13 Maggio 2019

Il cambiamento climatico è politico – e deve esserlo anche Extinction rebellion

Le recenti manifestazioni di Extinction Rebellion hanno dimostrato il senso di urgenza che c’è tra gli attivisti per evitare una catastrofe climatica. Ma come deve procedere il movimento ambientalista? Un articolo dei nostri compagni britannici di Socialist appeal.

Giovedì scorso, il 25 aprile, gli attivisti di Extinction Rebellion (XR) hanno segnato una “pausa” delle proteste con una cerimonia ad Hyde Park. Durante quasi due settimane di azioni dirette e manifestazioni, il movimento XR ha occupato spesso i titoli dei giornali, mentre migliaia di manifestanti ambientalisti hanno occupato i principali monumenti di Londra nel tentativo di costringere il governo a intervenire sulla questione climatica.

Durante i dieci giorni di proteste tra il 15 e il 25 aprile, sono stati arrestati oltre 1100 attivisti ambientali. Il commissario della polizia Cressida Dick ha detto che “non è mai venuta a conoscenza di nessuna singola operazione in cui siano state arrestate oltre 700 persone”.La portata delle proteste riflette una diffusa consapevolezza pubblica della gravità della situazione. La mancata riduzione in tempi rapidi delle emissioni porterà a cambiamenti climatici catastrofici. Stiamo già raggiungendo l’inizio di un devastante effetto domino che vedrà un aumento rapido ed esponenziale degli “eventi meteorologici estremi”, come la desertificazione, le inondazioni e gli incendi. Oggi c’è una vera minaccia all’esistenza della vita umana su questo pianeta.

 

Una coalizione molto ampia

Negli anni precedenti, le proteste climatiche sono state limitate in gran parte a piccole azioni come i climate camps. Ma negli ultimi mesi, il movimento ambientalista ha sviluppato un carattere di massa, in particolare tra i giovani. Il movimento di massa #YouthStrike4Climate, ad esempio, ha visto un milione e mezzo di studenti in 125 paesi astenersi dalle lezioni per rivendicare cambiamenti radicali e sistemici per fermare il riscaldamento globale. XR è diventato probabilmente la componente più importante di questo fiorente movimento ambientalista, con la sua strategia di azione diretta, non violenta e ad alta visibilità. Lo scopo di questa “ribellione” è di attirare l’attenzione sulla crisi ecologica senza precedenti che affligge il nostro pianeta e di fare pressione sul governo affinché accetti le sue richieste, che sono:

  1. “Dire la verità” dichiarando un’emergenza climatica ed ecologica.
  2. “Agire ora” con mezzi adatti a “fermare la perdita di biodiversità e ridurre le emissioni di gas serra a zero entro il 2025”.
  3. Creare un’assemblea dei cittadini sui cambiamenti climatici e la giustizia ecologica che guiderebbe l’azione del governo.

Per raggiungere questo obiettivo, i principali sostenitori della XR affermano di aver bisogno che il 3,5% della popolazione del Regno Unito – circa due milioni di persone – si unisca alla loro lotta. Di conseguenza, XR vuole coinvolgere uno schieramento molto ampio, tentando di guadagnarsi il sostegno da tutto le fazioni politiche.

Non c’è dubbio che una maggioranza degli attivisti di base di XR (soprattutto fra i giovani) sia chiaramente di sinistra. In particolare, fra gli studenti che hanno scioperato per il clima, molti rivendicano un cambiamento fondamentale di sistema come unico modo per risolvere la crisi.

Eppure gli organizzatori della XR hanno deciso di depoliticizzare il movimento ad ogni punto di svolta, nel tentativo di fare appello alla base più ampia possibile. Ad esempio, il video di reclutamento online su XR si apre con una spiegazione del perché la ribellione climatica si adatti anche all’ideologia conservatrice e liberale. Questo si è anche riflesso nei discorsi fatti dalle celebrità corteggiate da XR. Ad esempio, il naturalista Chris Packham ha invitato Theresa May e Michael Gove (un politico conservatore, ndt) a “venire a un confronto con noi e mostrarci che possiamo ricominciare a fidarci di voi”.

