1 febbraio 2016

I lavoratori Goodyear ed Air France criminalizzati – Un appello per la solidarietà Internazionale

Il 12 gennaio, otto ex dipendenti della Goodyear, tra cui cinque delegati del Confédération Générale du Travail (CGT, una dei più grandi confederazioni sindacali di Francia), sono stati condannati a due anni di prigione, di cui almeno 9 mesi da scontare in carcere.

Ufficialmente, questa sentenza è diretta a punire la loro partecipazione alla 30 ore di “sequestro” di due dirigenti (amministratori delegati) della Goodyear nel gennaio del 2014. Dopo sette anni di lotta contro la chiusura della loro fabbrica ad Amiens, gli operai hanno ala fine sfidato il silenzio di una direzione aziendale che si era rifiutata di rispondere alle loro richieste. Costringendo i due amministratori delegati a rimanere in fabbrica, i lavoratori hanno cercato di far sentire le loro ragioni. I due dirigenti non sono stati maltrattati; potevano fare telefonate, e gli sono stati dati cibo e bevande.

La fabbrica ha chiuso. Più di 1100 lavoratori hanno perso il posto di lavoro. La maggior parte sono ancora disoccupati ad oggi. Dal giorno della chiusura, non ci sono stati solo 12 suicidi tra coloro che sono stati licenziati, ma anche divorzi, famiglie spezzate e case vendute. Sullo sfondo di questa catastrofe sociale, gli operai Goodyear hanno combattuto coraggiosamente. Ed è ovviamente per il fatto di aver avuto il coraggio di combattere e resistere che sono stati condannati il ​​12 gennaio per volere del pubblico ministero (vale a dire, un rappresentante dello Stato).

Questa è stata una decisione politica, realizzata e difesa dalle più alte sfere del governo, con un obiettivo molto chiaro: intimidire tutta la classe operaia francese e fargli capire che deve subire passivamente gli attacchi dei padroni – o affrontare sanzioni molto severe. Mai prima d’ora, sotto la Quinta Repubblica, degli attivosti sindacali erano stati condannati al carcere per forme di resistenza.

Lo scorso ottobre, il governo Hollande aveva etichettato come “teppisti” i lavoratori di Air France in lotta contro la proposta di licenziamento di 2.900 dipendenti. Cinque dipendenti Air France sono stati licenziati e saranno processati in tribunale il 27 maggio, accusati di essere gli organizzatori dalla nota protesta della camicia strappata. Anche in questo caso il governo e i padroni vogliono dare una lezione alla classe operaia francese. Vogliono infliggere un duro colpo contro coloro che osano ribellarsi alla regressione sociale, ben sapendo che questa non potrà che continuare e intensificarsi. La crisi del capitalismo non lascia alternativa alla classe dominante e ai suoi lacchè “socialisti” nel governo. Si stanno preparando nuove offensive contro le condizioni di vita e di lavoro delle masse lavoratrici. Questo è il progetto fondamentale dietro la condanna del 12 gennaio.

Lo stato di emergenza e la propaganda reazionaria che i mass media stanno gonfiando dopo gli eventi del 13 novembre, ha creato un clima in cui il governo ritiene favorevole per criminalizzare l’attività sindacale. La risposta del movimento operaio deve essere massiccia e determinata. Il successo della petizione CGT-Goodyear ha dimostrato il potenziale che esiste.

I compagni della Goodyear hanno annunciato di essere liberi fino al nuovo processo di appello. Dobbiamo continuare la mobilitazione, superando il silenzio dei media per spiegare l’accaduto e il suo significato politico in tutti i luoghi di lavoro e nei quartieri. I giovani delle scuole superiori devono essere mobilitati. Non ci deve essere assolutamente alcuna punizione per i cinque di Air France e gli otto di Goodyear! l’attività sindacale non è un’attività criminale!

Deve essere organizzata la solidarietà internazionale. La Tendenza Marxista Internazionale – che in Francia è conosciuta come Revolution – sta organizzando una petizione per fare appello alla solidarietà in oltre 30 paesi. Chiediamo a tutti i lavoratori, attivisti sindacali e di sinistra di firmare questa petizione. Di seguito un elenco dei primi firmatari. Dove siamo presenti, la TMI farà far conoscere la situazione dei compagni di Air France e Goodyear nel modo più ampio possibile. Invitiamo i giovani e lavoratori di tutto il mondo a firmare questa petizione, chiedendo che il governo francese ritiri la condanna con cui ha colpito i nostri compagni.

