LGBT – Liberazione, rivoluzione – Un opuscolo

La lotta contro l’oppressione di genere e le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale ha assunto negli ultimi anni un carattere di massa in molti paesi. Delle vere e proprie esplosioni di rabbia e ribellione, covate per anni o decenni, contro l’esasperante ingerenza di un sistema che mentre ti costringe a lottare ogni giorno per far quadrare i conti a fine mese, si arroga il diritto di dirti cosa puoi o non puoi fare nella tua vita privata, con chi puoi avere o no una relazione affettiva o sessuale, se sei autorizzato a crescere un figlio o no. Se ti discosti dal canone della cosiddetta “famiglia tradizionale”, ti vuole costringere in un ghetto sociale e legislativo.
Nella loro istanza di liberazione e per il loro carattere di massa, queste esplosioni hanno un’intrinseca potenzialità rivoluzionaria. Dall’altro lato, però, c’è una cosciente azione volta ad imbrigliarle in una concezione esclusivamente culturale e limitarne gli obiettivi ad alcune concessioni compatibili col normale funzionamento (oppressivo) del capitalismo. Esiste poi uno spazio per teorizzazioni apparentemente radicali ma che nei fatti deviano la lotta del movimento Lgbt su un piano idealista ed esistenzialista che conduce a un vicolo cieco nel momento in cui si tratta di agire sulla realtà materiale.
Perché possa vincere, è di vitale importanza che il movimento Lgbt si doti di un punto di vista di classe, legando la lotta contro l’oppressione omofoba e per i pieni diritti civili a quella generale per una vita dignitosa e libera dall’oppressione economica e sociale. È altrettanto importante che il movimento operaio faccia propria la battaglia Lgbt, superando una separazione che pure storicamente è esistita, soprattutto per responsabilità delle direzioni riformiste e staliniste della sinistra.
Come rivoluzionari, perseguiamo questo obiettivo nella militanza e proponiamo questo contributo come base di discussione teorica.

 

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