15 Settembre 2021 Tendenza Comunista (Grecia)

Mikis Theodorakis (1925-2021): vita e opera di un grande compositore di livello mondiale e militante democratico

La musica di tutto il mondo e la lotta di classe per i diritti democratici hanno perso una figura di spicco: Mikis Theodorakis, compositore amatissimo dal popolo greco. Mikis Theodorakis ha dedicato la vita alla rinascita musicale della Grecia postbellica. I suoi componimenti musicali racchiudono la combinazione di un incredibile talento artistico con una notevole espressione dello stato d’animo della classe operaia greca, delle sue aspirazioni e delle sue lotte contro la povertà e l’oppressione.

Mikis fu un combattente per la liberazione dei popoli greci all’interno dell’Eam (Fronte di liberazione nazionale) e dell’Elas (Esercito popolare greco di liberazione). Negli anni dell’occupazione nazista si iscrisse al Kke (Partito comunista) e divenne successivamente una figura dirigente nella sinistra greca del dopoguerra. Fu in prima linea contro i regimi autoritari imposti in Grecia dalla classe dominante e dai suoi alleati, in particolare contro il regime dei colonnelli. Negli anni bui della giunta, Mikis divenne un simbolo della resistenza grazie alla sua musica e alle sue capacità organizzative.

Come dirigente di sinistra, Theodorakis commise numerosi errori politici, riflesso degli errori politici dello stalinismo greco in generale. Fra i più scioccanti di tutti si possono forse annoverare il suo breve periodo come deputato del partito di destra Nuova democrazia (Nd) e ministro del governo Nd dei primi anni ’90, nonché le sue recenti posizioni nazionaliste sulla questione della Macedonia. Ciononostante, continua a vivere come un eccezionale artista e sostenitore della democrazia le cui lotte resteranno per sempre impresse nella memoria collettiva dei lavoratori greci.

Il percorso musicale e politico

Michael (Mikis) Theodorakis nacque il 29 luglio 1925 a Chio. I suoi genitori, George Theodorakis di Creta e Aspasia Poulaki di Çeşme, si conobbero in Asia Minore poco prima del Rogo di Smirne. Trascorse l’infanzia tra Mitilene, Giannina, Argostoli, Pyrgos, Patrasso e Tripoli d’Arcadia per via delle frequenti trasferte del padre, che lavorava come funzionario pubblico. A 17 anni tenne il suo primo concerto a Tripoli, eseguendo la sua prima sinfonia, Kassiani. Quindi studiò musica ad Atene e Parigi e compose dei brani basati sui testi dei grandi poeti di sinistra, compresi, fra gli altri, Pablo Neruda, Federico Garcia Lorca, Odysseas Elytis e Yannis Ritsos.

Nel 1943 venne reclutato nell’organizzazione giovanile dell’Eam, l’Epon (Organizzazione Nazionale della Gioventù Greca), quindi nel Kke. Fu arrestato e torturato dai fascisti italiani durante la Battaglia di Fardykambos il 25 marzo 1943. Divenne un agitatore molto attivo e nel 1944 assunse l’incarico di segretario “culturale” dell’Epon. Nello stesso anno entrò nell’Elas, esercito dell’Eam, e, ancora studente del Conservatorio di Atene, partecipò all’insurrezione del dicembre 1944 (la “Dekemvriana”).

In seguito alla Dekemvriana fu perseguitato e si trasferì ad Atene, dove visse nella clandestinità. Nel 1945 fu arrestato per la prima volta. Quello stesso anno fondò l’Associazione musicale panellenica. Fu nuovamente arrestato nel 1947 e, stavolta, esiliato a Icaria. Nel 1948 fu trasferito a Macronissi, per poi essere rilasciato nell’agosto del 1949. Trascorse il resto del servizio militare tra Alessandropoli, Atene e La Canea. Nel 1950, mentre era ancora soldato, in un regime di assoluto terrore, Theodorakis tentò il suicidio.

Emigrò a Parigi nel 1954 e ottenne una borsa di studio per il Conservatorio di Parigi fino al 1957, componendo tre balletti: Antigone, Gli amanti di Teruel e Le feu aux poudres, tutti di grande successo da Parigi a Londra. Oedipus Tyrannos fu scritto nello stesso anno. Nel 1957 il suo Concerto per piano e orchestra vinse la medaglia d’oro al festival di Mosca, facendo di Theodorakis il successore di Šostakovič. Rientrò in Grecia nel 1960. Nel settembre dello stesso anno registrò prima Epitafios (“Venerdì Santo”), dove unì la musica folk alla poesia greca, con i versi di Yiannis Ritsos. Poi, nello stesso anno, musicò Axion Esti (Oratorio) di Odysseas Elytis e Epiphania di George Seferis. Fondò la “Piccola orchestra sinfonica di Atene” e diede molti concerti con l’obiettivo di democratizzare la musica sinfonica a beneficio delle masse greche.

Nel 1962 compì un viaggio a Cuba, dove conobbe Fidel Castro e Che Guevara e partecipò al lancio della neonata stazione radio della Rivoluzione cubana. Musicò inoltre Che il Santo, poesia di Tasos Livaditi, in un brano dal titolo Liturgia n. 2: Ai bambini uccisi in guerra.