Primi firmatari in Italia:

Mario Iavazzi (Direttivo nazionale Cgil),
Paolo Brini (Comitato centrale Fiom-Cgil), Diana Terzi (Direttivo nazionale Flc-Cgil), Paolo Grassi (Direttivo nazionale Nidil-Cgil),

Davide Bacchelli (Rsu Fiom, Ima Bologna), Orlando Maviglia, Roberta Serego (Rsu Fiom-Cgil Minarelli Bologna), Giampietro Montanari (Fiom-Cgil Rsu Cesab Bologna), Domenico Minadeo (Direttivo Fiom-Cgil Bologna),Giuseppe Violante (Rsu Fiom-Cgil Maserati Modena), Matteo Parlati (Rsa Fiom-Cgil Ferrari Modena), Luca Paltrinieri (Direttivo Fiom-Cgil Modena), Piero Ficerà (Direttivo Fiom-Cgil Modena), Daniele Prampolini (Direttivo Fiom-Cgil Modena), Davide Ledda (Rsu Fiom-Cgil Cft Parma), daniele Chiavelli (Direttivo Flc-Cgil Mantova), Giamplacido Ottaviano (Fiom-Cgil, Rsu Bonfiglioli Bologna), Matteo Elia (Rsu Fiom-Cgil Lucchini Lecco), Ivano Mantovani (Rsu Fiom-Cgil Fonderie Torbole Brescia), Giorgio Giorgini (Direttivo Marche Fiom-Cgil), Ilic Vezzosi (Direttivo Cgil Reggio Emilia), Luca Ibattici (Rsu Fiom-Cgil Spal Reggio Emilia), Marco Mussini (Direttivo Fiom-Cgil Reggio Emilia), Vincenzo Chianese e Domenico Loffredo (Direttivo Fiom-Cgil Napoli), Davide Tognoni (Rsu FP-Cgil Comune di Rolo Reggio Emilia), Simona Leri (Rsa Filcams-Cgil Coop Modena), Irene Forno (Direttivo Nidil-Cgil Milano), Antonio Forlano (Rsu Filt-Cgil Ups Milano), Laura Parozzi, Cinzia Crespi (Rsu Ups Filt-Cgil Vimodorone-Milano), Barbara Lietti (Rsu FP-Cgil Ospedale Sacco-Milano), Luca Pezza (Rsu Filctem-Cgil Michelin Milano), Angelo Raimondi (Rsa-Filcams-Cgil Esselunga Corbetta Milano).

Invia la tua adesione a redazione@rivoluzione.red

Articoli correlati

Francia – Sull’orlo di una crisi rivoluzionaria

La situazione sociale e politica in Francia evolve ad altissima velocità. In meno di un mese, lo svilupparsi del movimento dei gilet gialli ha posto il paese sull’orlo di una crisi rivoluzionaria. Nei prossimi giorni questo limite può essere oltrepassato. Che cosa determinerà questo passo in avanti?

Francia: il movimento al bivio decisivo!

Più di un milione di lavoratori e studenti sono scesi in piazza il 31 marzo in circa 200 cortei svoltisi in ogni angolo del paese contro il “Jobs act” alla francese promosso dal governo socialista. La classe dominante ha di che preoccuparsi.

Air France – Nessuna persecuzione contro i lavoratori! Mobilitiamoci!

In meno di 24 ore, l’immagine del direttore delle risorse umane di Air France con la camicia strappata ha girato il mondo. Il sistema delle imprese e il governo l’ha usata per martellare l’opinione pubblica e farle credere che i lavoratori di Air France sono, nelle parole del presidente del Consiglio, “teppisti”.

Presidenziali 2017: la Francia sul filo del rasoio

Senza ombra di dubbio, il fattore che sta caratterizzando la fase finale della campagna elettorale è l’ascesa repentina di Jean-Luc Mélenchon, ex leader del Fronte di Sinistra ed ora candidato della Francia Ribelle, movimento politico da lui stesso fondato.

Francia – Benoit Hamon e la farsa dell’ “unità della sinistra” !

La sconfitta di Mauel Valls alle primarie del Partito Socialista è stata celebrata, o quantomeno apprezzata, ben oltre l’elettorato di Benoit Hamon (il quale ha ricevuto 1,2 milioni di voti). L’ex Primo Ministro Valls è uno dei rappresentanti più conseguenti della linea di destra, pro-capitalista, della direzione del PS.

Francia – É lotta di classe!

Lo spettro di un nuovo Maggio ’68 inizia ad aleggiare minaccioso sulla classe dominante francese. La riforma del lavoro del ministro El-Khomri, un Jobs Act renziano in salsa francese, ha innescato una mobilitazione di massa della gioventù e della classe lavoratrice.