folla più piccola si è radunata fuori dalla stazione di polizia. Indubbiamente, le dimensioni di queste proteste sarebbero state ancora più grandi se non fosse stato per COVID-19. Le trasmissioni in diretta sono state guardate da migliaia di telespettatori che erano in gran parte dalla parte dei manifestanti.

Anche se i manifestanti sono rimasti fermi con le braccia alzate in strada, cantando “Non riesco a respirare” e “mani in alto, non sparare”, la polizia ha lanciato di nuovo gas lacrimogeni contro la folla. Alcuni manifestanti hanno tolto i coperchi dai grandi bidoni della spazzatura per usarli come scudi contro i colpi sparati dalla polizia, e chiunque abbia tentato di lanciare oggetti contro i poliziotti da dietro le barricate improvvisate è stato fermato dagli altri manifestanti.

Solo poche settimane fa, i poliziotti presidiavano con calma il palazzo del governo dello Stato nella vicina St. Paul, mentre manifestanti armati chiedevano che il governatore riaprisse l’economia. La composizione razziale e di classe di quella protesta era decisamente diversa: bianca e piccola borghese. Ma poiché la polizia è uno strumento utilizzato per proteggere la proprietà privata e i profitti dei capitalisti, le proteste per la riapertura dell’economia erano sotto la loro protezione. Ma le proteste per avere giustizia dopo l’omicidio di George Floyd – che sono fondamentalmente delle proteste contro un sistema che si basa sul razzismo per sfruttare e dividere la classe operaia – non sono permesse da quegli stessi agenti di polizia.

Finora, le manifestazioni sono state in gran parte spontanee, il prodotto della rabbia accumulata è stato rilasciato come gas pressurizzato e alla fine ha trovato una fessura per uscire. Come il movimento a Ferguson (manifestazioni di massa scoppiate nel 2014 nella città di Ferguson, Missouri, dopo l’omicidio di Michael Brown, un ragazzo di colore, ndt) che si espresse in modo molto simile, la rabbia giustificata della comunità è stata accolta con la violenza e la repressione della polizia. In risposta, altre proteste sono state organizzate per giovedì e sabato. Ma il movimento è senza leader e quindi, in definitiva, senza direzione.

Numerosi sindacati hanno pubblicato dichiarazioni che condannano il dipartimento di polizia di Minneapolis e chiedono al governo della città di “agire”. Ma è necessario che il movimento operaio organizzato faccia molto di più! Dovrebbero collegarsi direttamente alle proteste e mobilitare i loro membri per riempire le strade. Con 364.000 membri del sindacato in tutto lo stato, le strade della città potrebbero essere bloccate se i vertici del sindacato convocassero loro stessi le mobilitazioni. È la classe operaia che ha il potere di “bloccare tutto” rifiutandosi di andare a lavorare! Uno sciopero generale in tutta la città, sulla falsariga dello sciopero dei Teamsters del 1934 (letteralmente i Teamsters sono gli autotrasportatori, ma il sindacato dei Teamsters organizza anche altre categorie di lavoratori dell’industria, ndt), attirerebbe l’attenzione delle autorità! In definitiva, si porrebbe la domanda: chi deve gestire la società?

Un’immagine dello sciopero dei Teamsters nel 1934

Sebbene alcuni stiano approfittando del caos e della disorganizzazione che deriva da un movimento spontaneo e senza leader per saccheggiare i negozi e persino bruciare alcuni edifici, queste azioni non sono insite nelle proteste ma un prodotto del sistema che la polizia sta difendendo. Il capitalismo crea un mondo di abbondanza nei grandi magazzini, mentre eserciti di persone affamate non sono in grado di permettersi di acquistare nulla, e condomini di lusso rimangono vuoti nel mezzo di una crisi immobiliare.

Queste contraddizioni sono state esacerbate dalla catastrofe economica che ha colpito i lavoratori e i poveri. Oggi, negli Stati Uniti, dall’inizio di marzo 41 milioni di lavoratori hanno perso il posto di lavoro, compreso il 39% dei lavoratori a basso reddito che guadagnavano meno di 49 mila dollari. Il 35% delle famiglie con bambini non riescono oggi a provvedere al cibo. Ciò ha portato a uno stato d’animo esplosivo di rabbia che è alla ricerca di uno sfogo.

Tuttavia, nelle prime 48 ore di questo movimento sono stati visti in embrione elementi di organizzazione, come la distribuzione di maschere, disinfettante per le mani e altri dispositivi a coloro che ne avevano bisogno. Vediamo anche la dimostrazione che grandi folle di manifestanti sono perfettamente in grado di “mantenere l’ordine” tra di loro. Ad esempio, quando alcuni individui hanno cercato di gettare rifiuti contro la polizia in un moto di rabbia incontrollata, sono stati fermati dal resto della folla in modo da non dare una scusa alla polizia per scatenare ancora più repressione.

