26 Ottobre 2020 Ola Kazeem, dalla Nigeria (www.marxist.com)

Il massacro della gioventù nigeriana fa esplodere una rabbia insurrezionale

I giovani nigeriani si sono ribellati alla brutalità della SARS, l’odiata squadra speciale di polizia. Né le concessioni né la frusta della reazione hanno sconfitto il movimento #EndSars, ma lo hanno fatto crescere ancora di più. Questo esplosione spontanea di rabbia deve essere posta su una base politica organizzata, rivolta esplicitamente contro il marcio regime capitalista.

Il 3 ottobre 2020, verso le 16:19 ora nigeriana, una persona su Twitter, che si fa chiamare Chinyelug, con solo 800 follower, ha twittato quanto segue:

La SARS ha colpito a morte contro un giovane a Ughelli nello stato del Delta, proprio in questo momento. Davanti all’hotel Wetland. L’hanno lasciato morto sul marciapiede e si sono allontanati con la loro jeep Lexus. Ho il video

In pochi minuti, è stato ritwittato oltre 10.000 volte. Chinyelug non sapeva di aver innescato uno dei più grandi movimenti giovanili nella storia della Nigeria. Non sapeva che era solo l’ultima goccia che avrebbe finalmente fatto traboccare il vaso, così come l’uccisione di Mohammed Bouazizi è stata l’ultima goccia che ha innescato la rivoluzione tunisina che è poi diventata la primavera araba del 2011.

L’omicidio avvenuto a Ughelli, riportato da questo tweeter, è solo uno dei migliaia di altri omicidi commessi dalla SARS (Squadra Speciale Anti Rapina) avvenuti senza alcuna ripercussione. I giovani di età compresa tra i 15 e i 35 anni sono particolarmente presi di mira. Vengono costantemente molestati per cose banali e ordinarie come intrecciarsi i capelli. La cosa peggiore è quando vengono trovati in possesso di telefoni costosi o alla guida di auto di lusso.

Il rapporto dell’UNESCO per il monitoraggio globale dell’istruzione afferma che la Nigeria rappresenta, a livello mondiale, quasi un quinto dei bambini che non vanno a scuola e ha uno dei tassi di abbandono scolastico più alti al mondo, ma la risposta a questo da parte dell’élite al potere in Nigeria è quello di criminalizzare un’intera generazione di giovani. Sono tutti sospettati di essere i cosiddetti ragazzi di Yahoo: cioè i truffatori della rete (la maggior parte dei quali sono le sfortunate vittime della crisi del capitalismo). Con il potere esclusivo di arrestare o addirittura uccidere senza spiegazione, la SARS si è evoluta fino a diventare molto più temuta dei rapinatori armati che avrebbe dovuto combattere. Estorce, uccide e arresta senza ricorrere a regole o regolamenti. Ma l’omicidio di Ughelli è stato il passo più lungo della gamba.

 

I punti di forza e di debolezza dei movimenti spontanei senza leader

Lagos, in quanto polo commerciale della Nigeria, è stato il primo luogo in cui i giovani sono scesi in strada. Il movimento si è dichiarato senza leader, e inizialmente chi avremmo potuto indicare come leader di questa magnifica lotta? È stato innescato da un incidente, ma la dialettica insegna che a volte “la necessità si esprime attraverso il caso”. Quello che stiamo vedendo è una conferma plastica di questa lezione di dialettica.

Il movimento si è annunciato al mondo con l’hashtag #EndSars e il 9 ottobre #EndSars era in cima ai tweet di tendenza a livello mondiale. Affermava innocentemente di respingere ogni forma di rivendicazione politica: voleva solo una cosa: “la fine della SARS”. Una regola informale per partecipare alle manifestazioni è che non può esserci distribuzione di volantini e nessuna esposizione di striscioni politici. Quelli che erano andati a manifestare con volantini sono stati cacciati. Nessuno può essere associato direttamente o indirettamente alla politica. Questo, ovviamente, non è un caso ma è dettato da una lunga esperienza della politica del capitalismo, dominata da livelli estremi di corruzione, furto, appropriazione indebita e perseguimento di interessi privati. I partecipanti non hanno sperimentato altre forme di politica (intendendo la politica rivoluzionaria) nella loro vita. Questa è una prova lampante dell’affermazione che “le masse non imparano dai libri ma dalla loro esperienza quotidiana”.

