14 Gennaio 2021 Biagio Poliseno

Il lockdown non ha protetto i lavoratori

C’è una crisi che sembra essere passata in secondo piano durante lo scorso anno: i morti sul lavoro, le cosiddette “morti bianche”.


Mentre molti incidenti e malattie sono diminuiti durante il 2020 grazie alla diffusione di pratiche igieniche e il maggior tempo passato a casa (come gli incidenti stradali calati del 30%), lo stesso non vale per la classe lavoratrice. Già discriminata durante il primo lockdown tra Confindustria ed “imprenditori furbetti” che trovavano stratagemmi per non chiudere, durante tutto l’anno non sono mai veramente rimasti a casa.

Il primo slogan che abbiamo sentito il bisogno di lanciare è stato “i lavoratori non sono carne da macello”. La classe lavoratrice ha visto questo slogan diventare realtà sulla propria pelle.
Mentre l’INAIL afferma che ci sia stato un calo del 18% su infortuni e morti, stando ai dati assicurativi e contando solo i lavoratori della sanità come infortuni covid, l’osservatorio indipendente sulle morti bianche di Bologna, contando anche i morti in itinere e tutti i focolai, registra l’agghiacciante numero di 1600 morti bianche, di cui 574 morti solo all’interno del posto di lavoro e 134 erano “morti verdi” (braccianti investiti sui campi dai trattori).

Ancora più inquietante è che questi dati siano in linea con gli anni passati, senza alcun calo o protezione da parte del lockdown e del ‘maggior tempo passato a casa’.

 Con una media di 3,17 morti al giorno per la decade 2009-2019, di cui si parla troppo poco, vuol dire che c’è un’altra emergenza che non è finita. Questa emergenza è la lotta di classe.

Articoli correlati

Lotte e Sindacato

Alitalia: i lavoratori respingono il ricatto padronale

Il 24 aprile si è chiuso il referendum imposto ai lavoratori Alitalia sulla vergognosa pre-intesa firmato il 14 aprile da sindacati, governo e azienda. Il risultato è stato netto, su 11.673 lavoratori aventi diritto hanno votato in 10.184, quasi il 90%. Di questi il 67% ha bocciato la pre-intesa.

Corrispondenze Operaie

Non un passo indietro. I lavoratori di Gela in lotta!

Lunedì 18 gennaio circa 2500 lavoratori, tra indotto e diretto, hanno proclamato lo sciopero ad oltranza bloccando tutti gli accessi alla raffineria e alla città. Una città che di fatto vive grazie al lavoro della raffineria e che ora progressivamente sta morendo. Ai lavoratori in protesta si sono uniti familiari, negozianti e artigiani, fino al corteo di oggi 26 gennaio, in quella che non è più solo una vertenza aziendale ma è una lotta di tutta la città.

Corrispondenze Operaie

La STM di Agrate Brianza non chiude, mentre il virus uccide

Il Coronavirus miete vittime anche tra i lavoratori!
Sono tre i lavoratori metalmeccanici scomparsi in questi giorni per complicazioni da covid-19 tra Milano e la Brianza, uno all’Engie, uno alla Rcs Thales di Gorgonzola e infine un lavoratore della ST Microelectronics di Agrate Brianza.

Sindacato

Tesi approvate alla Conferenza dei Lavoratori di SCR

Pubblichiamo di seguito le tesi sul sindacato approvate alla Conferenza nazionale dei lavoratori di Sinistra, Classe, Rivoluzione che si è svolta il 13 e 14 Febbraio 2016 a Reggio Emilia.

Corrispondenze Operaie

BOLOGNA – “Non siamo carne da macello” Intervista a Gianplacido Ottaviano, Rsu Bonfiglioli

Gianplacido Ottaviano, RSU della Bonfiglioli riduttori di Calderara di Reno (Bo) è stato intervistato da Radio Città Fujiko, un’emittente locale, durante lo sciopero effettuato oggi in protesta contro i provvedimenti discriminatori presenti nel decreto di ieri del governo Conte.