Nel 1963 Theodorakis fondò il Movimento democratico giovanile Lambrakis, di cui fu presidente per tre anni a partire dal 1964. Fu nuovamente arrestato nel 1963 per il ruolo avuto nella prima Maratona greca per la pace. Nel 1964 fu eletto deputato dell’Eda (Unione democratica della sinistra) per la circoscrizione Pireo B, e nel 1965 entrò nel suo Comitato esecutivo.

Nel 1967 la giunta militare mise al bando l’esecuzione e la vendita della musica di Mikis Theodorakis. Questi, nello stesso anno, contribuì alla fondazione di un gruppo di resistenza di sinistra noto come Pam (Fronte antidittatoriale panellenico), subendo, per questa attività, una condanna e un processo da parte del tribunale militare. Fu imprigionato nel centro di detenzione di via Boubolinas, quindi nella prigione di Averoff, dove intraprese un lungo sciopero della fame. Lui e la sua famiglia vennero deportati a Zatouna, in Arcadia, e infine trasferiti in un campo di prigionia a Oropos, nell’Attica.

Il peggioramento delle sue condizioni di salute, mentre si trovava a Oropos, stimolò un’ondata di proteste a livello internazionale. Nel campo di prigionia scelse di rimanere indipendente nel dibattito che divideva il Partito comunista, reduce da una scissione nel 1968. Ciò lo portò in conflitto con la direzione, che lo isolò nonostante la sua cattiva salute. Quando la sua proposta di coinvolgere le migliaia di prigionieri del campo in una resistenza di massa fu respinta dal Kke, nonostante l’attenzione internazionale che un azione del genere avrebbe sicuramente suscitato, Theodorakis si espresse pubblicamente contro le politiche del partito.

Nel 1970, sotto pressione internazionale e grazie al sostegno espresso per Theodorakis da molti artisti famosi, come Arthur Miller e Dmitrij Šostakovič, la dittatura gli permise di trasferirsi a Parigi. Qui decise di lavorare con il Kke dell’Interno (gli “eurocomunisti” che avevano rotto con il Partito comunista). Vi entrò nello stesso anno e divenne presidente del Pam.

Nel 1971 Mikis Theodorakis visitò Israele per presentare La ballata di Mathausen. Poco dopo visitò la base palestinese a Beirut per presentare la traduzione in arabo della sua autobiografia, dal titolo Il debito (To Chreos), quando era già noto a livello internazionale per la sua musica e la sua battaglia contro la dittatura. Qui difese il movimento arabo a favore della solidarietà con il movimento per la pace esistente fra gli israeliani.

Nel 1972 fondò il movimento politico “Nuova sinistra greca” e fu tra i cofondatori del “Consiglio nazionale di resistenza”. Si esibì per una seconda volta in Israele ed ebbe un incontro con il vicepresidente, che gli chiese di trasmettere un messaggio ad Arafat.

Da quando fu rilasciato sino alla caduta della giunta nel 1974, Theodorakis tenne concerti in tutto il mondo, incitando alla resistenza del popolo greco e sostenendo la caduta della dittatura. Nel frattempo, il popolo greco ascoltava le sue canzoni illegalmente, facendo di lui un simbolo della resistenza.

Atene, 1974 – il primo concerto di Theodorakis dopo la caduta della dittatura dei colonnelli

Il vastissimo corpus di lavori di Mikis Theodorakis presenta una grande varietà di opere folk, orchestrali e sinfoniche per il teatro e il cinema. Fra queste annoveriamo: Arcipelaghi, Stato A, Stato B, Piccole Cicladi, Lipotaktes, Romiosini, L’ostaggio, Il quartiere degli angeli, Lettere dalla Germania, Canti folk (Ta Laika), Arcadia, Stato d’assedio, Le soleil et le temps, I canti della lotta, I canti di Andreas, Canto general, 18 canzoncine per l’amara patria, Dell’esilio, Ifigenia, Fedra, Elettra, Litania.

Partecipò alle prime elezioni del Metapolitefsi (“transizione di regime”) nel 1974 come candidato della Sinistra unita (Eda – alleanza elettorale del Kke e del Kke dell’Interno) per la circoscrizione Pireo B ma non fu eletto. Nel 1975 fu rieletto membro del Comitato esecutivo dell’Eda.

Nel 1978 si candidò sindaco di Atene, sostenuto dal Kke. Ricevette 59428 voti (16,32%), posizionandosi terzo dopo il candidato di Nuova democrazia, giunto secondo, e il candidato del Pasok (Dimitris Beis), vincitore. Nel 1979 fu membro fondatore del Movimento per l’unità della sinistra (Kea). Nel 1981 si candidò nuovamente con il Kke e fu eletto deputato per la circoscrizione di Pireo B con 13 785 voti. Arrivò primo fra dieci candidati e vinse l’unico seggio del partito nella regione.

Nel 1981 tornò a Cuba, dove diede uno storico concerto davanti alla cattedrale dell’Avana. Fidel Castro, con il quale erano ormai amici, si complimentò con lui e lo abbracciò con caloroso entusiasmo.

