Grecia – La vendetta del Capitale

Nelle prossime ore come Tendenza marxista internazionale pubblicheremo un’analisi approfondita dell’accordo appena raggiunto a Bruxelles. Nel frattempo c’è un’unica espressione che può descrivere il comportamento della borghesia europea nei confronti del governo greco: volontà di umiliazione.

I capi di governo capitanati dalla Merkel hanno voluto infliggere un’umiliazione politica a Tsipras, per aver osato convocare un referendum sull’austerità e aver fatto appello alle masse. Ma soprattutto, per averlo vinto, solo una settimana fa, il 5 luglio.
I padroni dell’Europa non potevano perdonare un simile affronto. Alexis Tsipras, avendo scelto di non mobilitare le masse, come per il referendum, non aveva altra scelta che piegare il capo di fronte alla potenza economica del capitalismo tedesco.
Quello sottoscritto oggi a Bruxelles è una vera e propria cessione di sovranità da parte di un governo verso le “istituzioni” internazionali.
Un terzo piano di salvataggio è condizionato dall’Eurogruppo all’approvazione entro mercoledì 15 (dopodomani!) di quattro leggi di controriforma (pensioni, Iva, mercato del lavoro, spesa pubblica…)
Il prestito da parte della Troika sarà garantito da un fondo di privatizzazione di 50 miliardi di euro (praticamente l’intero patrimonio dello Stato ellenico) gestito da un organismo indipendente, con sede ad Atene, sotto la supervisione della Troika. Sempre la Troika avrà diritto di veto su tutte le proposte che saranno discusse d’ora in poi in Parlamento. Prima infatti, dovranno essere “visionate” dalle istituzioni.
Non è prevista alcuna ristrutturazione del debito, come chiesto da Tsipras e dal Parlamento greco nel suo voto di venerdì scorso.
Sono misure di una durezza inaudita, nemmeno lontanamente paragonabili a quelle approvate dai governi precedenti, come quelli di Samaras o Papandreu.
Risulta impossibile pensare che questo ultimatum possa essere approvato dall’attuale maggioranza parlamentare ad Atene. Già per il pacchetto di misure di austerità approvato venerdì scorso per il governo erano stato necessari i voti dell’opposizione. Il primo effetto politico dell’accordo di oggi sarà, molto probabilmente, la divisione di Syriza.
Alla ferocia dimostrata dalla Troika le masse greche devono opporre tutta la determinazione e la fierezza dimostrata con l’ “Oxi” del 5 luglio. C’è la possibilità che la confederazione dei lavoratori del pubblico impiego (Adedy) dichiari uno sciopero generale per domani, giorno in cui il parlamento sarà convocato per votare le controriforme.
La risposta al “colpo di stato” della Troika può e deve essere solo la lotta di massa. L’alternativa può essere solo rivoluzionaria: l’esperienza di questi cinque mesi dimostra che se si vuole farla finita con l’austerità bisogna porre fine al capitalismo.

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Grecia – Studenti e lavoratori sfidano lo stato e manifestano contro Nuova Democrazia

Ieri in Grecia si sono svolte una serie di manifestazioni, che hanno coinvolto principalmente studenti e insegnanti, contro le misure reazionarie che il governo di Nuova Democrazia sta cercando di far passare nelle università e nelle scuole. Più di 4.000 manifestanti sono scesi in piazza ad Atene. Ci sono state anche manifestazioni a Salonicco e in altre città della Grecia, sfidando i divieti imposti dal governo.

La manifestazione è avvenuta nonostante il fatto che in Grecia è in vigore il lockdown e nonostante il fatto che il governo abbia proibito qualsiasi riunione pubblica per la durata di una settimana. Il governo ha usato la scusa della pandemia per vietare qualsiasi manifestazione, minacciando l’intervento delle forze dell’ordine e multe contro i manifestanti.

Questo ha fatto infuriare i giovani, che sono scesi in strada senza paura. Il sindacato degli insegnanti OLME e il sindacato dei dipendenti pubblici ADEDY hanno chiesto apertamente ai lavoratori e ai giovani di sfidare i divieti e di scendere in piazza.

La legge che il governo sta cercando di far passare in parlamento finirà per ridurre drasticamente il numero di studenti che possono studiare nell’università pubblica. E, naturalmente, gli esclusi saranno principalmente gli studenti della classe lavoratrice più povera che non hanno soldi per pagare l’istruzione privata e sono costretti a lavorare.

Il principale provvedimento che ha fatto infuriare studenti e docenti è l’introduzione di una forza di polizia, denominata
OPPI («Gruppi Difesa Istituto Universitario»)
che opererà all’interno delle università, con il chiaro scopo di reprimere il movimento studentesco universitario.
(ndt:
dalla fine della dittatura, nel 1973, era proibito per legge alle forze di polizia di entrare nelle universitaria. Questa legge è stata cancellata dal governo di ND l’anno scorso)

Studenti e lavoratori: unitinella lotta!

La borghesia greca si prepara all’inevitabile ascesa della lotta di classe rafforzando la polizia e approvando leggi che vogliono rendere quasi impossibile organizzare scioperi e manifestazioni.

La manifestazione di oggi ribadisce (dopo le manifestazioni studentesche e la manifestazione antifascista di ottobre) che c’è uno stato d’animo esplosivo nei giovani in Grecia che potrebbe esplodere da un momento all’altro.

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