Le foibe e la lotta partigiana: la vera storia

Con una legge del 2004 è stato istituito il 10 febbraio come “giorno del ricordo”, in commemorazione delle cosiddette vittime delle foibe. Una legge fortemente voluta e sostenuta dagli ambienti della destra italiana con un chiaro intento revisionista, per compensare in un qualche modo le atrocità commesse dai nazi-fascisti e così ripulirsi agli occhi dell’opinione pubblica. Addirittura in questi giorni il Presidente della Repubblica, Mattarella, accusa di “negazionismo” che si permette di criticare la storiografia ufficiale.

Abbiamo pubblicato in questi anni alcuni articoli che hanno la funzione di valido antidoto ad un revisionismo che manca di qualsiasi credibile fonte storica, e che invariabilmente e inevitabilmente dimentica i crimini commessi dai fascisti durante la guerra, in Istria e sul confine orientale.

Li offriamo all’attenzione dei nostri lettori:

 

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La “via italiana al socialismo” tra inganno e realtà

Il 21 gennaio ricorre il centesimo anniversario della scissione di Livorno e della fondazione del Partito comunista d’Italia. Sul nostro sito teorico  marxismo.net stiamo pubblicando una serie di articoli che fa luce sui primi anni di esistenza del partito e sabato 23 gennaio abbiamo organizzato un seminario nazionale dal titolo “Gramsci, Bordiga e la nascita del Pcd’I”.

In questo articolo affronteremo invece il periodo del secondo dopoguerra, quando il PCd’I, divenuto Partito comunista italiano, fu dominato dalla figura di Palmiro Togliatti che lo condusse nell’alveo della democrazia parlamentare sulla base della strategia denominata “via italiana al socialismo”.

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Per non dimenticare: quando erano gli italiani ad emigrare

“Gli immigrati si prendono il lavoro e le case, mentre gli italiani non hanno nulla! Il governo dovrebbe pensare prima agli italiani.” Quante volte sentiamo queste frasi, sbandierate da televisione e stampa, soprattutto da quella più bieca, e dai demagoghi di destra? Quelli che diffondono queste idee però non spiegano che, immigrati o no, il governo non aiuterà gli italiani, e che l’innalzamento dell’età pensionabile e i tagli al welfare non avvengono per colpa degli immigrati. La disoccupazione e la povertà non sono un prodotto dell’immigrazione; la verità è che la borghesia italiana ha per anni “importato” nel paese la forza lavoro a buon mercato per trarne vantaggio, allo stesso modo in cui, in passato, la esportava, creando grande fonte di reddito per lo Stato italiano.

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A proposito del “giorno del ricordo”, ripubblichiamo questo articolo, scritto nel 2013, che conserva tutta la sua validità.

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