Il movimento ha anche affermato di opporsi a qualsiasi forma di direzione. E perché i manifestanti non dovrebbero sentirsi in questo modo? Solo due settimane prima, il 28 settembre per la precisione, i vertici sindacali avevano vergognosamente cancellato uno sciopero generale già programmato, senza aver ottenuto una sola concessione dal governo. Ciò ha creato un senso di repulsione nei confronti di qualsiasi forma di direzione da parte del movimento giovanile, che paragona quest’ultima a compromessi e tradimenti.

Un movimento spontaneo di questa portata, che non ha una chiara direzione centralizzata, ha i suoi vantaggi, ma anche grossi svantaggi. Il governo ha cercato invano di trovare il leader con cui negoziare, ma non ne ha trovato nessuno. Sono stati chiamati a negoziare diversi leader a caso, ma invece che calmare il movimento, si è solo gettata benzina sul fuoco. Il movimento ha continuato ad espandersi poiché nessuno aveva un’autorità abbastanza forte per spegnere l’incendio. Il governo ha immediatamente annunciato la messa al bando a livello nazionale delle unità della SARS e ha promesso di risarcire tutte le vittime delle ingiustizie della SARS, ma ha anche annunciato la formazione di un’altra unità di polizia in sostituzione, la SWAT. Tutto questo è troppo poco e troppo tardi. Invece che frenare il movimento, le masse si sono solo sentite più sicure della loro forza e le loro rivendicazioni hanno fatto un salto di qualità diventando alla fine politiche. Da #EndSars, lo slogan è diventato #EndSwat e #EndBadGovernance.

Il movimento si è poi diffuso in oltre 20 città del paese, soprattutto nel sud. Abuja, Kaduna, Minna, Makurdi, Kano e Jos nel nord hanno poi partecipato a questa festa degli oppressi.

Nonostante questi sorprendenti progressi, un movimento senza alcuna forma di dirigenza ha anche una sua debolezza interna. Non riuscirà ad affrontare uno stato ben organizzato e i suoi sistemi di repressione. Non c’è infatti una posizione coerente su cui mobilitare e dirigere il movimento.

 

Il governo mobilita teppisti e criminali

La protesta ha messo sulla difensiva le forze di polizia nigeriane, poiché è principalmente rivolta contro i loro eccessi. Ciò ha reso difficile per il governo utilizzare la polizia contro il movimento. Dunque hanno fatto ricorso all’uso di teppisti per attaccare pacifici manifestanti. In quasi tutti i centri della protesta, sono stati schierati criminali armati con il supporto attivo dei servizi di sicurezza dello Stato che attaccavano i giovani. La situazione ad Abuja è stata particolarmente grave, con oltre 200 auto dei manifestanti che sono state bruciate e circa cinque vite perse da entrambe le parti. Comunque, anche queste azioni si sono dimostrate inutili per fermare il movimento. Il governo ha annunciato che tutti gli agenti di polizia giudicati colpevoli saranno licenziati, mentre alcuni di quelli con reati minori verranno puniti. Anche questo è ovviamente arrivato troppo tardi ed è troppo poco.

 

Il massacro di Lekki del 20 ottobre

Il 20 ottobre a Lagos il regime ha giocato per la disperazione la sua ultima carta. I soldati sono stati mobilitati per reprimere violentemente la protesta. All’inizio della giornata, il governo dello stato di Lagos ha annunciato un coprifuoco di 24 ore, a partire dalle 16:00. Successivamente è stato spostato alle 21:00 dello stesso giorno, perché era ovvio che i manifestanti non avrebbero lasciato la piazza. Un video diventato virale, mostra dei soldati a Ikeja (il primo dei principali punti di concentramento della manifestazione di Lagos) che fraternizzano con i manifestanti e cantano canzoni di solidarietà insieme a loro.