Nel 1981, il leader dell’Organizzazione per la liberazione della Palestina (Olp), Yasser Arafat, venne in visita in Grecia. Durante il suo soggiorno incontrò Theodorakis, allora deputato, e gli chiese di comporre un inno per l’Olp, che sarebbe poi stato proposto come inno ufficiale dello Stato palestinese una volta raggiunto l’obiettivo di dare vita a questo stato! All’inizio del 1982, Mikis Theodorakis accettò l’invito di Arafat e visitò Beirut, ospite del ministro libanese della Cultura e dell’Olp, per presentare l’inno. Quest’ultimo venne ratificato dal Parlamento palestinese con una standing ovation di Arafat e dei legislatori palestinesi.

La fine del 1982 fu segnata dall’invasione di Beirut da parte di Israele e dal massacro di civili palestinesi e libanesi. Mikis Theodorakis fu invitato a Beirut da Arafat tramite il segretario generale del Kke, Charilaos Florakis, per sostenere la lotta palestinese e rinsaldare il morale delle masse palestinesi, libanesi e siriane. Theodorakis alla fine andò a Damasco, dove tenne un concerto in un teatro gremito di spettatori.

Nel 1983 fu insignito del premio Lenin per la pace. Fu rieletto deputato del Kke nel 1985, questa volta primo per preferenze. Nel 1987 contribuì alla fondazione del Comitato per l’amicizia greco-turca. Fu tra i fondatori, insieme al regista Theodoros Angelopoulos, dell’Accademia europea del cinema nell’aprile 1989.

L’anno 1989 segnò una triste svolta a destra per la politica di Theodorakis. Essa rifletteva il crescente stato di demoralizzazione e frustrazione a livello nazionale per le azioni del governo del Pasok, e della reazione generale causata sul piano internazionale dalla crisi dell’Urss e degli Stati stalinisti del blocco orientale. Nello stesso anno, Mikis Theodorakis scrisse una prefazione alla nuova biografia di Konstantinos Mitsotakis, il leader reazionario di Nuova democrazia, padre dell’attuale primo ministro di Nd, Kyriakos Mitsotakis. Successivamente fu inserito nella lista dei candidati di Nuova democrazia per le elezioni parlamentari del novembre 1989. Sarebbe rimasto un deputato indipendente del partito di centro-destra fino alle elezioni dell’aprile 1990. In seguito, divenne ministro per due anni e mezzo. Rassegnò le dimissioni il 30 marzo 1992, ma dichiarò comunque il suo appoggio per il governo Mitsotakis, garantendo che avrebbe continuato a collaborare con esso da deputato indipendente.

Il 12 ottobre 1992 si dichiarò deputato indipendente in Parlamento, mettendo fine alla collaborazione con il gruppo parlamentare Nd, pur ribadendo al tempo stesso il suo sostegno per la politica del governo Mitsotakis. Il 9 marzo 1993 si dimise da deputato e passò a lavorare come direttore generale della programmazione musicale di Ert. Nel marzo 1994 si dimise dalla carica, denunciando il “tentativo di uccidere l’organizzazione per soffocamento” da parte del nuovo governo del Pasok e della direzione generale di Ert. A ogni modo, nel giugno 1996 venne inserito dal governo del Pasok nel Consiglio nazionale del turismo.

All’inizio del periodo tempestoso della crisi e dei memorandum, nel dicembre 2010 Mikis Theodorakis prese una posizione progressista anti-memorandum e annunciò la formazione di una “organizzazione patriottica anti-memorandum”, il Movimento indipendente dei cittadini, noto come “Spitha”. Partecipò attivamente alle manifestazioni di massa del Movimento dei cittadini indignati anti-memorandum nel 2011. Nel settembre 2013 decise di lasciare “Spitha”. Nel 2015, in un primo momento, sostenne il nuovo governo di Syriza, ma poi lo criticò duramente. In onore delle lotte popolari e democratiche per cui si era battuto, votò pubblicamente “NO” al referendum del 5 luglio 2015.

Gli ultimi episodi dell’attività politica di Mikis Theodorakis sono stati permeati dalle contraddizioni. La sua presenza al 43° Festival della Kne (la giovanile del Kke) nel 2017 è stato un passaggio in senso progressista, ma poi il suo appoggio al movimento reazionario sviluppatosi agli inizi del 2018 sulla questione della denominazione della Macedonia del Nord ha costituito una delusione per i lavoratori e i giovani progressisti e di sinistra.

Tuttavia, prevedendo la fine della propria vita, nell’ottobre 2020 Mikis ha scritto una lettera al segretario generale del Kke, Dimisris Koutsoumbas, affermando: “Ora, al termine della mia vita, in un momento di grande meditazione, tutti i dettagli svaniscono dalla mia mente e non restano che le ‘grandi questioni’. Ecco come vedo i miei anni più importanti e maturi sotto la bandiera del Kke. Ecco perché voglio lasciare questo mondo da comunista”. Mikis Theodorakis era sposato con Myrto Altinoglou; insieme ebbero un figlio e una figlia.

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