Le foibe e la lotta partigiana: la vera storia

Con una legge del 2004 è stato istituito il 10 febbraio come “giorno del ricordo”, in commemorazione delle cosiddette vittime delle foibe. Una legge fortemente voluta e sostenuta dagli ambienti della destra italiana con un chiaro intento revisionista, per compensare in un qualche modo le atrocità commesse dai nazi-fascisti e così ripulirsi agli occhi dell’opinione pubblica. Addirittura in questi giorni il Presidente della Repubblica, Mattarella, accusa di “negazionismo” che si permette di criticare la storiografia ufficiale.

Abbiamo pubblicato in questi anni alcuni articoli che hanno la funzione di valido antidoto ad un revisionismo che manca di qualsiasi credibile fonte storica, e che invariabilmente e inevitabilmente dimentica i crimini commessi dai fascisti durante la guerra, in Istria e sul confine orientale.

Li offriamo all’attenzione dei nostri lettori:

 

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Marzabotto: 75 anni dopo, noi non dimentichiamo!

75 anni fa sulle colline di Marzabotto, località del bolognese, avviene la più efferata e terribile strage effettuata dai nazisti e dai fascisti nell’Italia occupata. Vengono barbaramente uccise 955 persone in 115 diverse località: tra esse 216 bambini fino a 12 anni, 316 donne, 142 anziani sopra i 60 anni.
Ripubblichiamo per l’occasione un articolo scritto cinque anni fa, in occasione del 70° anniversario.

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Ottantadue anni fa, il 27 aprile 1937, moriva Antonio Gramsci, dopo anni di detenzione nelle prigioni fasciste. Lo ricordiamo pubblicando questo articolo in cui si evidenzia tutta la vitalità del pensiero rivoluzionario del comunista sardo.

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Ungheria ’56 – Una rivolta operaia contro lo stalinismo

Sono passati sessanta anni dagli eventi della rivoluzione ungherese, un evento che conserva lezioni decisive per il movimento operaio. Riproponiamo l’esempio dei lavoratori ungheresi, la correttezza delle loro rivendicazioni, la loro organizzazione nei consigli operai, la rapidità con cui giunsero a comprendere i compiti storici loro affidati, contrapponendo un autentico programma rivoluzionario e operaio alla degenerazione burocratica dello stalinismo.

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“Gli immigrati si prendono il lavoro e le case, mentre gli italiani non hanno nulla! Il governo dovrebbe pensare prima agli italiani.” Quante volte sentiamo queste frasi, sbandierate da televisione e stampa, soprattutto da quella più bieca, e dai demagoghi di destra? Quelli che diffondono queste idee però non spiegano che, immigrati o no, il governo non aiuterà gli italiani, e che l’innalzamento dell’età pensionabile e i tagli al welfare non avvengono per colpa degli immigrati. La disoccupazione e la povertà non sono un prodotto dell’immigrazione; la verità è che la borghesia italiana ha per anni “importato” nel paese la forza lavoro a buon mercato per trarne vantaggio, allo stesso modo in cui, in passato, la esportava, creando grande fonte di reddito per lo Stato italiano.

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