23 Marzo 2020

Incassi dei supermercati alle stelle, diritti e salute dei lavoratori nelle stalle

Nelle scorse settimane i vari annunci dei restringimenti alle nostre libertà di circolazione e la chiusura forzata di vari esercizi commerciali che il governo ha messo in atto a seguito dell’emergenza Coronavirus ha generato il panico e ha spinto tantissimi italiani a riversarsi nei supermercati per fare scorte di generi alimentari vari.

Questo in un momento in cui ancora i suddetti non erano attrezzati a gestire l’emergenza con ingressi contingentati e le dovute protezioni fornite ai lavoratori. Le immagini degli scaffali vuoti hanno fatto il giro del web, e questo non è successo solo a Milano o in Lombardia ma un po’ in tutto il nord. Il risultato è stato l’assembramento di migliaia di persone in posti chiusi con un potenziale rischio di contagio altissimo, e questo non solo per i clienti ma anche per tutto il personale che nella maggior parte delle catene di distribuzione non erano ancora forniti di guanti e mascherine.

Crediamo che la gestione di questi annunci sia stata fatta quanto meno in maniera improvvisata, entrambe le volte a ridosso del weekend il che ha contribuito a generare la corsa agli alimenti, e a poco sono serviti gli appelli successivi dei media a non assaltare i supermercati perchè le merci continueranno a circolare, il danno ormai era stato fatto. Ma sicuramente questa situazione ha fatto salire gli incassi dei supermercati alle stelle, raddoppiati e perfino triplicati in particolare nelle due domeniche successive agli annunci delle restrizioni. I supermercati hanno fatto affari d’oro ed anche per questo alcuni punti vendita hanno ritardato l’applicazione degli ingressi contingentati, mostrando così un totale disinteresse per la salute dei lavoratori (e anche dei clienti), che non solo si è trovata a lavorare senza le dovute protezioni ma allo stesso tempo si è trovata a dover fronteggiare un’orda di clienti ‘impazziti’ e un carico di lavoro e di stress ai limiti del sostenibile per smaltire le file infinite.

Chi scrive ha ricevuto le mascherine soltanto la settimana scorsa, e siamo sicure di non essere state le sole; così mentre gli incassi salivano alle stelle le condizioni dei lavoratori scendevano nelle stalle, e questo non solo per quanto riguarda i dipendenti diretti ma anche le varie cooperative che allestiscono gli scaffali, i quali non solo lavorano in orari spesso notturni, ma nelle ultime settimane con un carico di lavoro ancora maggiore, e con la pressione di riempire gli scaffali svuotati durante il giorno. Nell’ultima settimana con gli ingressi contingentati le cose sono migliorate parecchio perchè entrando meno gente alla volta in negozio per forza di cose il carico di lavoro è spalmato sull’intera giornata, però la fila fuori dai negozi c’è sempre e comunque veniamo a contatto con centinaia di persone al giorno, esponendoci di fatto al rischio del contagio.

Chi scrive si rende perfettamente conto che il nostro settore è essenziale e non può chiudere perché la gente la spesa deve farla, però sicuramente si possono adottare delle misure per ridurre i rischi per i lavoratori: in primo luogo la distribuzione di mascherine con alto fattore protettivo, la chiusura dei supermercati alla domenica e nei giorni festivi, la chiusura anticipata di tutti i supermercati entro e non oltre le 20:00, il potenziamento della spesa online, naturalmente con la salvaguardia della salute e dei diritti dei rider e di tutti i lavoratori del settore.

Da troppo tempo il nostro settore subisce peggioramenti significativi ad ogni rinnovo del CCNL, è ora di dire basta! Le rivendicazioni fatte sopra dovrebbero essere valide anche nel periodo ‘normale’ insieme alla riconquista di tutti i diritti persi negli ultimi anni.

In questi giorni si parla di un intervento da parte del governo sull’orario di apertura dei negozi imponendo delle significative riduzioni, se ciò accadrà noi non saremo disposti ad accettare la cassa integrazione, e tantomeno a consumare ferie e permessi fin qui maturati, non possiamo accettare che dopo aver fatto profitti da record si scarichi sulle nostre spalle il costo di queste riduzioni!!!!

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