11 Ottobre 2022 Massimiliano Vetrò e Andrea Urzi

L’alternanza scuola-lavoro – Non è formazione è sfruttamento!

Sono ormai tre gli studenti morti in alternanza scuola-lavoro. A Lorenzo Parelli e Giuseppe Lenoci si aggiunge ora Giuliano De Seta, travolto da una lastra d’acciaio in provincia di Venezia. L’anno scorso, dopo la morte di Lorenzo, gli studenti hanno manifestato contro l’alternanza.

Il governo ha fatto le promesse di rito ma nulla è cambiato. Oggi la questione ci si pone di nuovo davanti drammaticamente.

 

Formazione o sfruttamento?

L’alternanza scuola-lavoro ci viene presentata come un percorso di formazione: lo studente toccherebbe con mano il mondo del lavoro per comprenderne le dinamiche, acquisire competenze preziose e, perché no, trovare un’azienda in cui appena finiti gli studi potrà avere un lavoro garantito.

La realtà però è diversa. Gli studenti in alternanza lavorano e basta. Eseguono gli ordini di un superiore, per garantire il profitto a un’azienda, in condizioni precarie. Questo stavano facendo Lorenzo, Giuseppe e Giuliano quando sono morti. L’alternanza fa comodo solo agli imprenditori: perché spendere soldi per pagare il salario di un lavoratore quando si può far lavorare gratis uno studente?

Se i licei a cui non mancano fondi e buone relazioni avranno anche progetti stimolanti, in tutte le altre scuole questi progetti non insegnano nulla che non si possa imparare in un paio di giorni quando si andrà a lavorare. Ma in fondo è proprio questo che vogliono per noi: non una formazione culturale e uno sviluppo personale, ma una scuola grigia in cui si addestrano lavoratori già pronti ad essere sfruttati, un piccolo vivaio accanto alla fabbrica o all’ufficio.

Una scuola che da una parte ha licei di eccellenza che formano la “nuova classe dirigente” (al 90% figli della “vecchia classe dirigente”) e dall’altra istituti tecnici, professionali, scuole di avviamento, Its, che sfornino forza-lavoro secondo le richieste delle aziende. Il prossimo governo vuole estremizzare ancora di più questa divisione.

Noi non siamo d’accordo. Gli studenti degli istituti tecnici e professionali sono studenti, non lavoratori. Come i licei, questi istituti dovrebbero in primo luogo essere spazi di crescita umana, culturale e di socializzazione. Lottiamo perché a tutti sia garantita una formazione complessiva e di qualità! Basta con le scuole di serie A e di serie B!

 

La sicurezza sul lavoro

Le morti in alternanza non sono un’eccezione. Solo nella prima metà del 2022 ci sono state 600 morti sul lavoro. In questo sistema economico i capitalisti tagliano senza scrupoli le spese per la sicurezza sul lavoro pur di accrescere il loro guadagno. Le morti sul lavoro sarebbero evitabili, ma il profitto è posto prima della vita dei lavoratori e degli studenti. Questo è inaccettabile. La sicurezza sul lavoro riguarda anche gli studenti sia per l’alternanza sia perché sono i lavoratori di domani. Gli studenti si devono unire ai lavoratori per combattere per garantire la sicurezza sul lavoro e per condizioni di lavoro migliori!

 

Cosa fare dell’alternanza?

Alcune organizzazioni sindacali e studentesche sostengono che l’alternanza non vada eliminata, ma solo modificata. Il problema dell’alternanza però non sta nei particolari, ma proprio nell’impostazione di fondo. Noi come Coordinamento studentesco Alziamo La Testa! (ALT) portiamo avanti la rivendicazione dell’eliminazione dell’alternanza, per sostituirla con dei laboratori di formazione dentro la scuola. Se si vuole fare veramente della formazione tecnica e scientifica si deve fare in strutture pubbliche, con strumentazioni di qualità e all’avanguardia, in piena sicurezza e sotto il seguito di docenti, tecnici e scienziati. Le scuole dovrebbero essere dotate di strutture, materiale e personale. Questo vuol dire un drastico aumento dei finanziamenti alle scuole per dotarle di laboratori che siano un fiore all’occhiello dal punto di vista educativo, mentre l’alternanza di basa sull’idea di tagliare la scuola e mandare gli studenti in fabbrica.

L’unico modo per eliminare l’alternanza è una mobilitazione in tutta Italia. Dobbiamo organizzarci nelle scuole con un programma chiaro. Non possiamo certo aspettare che il governo faccia magicamente qualcosa per aiutare gli studenti. Il governo non fa gli interessi degli studenti, ma degli stessi capitalisti che guadagnano con l’alternanza. Se sei d’accordo, contattaci per organizzarti con ALT! e per costruire anche nella tua scuola un collettivo, contro l’alternanza e non solo!

Non abbiamo nulla da perdere e tutto da guadagnare!

Articoli correlati

Studenti

Scuola – Non dobbiamo pagare noi il prezzo del vostro fallimento!

Oggi il nuovo dpcm sentenzia il 100% di didattica a distanza per tutte le scuole superiori. Nelle zone rosse saranno chiuse anche le seconde e terze medie.
Facciamo appello a tutti per partecipare alla assemblea nazionale del 7 novembre per discutere e organizzarci insieme!

Studenti

Coronavirus? Studenti, arrangiatevi o sette in condotta!

I decreti sulla scuola e le prassi adottate dai diversi istituti rispecchiano le misure contraddittorie adottate per gli altri ambiti della società. La disposizione ministeriale era di attivare forme di didattica online, definite un’opportunità di innovazione. Ma questo si è concretizzato in un’imposizione dall’alto a studenti e famiglie, oltre che ai docenti.

Studenti

Liceo Petrocchi (Pistoia) – No alla repressione!

Non può essere un caso che, oltre alle grandi città come Roma, Firenze e Napoli, anche gli studenti del liceo Petrocchi di Pistoia abbiano deciso di occupare, per due volte, la propria scuola a partire dal 21 febbraio. “Ce ne occupiamo noi”: recitava così uno degli striscioni più in vista esposti nella sede centrale.

Studenti

Studenti in piazza! C’è la scuola da salvare!

Questo inizio di 2021 ci sta già presentando un conto salatissimo, la prospettiva di una riapertura delle scuole data per certa dal governo sta andando in mille pezzi. Il governo non si sta assumendo neanche la responsabilità di prendere una decisione; sono le regioni a decidere tutto e il contrario di tutto.

Studenti

No al numero chiuso – Per un’università aperta a tutti, gratuità e di qualità

Il testo del volantino che stiamo distribuendo davanti a tutte le università in Italia.

Studenti

“Dio lo vuole” la crociata della preside del Selmi

“Deus vult!”(Dio lo vuole): queste sono state le parole di Luciana Contri, preside dell’istituto modenese “F. Selmi”, quando ha tentato di impedire che i rappresentanti dell’Arcigay, invitati dagli studenti, potessero