14 Aprile 2016

Maserati (Modena): nuvole all’orizzonte, è tempo di agire!

Dal primo gennaio 2017 a Modena non si produrranno più vetture Maserati. È quanto emerso nell’incontro delle delegazioni sindacali con i vertici di Fca.  Questi signori hanno  anche ribadito che Modena diventerà il centro di progettazione ingegneristico del gruppo. Infatti, già negli ultimi due anni sono state circa 600 le assunzioni tra  impiegati, ingegneri e quadri. Il quadro generale lascia presagire il continuo abbandono del ciclo produttivo e il lento “snellimento” dell’organico operaio.
Attualmente, in Maserati ci sono circa 300 operai e 800 impiegati ma l’azienda ha annunciato un piano di 120 esuberi, di cui 15 impiegati. I  lavoratori in esubero verranno trasferiti in altre sedi – tra cui la vicina Ferrari – su base volontaria.

È da notare che la struttura di quest’azienda  ha avuto un lento e  radicale cambiamento. Nel 2008 – anno dei licenziamenti dei 115 interinali, ed anche del nostro compagno Eugenio – si contavano circa 500 operai e 250 impiegati e si producevano 50 vetture Maserati al giorno. Già nel 2014, però, la produzione di vetture cadeva sulle 19 unità giornaliere, per poi passare alle 15 unità del 2015 e infine alle 10 previste nel 2016.

Attualmente, nello stabilimento modenese si produce anche l’Alfa 4c – che  rimarrà in produzione per almeno altri tre anni – che necessita però, per unità, la metà del tempo rispetto alle ore lavorate per produrre una vettura Maserati. Questo determina che per produrre una Alfa 4c ci vogliono meno operai che per produrre una vettura Maserati.
Il ricorso alla cassa integrazione, già in atto, sarà sempre più massiccio e l’anno 2017 sarà ancora più duro per i lavoratori, conti alla mano. Di fronte a questa situazione, la maggioranza dei lavoratori è  ancora in una  fase embrionale della presa di coscienza. Certamente,  i trasferimenti offrono a molti una ghiotta possibilità di avvicinarsi verso la loro terra d’origine, la maggior parte dei dipendenti Maserati di Modena proviene  dal sud. Infatti, le sedi in cui scegliere dove essere collocati sarebbero quattro: la Sevel di Val di Sangro, la Power Train di Termoli, la SATA di Melfi ed infine Cassino dove si produrrà la Nuova Alfa Giulia.

Risulta chiaro che  l’azienda s’è presa tutto  il tempo per pianificare la gestione di tali eccedenze di personale.

Tuttavia, le mancate prospettive industriali dello stabilimento modenese rimangono. Un nuovo modello da allocare, ad oggi, non esiste e la sola produzione dell’Alfa 4c non è sufficiente a garantire il futuro dei circa 180 operai che restano.
E’ proprio tempo questi ultimi inizino a prendere coscienza dello scenario oscuro li attende e capire che  iniziare ad organizzarsi e lottare per avere un nuovo modello da produrre nello stabilimento  di Modena è l’unica strada percorribile.

 

Articoli correlati

La Saeco non si tocca! La voce dei delegati Fiom

Raffaele e Barbara sono delegati RSU Fiom della Saeco, fabbrica i cui lavoratori dal 26 novembre scorso sono in lotta con un presidio permanente contro il licenziamento di 243 lavoratori annunciato dalla proprietà, la multinazionale Philips. Di questa vertenza si parla molto, non solo a Bologna e provincia. Sono già state coinvolte le istituzioni a livello locale, regionale e nazionale, tanto è vero che si è aperto un confronto tra il governo e la proprietà che dovrebbe riprendere il 18 gennaio 2016.

La lotta alla Castelfrigo: il buono, il brutto e il cattivo

La fine di questa orgogliosa lotta contro l’inferno del settore carni e delle (false) cooperative, portata avanti coraggiosamente da lavoratori doppiamente sfruttati, in quanto prevalentemente immigrati, non è ancora arrivata. Ma deve esserci una svolta immediata. L’immensa esperienza accumulata alla Castelfrigo non può andare dispersa!

Saeco: un’intera vallata a fianco dei lavoratori

Gaggio Montano (Bo) – Una marea umana ieri, 1 dicembre, si è unita agli oltre 500 lavoratori Saeco che da giovedì scorso, 26 novembre, sono in sciopero ad oltranza con presidio permanente contro la decisione unilaterale dell’azienda di licenziare 243 lavoratori.

Almaviva: la determinazione dei lavoratori è l’arma per vincere!

Dopo mesi di assemblee, presidi, scioperi, fiaccolate, e manifestazioni sotto il Ministero dello sviluppo economico (Mise) i lavoratori di Almaviva sono ancora più determinati e consapevoli della loro forza. Lo

A proposito della lotta all’outlet di Serravalle Scrivia

C’è un luogo dove la vertenza contro la liberalizzazione degli orari è salita alla ribalta nazionale e i lavoratori hanno preteso a gran voce dai sindacati che per Pasqua lo sciopero fosse uno sciopero vero. Questo posto è l’outlet di Serravalle Scrivia, un immenso centro commerciale, il più grande d’Europa con 2.500 dipendenti di proprietà di una multinazionale americana.

Poclain (Modena): gli operai alzano la testa!

Da oltre una settimana, alla Poclain di Gaggio in Piano, nella provincia di Modena, gli oltre cento lavoratori sono in lotta per il rinnovo del contratto aziendale, scaduto da tre anni nei quali è stato valido un ormai lunghissimo accordo ‘ponte’.