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Francia

Il PCF e le elezioni presidenziali francesi del 2017

Le elezioni presidenziali del 2017 sono al centro di una nuova e profonda crisi nel Partito comunista francese (PCF). Il segretario nazionale del partito, Pierre Laurent, ha rivolto un appello da diversi mesi per un “candidato comune” delle “forze vive della sinistra”, dicendosi rammaricato delle “divisioni”. In nome di questo approccio, la dirigenza del PCF si è rifiutata di coinvolgere il partito e i suoi attivisti nella campagna per Jean-Luc Mélenchon, che è stato il candidato del Fronte di sinistra nelle elezioni presidenziali del 2012.

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Francia – Respingiamo lo stato d’emergenza!

Dopo gli attentati del 13 novembre, il governo ha decretato lo stato d’emergenza su tutto il territorio nazionale, poi lo ha prolungato, attraverso un decreto legislativo approvato in parlamento il 18 e il 19 novembre, per tre mesi a partire dal 26 novembre.

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Francia: no alla El Khomri, è solo l’inizio!

Lo scorso 9 marzo, giorno in cui era prevista la discussione in parlamento del progetto di legge El Khomri (il ministro del lavoro), mezzo milione di giovani e di lavoratori sono scesi in piazza in tutta la Francia contro la riforma.

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Francia: La reazionaria e il banchiere al secondo turno – Mobilitiamoci per fermarli nelle piazze e alle elezioni politiche!

La dichiarazione di Révolution, la sezione francese della Tendenza Marxista Internazionale, pubblicata non appena sono stati resi noti i risultati del primo turno delle elezioni presidenziali.

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Francia – Dopo il secondo turno, preparare la controffensiva al governo Macron !

Lo scorso fine settimana in Francia, durante il secondo turno delle elezioni legislative, il 57,4% degli elettori non si è recato alle urne. La composizione della nuova Assemblea Nazionale è più che mai slegata dalla realtà politica del paese.

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Oggi in Francia domani in Italia – La lotta di classe non ha frontiere!

“La Cgt non detta legge”, questo è l’avvertimento ai sindacati del primo ministro socialista francese Manuel Valls. Gli ha fatto eco la Confindustria, chiedendo al governo di “ristabilire urgentemente lo Stato di diritto e di garantire ai salariati ed agli imprenditori la possibilità di lavorare”.