Italpizza Modena – Non un passo indietro! La Cgil rilanci la lotta!

Riceviamo e pubblichiamo un appello di delegati e dirigenti sindacali di Modena in appoggio alla vertenza Italpizza.

APPELLO PER LA PROCLAMAZIONE DELLO SCIOPERO GENERALE DI TUTTA LA CGIL E LA COSTRUZIONE DI UNA CAMPAGNA DI SOLIDARIETA’!

 

La vertenza Italpizza assume ogni giorno significati più rilevanti e generali: vuoi per la quantità di questioni che evoca, vuoi per i livelli di repressione antioperaia che si stanno vivendo ai cancelli di quell’azienda. Una situazione assolutamente straordinaria che richiede, per la #CGIL modenese tutta, un investimento altrettanto straordinario in termini di mezzi e iniziativa politica. L’Italpizza può e deve diventare l’esempio di come il movimento sindacale possa contrastare lo sfruttamento diffuso, le degenerazioni del marcato del lavoro, la precarietà di massa e la penetrazione criminale nel tessuto industriale del territorio.
Come delegati e dirigenti della Camera del Lavoro di Modena, chiediamo a questa organizzazione:
1) di lanciare pubblicamene una campagna generale di mobilitazione intercategoriale, che a partire dalla vicenda Italpizza dichiari guerra alla logica degli appalti interni e ponga come obiettivo da praticare la reinternalizzazione e la contrattazione di sito dappertutto: una campagna strutturata, coordinata, di lungo periodo, che impegni in modo vincolante tutta l’organizzazione: un piano di lotta e di lavoro che può diventare l’impegno centrale e prioritario della nuova segreteria da poco insediata.
2)investire la vertenza Italpizza con tutta la forza su cui la Cgil modenese può ancora contare, con un presidio permanente davanti all’azienda, costruendo passaggi di visibilità e di massa, con un percorso che passi da una convocazione di tutti i direttivi riuniti davanti ai cancelli di San Donnino, per arrivare alla costruzione di uno sciopero generale territoriale sui temi del lavoro in appalto, della precarietà e del rifiuto del “modello Modena”, così come si è costituito in questi anni.
3)rafforzare il fronte tra lavoratori che si sta costruendo ai cancelli (l’unica unità sindacale che riconosciamo), evitando ogni forma di desolidarizzazione o di presa di distanza davanti alla repressione.
4) partecipare ufficialmente al nascente comitato per il boicottaggio del prodotto Italpizza, che mira a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla realtà che si cela dietro le retoriche sull’eccellenza modenese.
5) denunciare la condizione scandalosa e non più tollerabile, di una Questura messa sostanzialmente al servizio di un’azienda, a tutela delle illegalità che si consumano dentro i suoi reparti. Non possiamo abituarci all’uso della forza pubblica dentro le vertenze sindacali. La CGIL è l’unica forza di massa sul territorio che può e deve dire basta alla logica di manganelli e lacrimogeni e lanciare un allarme pubblico, in città, sullo stato della democrazia e le agibilità democratiche reali.
All’Italpizza è in gioco molto e il sindacato si gioca una parte importante della sua credibilità.
Non è questione di comparti, categorie o sigle sindacali: all’Italpizza o vinciamo tutti o perdiamo tutti.

Primi Firmatari

Giovanni Iozzoli Rsu Fiom PFB Modena
Paolo Brini Comitato centrale Fiom-Cgil
RSA FIOM CGIL FERRARI
RSA FIOM CGIL MASERATI
RSU FIOM CGIL MOTOVARIO
RSU FIOM CGIL WAM
RSU FIOM CGIL ANNOVI &REVERBERI
RSU FIOM CGIL MANITOU
RSU FIOM CGIL BONFIGLIOLI B7
RSU FIOM CGIL T.ERRE
Alessandro Albarani Segreteria Flai Cgil Modena Rsu Menu
Lanfranco Ori Segreteria Flai-Cgil Modena Rsu Inalca
Lorena Barozzi Segreteria Flai-Cgil Modena Rsu Villani
Giancarlo Camurri Rsu Flai-Cgil Granarolo Direttivo Flai Modena
Gennaro Fedele RSA Fiom-Cgil CNH Modena
Domenico Sedia RSA Fiom-Cgil CNH Modena
Roberto Rho Rsu Fiom-Cgil OMR
Raffaele Signoriello Rsu Fiom-Cgil Otis Direttivo Fiom-Cgil Modena
Valerio Milazzo Rsu Fiom-Cgil Angelo Po
Luca Paltrinieri Rsu Fiom-Cgil NetScout Direttivo Fiom-Cgil Modena
Paolo Rinaldi Rsu Fiom-Cgil Stilma Campogalliano
Simona Leri Rsu Filcams-Cgil Coop Alleanza 3.0 Direttivo Cgil Modena
Massimo Valentini Filcams-Cgil Modena
Fiorella Sighinolfi Direttivo Flai-Cgil Modena
Franchini Maria (Parma-Reggio) Direttivo Flai-Cgil Modena
Sorrentino Gennaro (Titan) Direttivo Fiom-Cgil Modena
Yuri Gozzi (Granarolo) Direttivo Flai-Cgil
Di Bernardo Giuseppe (Stilma) Direttivo Fiom-Cgil Modena
Mario Ipocoana (Angelo Po) Direttivo Fiom-Cgil Modena
Muzzioli Maurizio Direttivo Fisac-Cgil Modena

Articoli correlati

La lotta vittoriosa dei facchini in Motovario

I 18 facchini dipendenti della cooperativa Mt Service addetti alla logistica nella ditta metalmeccanica Motovario (440 dipendenti e tra i leader mondiali nella produzione di riduttori) dopo un giorno e

Cronache dalla Crisi – ISEM di Vigevano: flessibilità, esternalizzazioni e cassa integrazione

Pubblichiamo volentieri un’intervista a un delegato sindacale della Isem di Vigevano fatta dai nostri compagni di Sinistra Classe Rivoluzione di Pavia. È un esempio di sfruttamento della classe lavoratrice da parte di una proprietà senza scrupoli.

Vertenza Yamaha/Minarelli Bologna – Una lotta coraggiosa che esige un bilancio onesto e critico

Il 13 dicembre si è conclusa, dopo tre mesi di lotta, la vertenza delle lavoratorici e dei lavoratori della Motori Minarelli di Bologna di proprietà della multinazionale Yamaha.

Castelfrigo, una vittoria di… Pirro

È bastata una semplice comunicazione da parte della Regione per porre fine al blocco delle merci che da 4 giorni e notti i lavoratori e la CGIL avevano organizzato davanti ai cancelli della Castelfrigo. Quale bilancio si può fare al termine di queste quattro giornate?

Almaviva – I lavoratori bocciano sonoramente l’accordo!

L’accordo è sonoramente bocciato dai lavoratori, a Palermo, dove si concentrano più della metà dei licenziamenti, i No sono stati 2.519 (il 95 per cento) contro appena 110 Sì. Anche a Roma (900 esuberi) e a Napoli (400 esuberi) il No vince con percentuali bulgare.

Solidarietà ai facchini Bormioli!

Piena solidarietà ai facchini Bormioli di Fidenza (Pr) e agli attivisti della Rete Diritti in Casa, sgomberati dalla polizia e trattenuti un pomeriggio in questura per l’identificazione e l’avvio di un’indagine.