 

La questione di classe

Il problema è che il cambiamento climatico è politico. È una questione di classe. Sono i capitalisti e il loro sistema ad essere responsabili della distruzione del pianeta. È l’élite dei ricchi che è responsabile della maggior parte dell’inquinamento e dei rifiuti. Solo 100 grandi monopoli hanno prodotto oltre il 70% delle emissioni di gas serra negli ultimi decenni.

E solo la classe lavoratrice organizzata ha il potere di rovesciare il capitalismo e trasformare radicalmente la società per risolvere la crisi climatica. Ma questo non può essere fatto se il movimento è legato politicamente ai capitalisti, con un programma annacquato progettato per attirare i politici Tory del grande capitale. L’obiettivo delle proteste dello scorso aprile di XR- almeno nell’idea della leadership del movimento – era farsi ascoltare dal governo. Ma i negoziati con un primo ministro Tory (qualora accetti un confronto) sono destinati al fallimento. Il governo Tory, insieme a tutto l’apparato statale, rappresenta la classe capitalista. Fanno parte di un establishment che difende il sistema del profitto. Ed è questo sistema che è in definitiva responsabile della distruzione del nostro pianeta. Mantenendosi entro i limiti di questo caotico sistema, non è possibile risolvere la crisi climatica. Appellarsi a un governo che rappresenta la classe capitalista è quindi inutile. In realtà, è peggio che inutile; è dannoso, poiché conduce attivamente il movimento in un vicolo cieco.

Questi politici borghesi difendono gli interessi delle grandi imprese, non i bisogni della società e dell’ambiente. Non possiamo riporre le nostre speranze e la nostra fiducia in loro. Il programma di XR lo riconosce tacitamente includendo la richiesta di “assemblee di cittadini” estratti a sorte, per obbligare i governi a rendere conto del proprio operato e consigliarlo sui cambiamenti climatici. Ma non è chiaro perché queste assemblee sarebbero più affidabili dei politici eletti. E la realtà è che nessun governo del capitale potrà mai prendere consigli da chiunque che non sia un capitalista. Invece della nozione vaga di assemblee dei cittadini, è necessario combattere per un governo laburista con un programma socialista.

Questo dovrebbe rendere conto ad un movimento di massa della classe operaia, organizzato e coinvolto democraticamente attraverso il controllo e la gestione dell’industria da parte dei lavoratori. E invece di scegliere le persone a caso, abbiamo bisogno di rappresentanti eletti provenienti dalla classe lavoratrice – immediatamente revocabili e che ricevano un salario uguale alla media di quello dei lavoratori che rappresentano.

 

Emergenza climatica

Una delle principali richieste dell’XR è che il governo dichiari un’emergenza climatica. L’idea è che ciò segnerà la fine dell”ordinaria amministrazione”, spostando l’attenzione della società sulla risoluzione di problemi ambientali urgenti. Il problema è che la massima priorità per i capitalisti e i loro rappresentanti politici sarà sempre il profitto. Tutto il resto – anche la sopravvivenza futura della razza umana – sarà sempre subordinato a questa ragion d’essere, purché il sistema capitalista continui.

Il blocco del traffico organizzato da XR a Oxford Circus, Londra

Dopo decenni di consenso scientifico, il grande capitale e i loro sostenitori del Partito conservatore sono perfettamente consapevoli delle gravità della crisi climatica. Come ha detto Michael Gove, rispondendo alle proteste XR, “abbiamo ricevuto il messaggio”.

Eppure, come con la crisi economica del capitalismo, la classe dominante è completamente paralizzata di fronte al disastro, come un cerbiatto di fronte agli abbaglianti. Anche se i Tories dichiarassero un’emergenza climatica, come potrebbero essere in grado di agire su di essa?

Il capitalismo è un sistema basato sul profitto, sulla competizione e le gare al ribasso. Le aziende che non sono redditizie non sopravvivono. E le aziende che non riducono i costi non sono redditizie. Cercare di convincere o fare pressioni sui capitalisti affinché smettano di distruggere il pianeta semplicemente non funzionerà finché saremo costretti come società dalla fredda logica e dalle leggi del mercato.

