Grecia, nuovo sciopero generale contro l’austerità senza fine

È iniziato questa mattina in Grecia uno sciopero generale di 24 ore. Si protesta contro le nuove misure di austerity richieste dai creditori e che sono in discussione nel Parlamento greco. Lo sciopero, convocato dai sindacati Adedy e Gsee del settore pubblico e privato, è già cominciato ieri nel settore marittimo.  Buona partecipazione nel settore pubblico, con scuole e ospedali bloccati. Il governo di Alexis Tsipras ha varato un piano, dettato da Ue e Fmi, con nuove misure di rigore per un totale di 4,9 miliardi di euro, che dovrebbero essere applicate tra il 2018 e il 2021, vale a dire subito dopo la fine del programma di risanamento già in corso.

Un’immagine del corteo di oggi ad Atene

Questi provvedimenti prevedono l’inasprimento delle leggi antisciopero, una maggiore facilità di licenziamento per gli attivisti sindacali, tagli allo stato sociale per 530 milioni di euro, ulteriori tagli alle pensioni (fino al 18% dell’assegno, circa il 9% in media per tutti i pensionati) e nuovi aumenti di imposte, pari a circa 650 per ogni contribuente. Non si fermano le privatizzazioni: sarà messo in vendita il 17% dell’azienda elettrica statale, il 35% di quella petrolifera, il 30% dell’aeroporto internazionale di Atene, il 65 dell’azienda statale del gas.
Con questo piano, che dovrebbe essere adottato dal Parlamento entro venerdì, il governo di Atene spera di poter aprire la trattativa per una ristrutturazione del debito greco, pari al 179% del Pil, durante la riunione dei ministri delle Finanze dell’Eurozona il 22 maggio.
L’austerità è senza fine e le promesse del governo di Tsipras, che aveva solennemente giurato che dal 2018 non ci sarebbero stati più tagli, sono state tutte smentite. Nulla sembra cambiato dai tempi dei governi di Nuova democrazia. La povertà cresce, mentre cresce unicamente l’affidabilità di Tsipras fra i governi europei. La lezione di poco più di due anni di governo di Syriza è che il capitalismo è irriformabile e snatura ogni forza di sinistra che tenti di riformarlo.
Lo sciopero di 24 ore di oggi potrà essere efficace se non si limiterà ad essere una valvola di sfogo, come lo sono stati, nelle intenzioni dei dirigenti sindacali, gli oltre trenta scioperi generali portati avanti negli ultimi anni. In caso contrario rappresenterà l’ennesima occasione sprecata. Lo sciopero avrebbe dovuto essere organizzato ad oltranza, e durare lungo tutta la discussione in Parlamento del nuovo pacchetto di controriforme.
Nell’organizzare l’opposizione al governo Tsipras, il Kke, il suo fronte sindacale, il Pame, che nei cortei di oggi rappresentava il settore più combattivo dei lavoratori e le altre forze di sinistra hanno la maggiore responsabilità. Come spiegato dai nostri compagni della Tendenza comunista in Grecia, la lotta è politica e deve essere intrapresa con un programma rivoluzionario di trasformazione socialista,

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Ieri in Grecia si sono svolte una serie di manifestazioni, che hanno coinvolto principalmente studenti e insegnanti, contro le misure reazionarie che il governo di Nuova Democrazia sta cercando di far passare nelle università e nelle scuole. Più di 4.000 manifestanti sono scesi in piazza ad Atene. Ci sono state anche manifestazioni a Salonicco e in altre città della Grecia, sfidando i divieti imposti dal governo.

La manifestazione è avvenuta nonostante il fatto che in Grecia è in vigore il lockdown e nonostante il fatto che il governo abbia proibito qualsiasi riunione pubblica per la durata di una settimana. Il governo ha usato la scusa della pandemia per vietare qualsiasi manifestazione, minacciando l’intervento delle forze dell’ordine e multe contro i manifestanti.

Questo ha fatto infuriare i giovani, che sono scesi in strada senza paura. Il sindacato degli insegnanti OLME e il sindacato dei dipendenti pubblici ADEDY hanno chiesto apertamente ai lavoratori e ai giovani di sfidare i divieti e di scendere in piazza.

La legge che il governo sta cercando di far passare in parlamento finirà per ridurre drasticamente il numero di studenti che possono studiare nell’università pubblica. E, naturalmente, gli esclusi saranno principalmente gli studenti della classe lavoratrice più povera che non hanno soldi per pagare l’istruzione privata e sono costretti a lavorare.

Il principale provvedimento che ha fatto infuriare studenti e docenti è l’introduzione di una forza di polizia, denominata
OPPI («Gruppi Difesa Istituto Universitario»)
che opererà all’interno delle università, con il chiaro scopo di reprimere il movimento studentesco universitario.
(ndt:
dalla fine della dittatura, nel 1973, era proibito per legge alle forze di polizia di entrare nelle universitaria. Questa legge è stata cancellata dal governo di ND l’anno scorso)

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La manifestazione di oggi ribadisce (dopo le manifestazioni studentesche e la manifestazione antifascista di ottobre) che c’è uno stato d’animo esplosivo nei giovani in Grecia che potrebbe esplodere da un momento all’altro.

In precedenti manifestazioni c’erano stati controlli di polizia ed erano state comminate sanzioni pecuniarie. Questa volta, però, il governo e la polizia hanno deciso di farsi da parte per paura di rendere ancora più combattive le manifestazioni.

La tendenza marxista in Grecia ha partecipato alle manifestazioni e continuerà ad intervenire energicamente in questo movimento giovanile che si sta sviluppando, alzando la bandiera del socialismo rivoluzionario come unica via d’uscita dall’incubo della crisi capitalista.

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