Erano circa le 19 di sera quando si è diffusa la notizia del massacro pianificato dei manifestanti al casello di Lekki: il secondo centro principale del raduno. È stato un attacco ben orchestrato. Come prima cosa, circa un’ora prima è stata disattivata la televisione a circuito chiuso, anche le luci sono state spente, poi i soldati hanno iniziato ad aprire il fuoco sui pacifici manifestanti. Ciò ha rivelato la portata della selvaggia brutalità dell’élite dominante nigeriana. Secondo quanto riferito, circa 15 persone sono state uccise sul colpo e quasi 100 hanno subito ferite di diversa entità.

 

Ma la frusta della controrivoluzione è riuscita solo a attizzare ulteriormente il movimento. La reazione è stata immediata. Il casello multimilionario (in naira, la moneta nigeriana) di Lekki, che presumibilmente rastrella miliardi di naira al mese, è stato completamente bruciato. Gli hotel Oriental, appartenenti a Bola Tinubu, l’ex governatore dello stato di Lagos e sostenitore del partito al potere, sarebbero stati attaccati. Quasi 100 autobus del governo sono andati a fuoco. La casa della famiglia dell’attuale governatore, dove risiede sua madre, è stata data alle fiamme. La TVC (una rete televisiva, anch’essa collegata a Tinubu) è stata incendiata. L’applicazione del coprifuoco è ora impossibile e la rabbia delle masse è diventata incontrollabile. È stato anche riportato che lo stesso Tinubu sia fuggito dal paese nelle prime ore di oggi (21 ottobre).

L’élite dominante è divisa

Non è davvero possibile che un movimento di questa portata non riesca ad aprire una crepa visibile tra le fila dell’élite al potere. Inizialmente il piano era quello di fare intervenire i militari fin da subito, ma la massima gerarchia militare aveva respinto la richiesta. La rabbia dentro all’esercito è molto più forte che tra le masse civili. Le ragioni di ciò sono ovvie: la corruzione dei generali, il mancato adeguamento nel pagamento delle indennità e le continue vittime per mano dei terroristi di Boko Haram. I membri del Parlamento hanno ordinato al presidente di rivolgersi alla nazione. Probabilmente è stata la prima volta che questo Parlamento ha pubblicamente dato delle direttive al presidente, nel tentativo di scaricare la colpa da sé stessi.

 

Che fare?

I marxisti sono contrari ai disordini, ai saccheggi e agli incendi dolosi, ma la nostra opposizione non ha nulla in comune con le ipocrite obiezioni dell’élite al potere e dei loro sostenitori. Se tratti gli esseri umani come animali, agiranno come animali; se vengono trattati come esseri umani, risponderanno di conseguenza. Il vero colpevole è l’élite al potere e il suo sistema di oppressione e sfruttamento, che riduce ampi strati della società a pura materia prima per lo sfruttamento. Finché alla maggioranza della popolazione viene resa virtualmente impossibile una vita dignitosa, alcuni di loro cercheranno certamente di risolvere il problema su base criminale e individualistica. Non sta a noi alzare le mani impotenti e condannare i disordini, ma vogliamo trovare un modo per raggiungere i giovani che protestano.

I giovani nigeriani stanno lottando per trovare una via d’uscita dal vicolo cieco a cui li ha condannati il ​​capitalismo. Il nostro compito è risvegliare la coscienza politica dei giovani, e siamo molto fiduciosi che presto scopriranno che i disordini sono un inutile vicolo cieco.

Come disse una volta l’attivista e scrittore marxista Alan Woods, riguardo alle rivolte scoppiate in Gran Bretagna nel 2011:

I marxisti non si uniranno alla borghesia e ai suoi agenti nel loro ipocrita coro di denuncia. Seguiremo il buon consiglio di Spinoza: ‘Non ridere né piangere, ma capire.’ Il nostro compito è arrivare ai giovani, per aiutarli a trovare la strada giusta – la strada rivoluzionaria, la strada per la ricostruzione socialista della società“.

21 ottobre 2020

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