28 luglio 2015

La lotta vittoriosa dei facchini in Motovario

I 18 facchini dipendenti della cooperativa Mt Service addetti alla logistica nella ditta metalmeccanica Motovario (440 dipendenti e tra i leader mondiali nella produzione di riduttori) dopo un giorno e mezzo di picchetto e blocco delle merci hanno vinto la loro battaglia: tutti assunti nella ditta committente. La vertenza parte circa un mese fa quando i 18 facchini avvertono la Rsu Fiom Motovario, Giuseppe Faillace, che da oltre un mese la cooperativa non li stava pagando nonostante la committente avesse regolarmente pagato.
A ciò si aggiunge che Mt aveva un’evasione contributiva di almeno 2 milioni di euro e “l’abitudine” di pagare oltre la metà delle ore lavorate sotto la voce “trasferta Italia” evadendo così ulteriori contributi a danno dei lavoratori. Forti della cosiddetta responsabilità in solido della committente, viene immediatamente convocato un tavolo di trattativa trilaterale tra direzione aziendale da un lato e Fiom, Fim, Fismic, Rsu motovario e Filt (sindacato trasporti Cgil) dall’altro. In tale sede Fiom e Filt hanno preteso e ottenuto da Motovario il pagamento immediato degli ormai due mesi di stipendi arretrati dei facchini. Alla comunicazione da parte aziendale della decisione di cambiare cooperativa, la richiesta sindacale è stata una e molto chiara: o Motovario assume direttamente i facchini e internalizza nuovamente la logistica oppure trova una cooperativa disposta non solo ad assumere tutti i 18 lavoratori ma di farlo a tempo indeterminato, conservando tutte le caratteristiche salariali a partire dall’anzianità di servizio, applicando regolarmente ed integralmente il Ccnl di riferimento e non applicando il Jobs act. Motovario fin da subito si è dichiarata formalmente d’accordo con le nostre richieste, tuttavia trovata la cooperativa Csm come sostituta, ogni qualvolta si chiedeva a committente ed appaltatrice di sottoscrivere un accordo in tal senso e procedere all’assunzione dei lavoratori sorgevano scuse, dubbi, rinvii. Tutto questo mentre Csm stava impiegando altri 18 lavoratori nella logistica Motovario. Questo tira e molla è durato fino a quando giovedì pomeriggio 20 giugno i 18 facchini assieme alla Rsu Motovario ed alla Fiom e Filt hanno iniziato il picchettaggio dei cancelli bloccando le merci.
Dopo 36 ore di blocco e uno sciopero di solidarietà dei lavoratori Motovario si è finalmente raggiunto un accordo che ha davvero pochi precedenti. Motovario assume per sei mesi direttamente i 18 facchini. Se nei sei mesi trova una cooperativa disposta ad assumere i lavoratori alle condizioni suddette richieste dal sindacato, così sarà, altrimenti essi resteranno assunti in Motovario. Ancora una volta la lotta paga.

Articoli correlati

Bormioli – Solo l’unità dei lavoratori può battere il padrone

Questo è il volantino che diffonderemo oggi pomeriggio a Parma alla manifestazione contro la repressione delle lotte nella logistica.

CCNL Terziario – La Filcams ritiri la firma!

Il 31 marzo è stata firmata improvvisamente l’ipotesi d’accordo tra sindacati e Confcommercio dopo che gli incontri erano stati ufficialmente sospesi. Cosa positiva, direte voi, ma i contenuti di questo

Reggio Emilia: le coop sociali attaccano i lavoratori

Alla fine del mese di settembre è stato disdetto da parte di Lega Coop e Confcooperative il contratto integrativo territoriale per i lavoratori delle cooperative sociali di Reggio Emilia e provincia. È un atto molto grave, considerando il già elevatissimo sfruttamento che pesa sulle spalle dei lavoratori del settore.

Trieste – Con le lavoratrici e i lavoratori delle mense scolastiche

Sono circa 150 i lavoratori dei servizi mensa comunali che rischiano di ritrovarsi un salario sotto la soglia di povertà.
Di questi 150, 143 sono lavoratrici tra cuoche, aiuto cuoche, personale di servizio, ecc.

Trieste – No agli esuberi in Wartsila!

L’azienda annuncia 90 esuberi, i lavoratori rispondono con uno sciopero che ha visto il 100% della forza lavoro incrociare le braccia il 26 aprile.

Almaviva – I lavoratori bocciano sonoramente l’accordo!

L’accordo è sonoramente bocciato dai lavoratori, a Palermo, dove si concentrano più della metà dei licenziamenti, i No sono stati 2.519 (il 95 per cento) contro appena 110 Sì. Anche a Roma (900 esuberi) e a Napoli (400 esuberi) il No vince con percentuali bulgare.