Ciò è dimostrato dal totale fallimento dei trattati internazionali sui cambiamenti climatici. A scadenze egolari l’élite globale si riunisce per l’ennesimo summit “ultima possibilità”. Eppure ogni volta sono non sono d’accordo proprio su niente. L’ultimo trattato, l’inefficace accordo di Parigi, ad esempio, consente a ciascun paese di fissare i propri obiettivi non vincolanti per la riduzione delle emissioni. Qualcosa in più di questo semplicemente non è raggiungibile all’interno del sistema attuale.

 

Rosso e verde

Le ultime manifestazioni di XR hanno portato il movimento e le sue rivendicazioni stabilmente sotto i riflettori. Ma la fase di azione diretta delle manifestazioni ha già raggiunto i propri limiti. C’è una limitata quantità di tempo in cui si può occupare gli incroci e altri punti sensbili senza far avanzare ulteriormente il movimento.

Una delle tattiche chiave di XR, a riguardo, è di forzare arresti deliberati. Il gruppo fa riferimenti a figure come Nelson Mandela e Martin Luther King come fonte di ispirazione per le loro proteste non violente. Durante una recente protesta, un oratore ha annunciato alla folla: “Finora sono state arrestate 100 persone di questo movimento. Facciamo un grande applauso per loro. ”

Agli occhi di alcuni giovani attivisti, sacrificarsi per il movimento e per il pianeta deve sembrare un atto nobile e degno. Tuttavia, per i leader di questi movimenti presentare questa come una tattica efficace nella battaglia contro i cambiamenti climatici è disonesto e pericoloso.

I marxisti non sono pacifisti. Sappiamo che gli interessi degli sfruttati e degli sfruttatori sono fra di loro inconciliabili. Quindi è corretto aspettarsi e prepararsi allo scontro con l’élite dominante e lo stato che esiste per proteggerla.

Tali battaglie, tuttavia, non dovrebbero essere combattute semplicemente da alcuni individui coraggiosi, ma piuttosto dalla classe lavoratrice organizzata. Non abbiamo solo bisogno di azioni eclatanti – abbiamo bisogno di cambiamenti politici sistematici. Siamo a favore di un’azione diretta, ma deve essere un’azione diretta di massa, che coinvolga la massa di lavoratori e giovani. E deve mirare a elevare la coscienza politica – legata all’idea di trasformare la società lsu basi socialiste.

Coloro che furono coinvolti a suo tempo in proteste non violente nel movimento per i diritti civili non cercavano l’arresto come sostituto per l’azione politica e l’organizzazione. Questo è fondamentale se vogliamo arrivare un cambiamento autentico e duraturo.

In un video promozionale, uno degli organizzatori di XR afferma che quello che serve sono 400 arresti. Questo uno degli obiettive che individua per i sostenitori del movimento. Ma agli occhi dello stato capitalista, poche centinaia di persone arrestate non significano nulla.

In effetti, se siamo seri in questa lotta (e dobbiamo esserlo), c’è molto più da fare che essere arrestati. Abbiamo bisogno di prendere il controllo delle fabbriche, espropriando i capitalisti e le loro industrie per pianificare l’economia a beneficio dei molti non dei pochi.

Quindi qual è la strada da percorrere?
Molti nel movimento ambientalista stanno già sollevando la necessità di cambiare il sistema. Articoli recenti nei media mainstream (vedi qui e qui) hanno apertamente espresso l’urgenza di abbattere il capitalismo per evitare il disastro ecologico. Gli attivisti di XR dovrebbero coraggiosamente porre questa rivendicazione al centro del programma del movimento.

Se il sistema capitalista fosse sostituito con una pianificazione socialista della produzione, la moderna tecnologia ecologica potrebbe essere utilizzata in tutto il processo produttivo per perseguire i bisogni delle persone e del pianeta, non del profitto.
Un simile piano economico, sotto il controllo della classe lavoratrice, avrebbe al centro la decarbonizzazione dell’energia, industria e trasporti.

Le rivendicazioni del movimento ambientalista possono facilmente essere collegate alle rivendicazioni del movimento operaio per una fine dell’austerità e una vita dignitosa per tutti. Il programma del “Green New Deal” del Partito laburista va in questa direzione, seppure in maniera parziale, ponendo esplicitamente tutta una serie di rivendicazioni ambientali su una base di classe – cioè, una questione di chi possiede e controlla la nostra economia – rivendicando la nazionalizzazione di settori chiave come trasporti ed energia.