Per portare il movimento a un livello superiore, il movimento operaio organizzato dovrebbe collegarsi attivamente con i manifestanti , riconoscendo la lotta comune dei lavoratori contro il sistema capitalista razzista. Con le risorse e i numeri dei sindacati, il movimento assumerebbe un carattere completamente diverso. La polizia avrebbe meno probabilità di sparare gas lacrimogeni contro migliaia di vigili del fuoco o dei lavoratori delle acciaierie! E se lo facessero contro tutta la classe lavoratrice, ciò potrebbe scatenare una crisi molto più acuta per il governo e non si limiterebbe alle Twin Cities (città gemelle, Minneapolis e St. Paul, ndt)

Nonostante la sua facciata da “Minnesota gentile”, il Minnesota è uno degli stati più diseguali dal punto di razziale nel paese e la rabbia e la frustrazione della classe ribollente sono palpabili. Prima del COVID-19, solo il 7% dei bianchi residenti in Minnesota viveva sotto la soglia ufficiale di povertà, rispetto al 32% dei residenti neri. La disoccupazione ufficiale per i neri era quasi tre volte superiore al tasso di disoccupazione dei bianchi. Per decenni, alle famiglie nere è stato impedito di acquistare proprietà immobiliari nei “quartieri bianchi” disegnati attraverso i cosiddetti “patti razziali” incorporate in leggi redatte tra il 1910 e il 1950. Questo è razzismo istituzionalizzato, puro e semplice, ed è inscritto nel capitalismo americano.

Di norma, gli agenti di polizia non pattugliano i propri quartieri. Sono spesso reclutati dagli strati più reazionari della società e scatenati nei quartieri poveri e della classe operaia per terrorizzare le stesse popolazioni che disprezzano. Questo è il motivo per cui le richieste di “controllo comunitario” della polizia e perché gli agenti di polizia pattuglino i quartieri in cui risiedono, sono in prima linea nei pensieri di molte persone ogni volta che un poliziotto bianco uccide una persona di colore per strada.

Ma è impossibile stabilire il controllo delle comunità sui nostri quartieri e garantire la nostra sicurezza mentre vi è una disuguaglianza fondamentale in ogni altro aspetto della vita. L’ “Eguaglianza delle opportunità di vita” può essere realizzata solo abolendo il capitalismo e sostituendo lo stato capitalista con uno gestito democraticamente dai lavoratori. La polizia fa parte dell’apparato dello stato capitalista usato per difendere quella piccola minoranza che possiede i mezzi di produzione. Per quante misure di supervisione o “commissioni di revisione da parte delle comunità” si possano istituire, non cambieranno la natura repressiva di questi organismi.

I lavoratori non possono fare affidamento sulla polizia capitalista per proteggerci. La Federazione dei sindacati regionale di Minneapolis dovrebbe organizzare comitati di difesa del vicinato per unire sia i lavoratori sindacalizzati che quelli non organizzati e i disoccupati e mobilitarsi velocemente per rispondere alla violenza della polizia nei quartieri della classe operaia: possiamo difenderci collettivamente!

Allo stesso modo, le recenti richieste di “azione” e “giustizia” non sono sufficientemente concrete. Quali azioni? Di chi è la giustizia? Che aspetto può avere la giustizia quando l’intero sistema è colpevole?

Rispetto a molti altri casi simili, il sindaco Frey si è mosso in modo più aggressivo nel licenziamento degli agenti incriminati, perché sa di essere seduto su un barile di esplosivo. Ma non dovremmo fidarci di questo esponente del Partito Democratico e dei capitalisti della città. Né dovremmo avere alcuna fiducia che l’FBI, che è stata chiamata a indagare, possa portare “giustizia” in qualsiasi modalità o forma.

L’istituzione della polizia nel suo insieme è piena di razzismo e abuso di potere, un riflesso del sistema che sostiene. Rimuovere alcune “mele marce” non porta affatto a un cambiamento radicale delle relazioni di classe che provocano simili tragedie. Anche se per un certo periodo la polizia adottasse un “comportamento migliore”, prima o poi si verificherebbe un altro omicidio extragiudiziale da parte di un altro agente “fuori controllo”.

Al fine di mantenere un sistema in cui una piccola cricca dominante possa reprimere la stragrande maggioranza della società, devono dividerci per razza, nazionalità, religione, sessualità, genere e qualsiasi altra cosa possano inventare. Quando un settore della classe operaia ne sta incolpando un altro per avere una fetta della torta più grande, la classe capitalista dorme pacificamente sapendo di possedere il panificio. Una rivoluzione socialista non cancellerebbe immediatamente tutti i pregiudizi della società capitalista, ma distruggerebbe la base su cui poggia il razzismo, in modo da poterlo smantellare dal basso verso l’alto.

Prima di venire assassinato dalla polizia di Chicago, Fred Hampton spiegò:

Combatteremo il razzismo, non con il razzismo, ma combatteremo con la solidarietà. Diciamo che non combatteremo il capitalismo con il capitalismo nero, ma lo combatteremo con il socialismo … Combatteremo [la reazione] con tutti noi che facciamo parte del popolo e faremo una rivoluzione proletaria internazionale.

E come spieghiamo nel nostro programma: “Il risarcimento per secoli di sfruttamento, razzismo e oppressione può essere ottenuto solo ponendo fine al capitalismo e costruendo il socialismo”.

Unisciti alla Tmi e lotta per rendere questo programma realtà!

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