24 Gennaio 2019

Guaidò si autoproclama Presidente della Repubblica. È iniziato il colpo di stato

Come abbiamo denunciato in Venezuela è in corso un colpo di stato promosso dall’imperialismo e dai suoi lacchè del cartello di Lima, messo in campo dai burattini dell’opposizione.

Oggi 23 Gennaio, il Golpe ha è entrato nella sua fase superiore di esecuzione con l’autogiuramento del deputato Gaido come presidente incaricato della Repubblica.

La risposta della Casa Bianca non si è fatta attendere, quasi in contemporanea con l’esecuzione del piano golpista, ha dichiarato attraverso twitter che  “Il Presidente Donald Trump ha riconosciuto ufficialmente il Presidente dell’Assemblea Nazionale venezuelana, Juan Gaido, come presidente ad interim del Venezuela”

Allo stesso tempo, il segretario del ministero delle colonie Usa (OSA), Almagro, si è pronunciato a favore dei golpisti, oltre ad aver riconosciuto, il giorno precedente, la designazione di un ambasciatore all’Osa da parte dell’Assemblea nazionale.

Da parte sua, Diosdado Cabello, dirigente del Psuv e presidente dell’Assemblea Nazionale Costituente, nella manifestazione filogovernativa ha fatto appello ai chavisti e riunirsi davanti palazzo Miraflores, dal quale Maduro si rivolgerà al popolo, sostenendo che “Il Presidente è Nicolas Maduro. Ci attaccheranno. Però vi chiedo in nome di Chavez, che se accade qualcosa a qualcuno di noi, coloro che verranno dopo a raccogliere la nostra bandiera e portarla avanti”.

Di fronte all’ingerenza imperialista , il presidente Maduro ha annunciato la rottura delle relazioni con il governo Usa, concedendo 72 ore di tempo al corpo diplomatico perché lasci il paese. In tutta risposta il presidente fantoccio degli Stati Uniti ha risposto con un comunicato in cui rivolge un appello a “tutti i responsabili delle missioni diplomatiche” “a continuare ad operare in Venezuela”

Allo stesso tempo invoca un salto di qualità nell’ingerenza imperialista, che lasciando i propri corpi diplomatici nel paese starebbe infrangendo ancora di più la nostra sovranità.

Anche Marco Rubio, conosciuto come acerrimo nemico della rivoluzione bolivariana, si è aggiunto alla canea reazionaria con il suo appoggio al golpe, rivendicando l’espulsione de i diplomatici venezuelani ed a riconoscere quelli designati dal presidente fantoccio.   

Come Lucha de Clases, sezione Venezuelana della Tendenza Marxista Internazionale, abbiamo ribadito chiaramente che siamo contro la politica del governo Maduro perché la conciliazione di classe non fa altro che caricare il peso della crisi sulle spalle del popolo lavoratore, soffoca l’iniziativa rivoluzionaria delle masse, mina le conquiste della rivoluzione e prepara la strada alla vittoria della reazione.

Allo stesso tempo rendiamo chiaro  il nostro rifiuto categorico  e assoluto del Colpo di Stato promosso dall’asse Trump-Bolsonaro-Almagro e dai suoi lacchè del cartello di Lima. L’arrivo al potere dell’opposizione reazionaria appoggiata dall’imperialismo significherebbe un disastro per il popolo povero e per i lavoratori dal punto di vista economico , sociale, politico e democratico. Non possiamo avere dubbi su questo.

Il piano di transizione dell’Assemblea nazionale parla chiaramente di privatizzare tutte le imprese nazionalizzate, di licenziamenti di massa nel settore pubblico, etc. ovvero una politica chiaramente antioperaia e filo padronale.

L’unico modo di combattere il Golpe reazionario è basarsi sull’energia rivoluzionaria delle masse della classe lavoratrice e dei contadini poveri. Bisogna costituire milizie in ogni quartiere, comunità e fabbrica. Bisogna occupare le fabbriche sotto il controllo operaio. Bisogna occupare i latifondi e difenderli con Brigate di Difesa Popolare che già esistono in differenti regioni del paese.

Per combattere il Golpe bisogna togliere ai banchieri e ai padroni che li finanziano il potere economico.

L’espropriazione di tutte le grandi imprese e le multinazionali implicate nel golpe.

L’occupazione di tutte le imprese paralizzate e semiparalizzate per fare ripartire la produzione sotto il controllo operaio sulla base di un piano di produzione democratico che abbia lo scopo di soddisfare i bisogni della maggioranza. Basta concessioni ai capitalisti, è necessaria l’espropriazione delle banche, delle grandi imprese e dei latifondi sotto il controllo operaio e delle comunità contadine organizzate .

Il compito di combattere il golpe va di pari passo con l’ urgenza di risolvere le necessità quotidiane del popolo lavoratore e si può fare solo ponendo fine alla politica dei patti, delle negoziazioni e delle concessioni alla borghesia, che è la classe che organizza il golpe, e sviluppando una politica che ponga gli interessi della maggioranza del popolo lavoratore al di sopra di tutto.

Questo non è un momento per i dubbi. L‘imperialismo, che ha attaccato il popolo venezuelano attraverso sanzioni economiche e blocchi finanziari, ha fatto un salto di qualità e è entrato in una fase decisiva del suo piano golpista.

Per questo rivolgiamo un appello ai popoli del mondo, ai lavoratori e ai giovani a mobilitarsi contro il colpo di stato reazionario imperialista e realizzare iniziative di protesta in tutti paesi davanti le ambasciate e i consolati di Stati Uniti e Canada.

Espropriare la borghesia!

Giù le mani dal Venezuela!

Yankees Go Home! 

23 gennaio 2019

*sezione venezuelana della Tendenza marxista internazionale (luchadeclases.org.ve)

  

 

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