 

Energia, case e trasporti

Il potenziale è evidente, se solo consideriamo alcuni semplici esempi.
In termini di energia: più di 2.3 milioni di famiglie vivono in condizioni di povertà energetica; nel frattempo, le principali società dell’energia continuano ad alzare i prezzi. La soluzione è nazionalizzare le sei grandi società dell’energia e l’intera rete, garantendo a tutti il servizio strappandolo dalle mani degli affaristi. Con la proprietà collettiva, potremmo investire nelle energie rinnovabili e al contempo tagliare i prezzi per i consumatori.

Allo stesso tempo, ci servono investimenti urgenti nell’edilizia abitativa. Invece che permettere agli speculatori dell’edilizia di sfuggire alle regole (inclusi i regolamenti ambientali), dovremmo espropriare le grandi imprese edili e immobiliari. In questo modo, potremmo intraprendere un programma pubblico di massa di ristrutturazione delle case già esistenti e costruire nuova edilizia popolare di alta qualità ed efficienza energetica.

Inoltre, il nostro sistema di trasporti è nel caos. Progetti come Crossrail (una linea ferroviaria rapida che dovrebbe collegare Londra alle contee vicine, ndt) sono nel dissesto più totale come risultato del taglio degli investimenti e dell’esternalizzazione. Soltanto nell’ultimo decennio, più di 3000 linee di autobus sono state cancellate. Un trasporto pubblico scarso e costoso significa che milioni di lavoratori sono obbligati ad usare la macchina. Questo è distruttivo per il nostro ambiente, oltre ad essere gravemente inefficiente. Dovremmo questo caos con un trasporto pubblico di qualità, esteso all’intero territorio, integrato, coordinato e accessibile.

Questa non è certamente una lista esaustiva delle modalità in cui il movimento operaio e quello ambientale possono essere collegati. Ma mostra il potenziale che c’è e fornisce una chiara strada da percorrere.

 

Il capitalismo sta uccidendo il pianeta

Il Green New Deal del Partito laburista è un buon inizio. Comprende la nazionalizzazione di alcuni settori importanti. Ma abbiamo bisogno di un piano generale di produzione che integri energia, industria e le banche, sostituendo il sistema basato sul profitto con uno basato sui bisogni.
E la proposta del GND laburista non risponde all’annosa questione che viene posta alla sinistra: con quali soldi?

I soldi chiaramente ci sono, ma attualmente stanno nelle tasche degli stessi capitalisti e banche che ci stanno portando sull’orlo del baratro ecologico. Soltanto nella banche britanniche, ci sono depositati circa 700 miliardi di sterline, che non riescono a trovare uno sbocco redditizio per la borghesia a causa della crisi di sovrapproduzione capitalista.

Espropriando le banche, questo denaro potrebbe essere rapidamente investito nella decarbonizzazione e nelle infrastrutture ecosostenibili. Invece di fare pressione sulle banche perché “disinvestano” dalle fonti fossili, dovremmo nazionalizzare le banche e i grandi produttori di energia. Soltanto prendendo il controllo delle banche e dei principali monopoli saremo in grado di utilizzare la ricchezza, le risorse e le tecnologie della società per risolvere le pressanti questioni ambientali che ci troviamo di fronte.

Come i movimenti come XR e #YouthStrike4Climate hanno dimostrato, la gente sta cercando risposte. La salute del nostro pianeta è una questione politica, quindi abbiamo bisogno di una risposa politica: un governo socialista a guida Labour armato con un programma economico e ambientale basato su una pianificazione socialista della produzione.

La grande maggioranza dei lavoratori e dei giovani comprendono la natura urgente della situazione, ma si sentono impotenti. Non importa quanti sforzi mettano nel migliorare i propri comportamenti individuali, è una goccia nell’oceano confrontata con la devastazione imposta sul clima dai capitalisti.

Il fatto è che sotto il capitalismo, il vero potere risiede nelle banche e nei consigli d’amministrazione delle multinazionali. Per controllare e pianificare l’economia negli interessi della maggioranza, queste banche e monopoli devono essere espropriati per essere messi al servizio dei bisogni della società, e non a servizio dei profitti dei parassiti che stanno uccidendo la Terra.

 

30 aprile 2019

 

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