12 Ottobre 2020

Grecia – Condannati i dirigenti di Alba dorata: una vittoria storica per il movimento antifascista

Mercoledì 7 ottobre, giorno della sentenza del tribunale per decidere il destino dell’organizzazione fascista Alba dorata (AD) e dei suoi dirigenti, una presidio di massa di 50.000 manifestanti si è riunita davanti alla Corte d’Appello di Atene. Se non fosse stato per la pandemia, la manifestazione sarebbe stata senza dubbio più ampia. I manifestanti hanno chiesto la punizione esemplare di Alba Dorata come organizzazione criminale e la condanna dei suoi leader.

Le accuse contro i leader della AD e molti dei suoi membri riguardavano gli omicidi del cantante rap antifascista Pavlos Fyssas e Shahzad Luqman, un immigrato dal Pakistan; così come attacchi omicidi contro attivisti sindacali del KKE, pescatori egiziani e dozzine di altri attacchi mortali. La decisione del tribunale è stata di colpevolezza. Quando la notizia è stata annunciata, la folla fuori dal tribunale è esplosa in applausi e canti di gioia.

La decisione non era scontata, nonostante la quantità di prove. Solo pochi mesi prima, la raccomandazione del procuratore Adamantia Oikonomou era di assoluzione per i vertici di AD. Solo sotto la pressione del movimento antifascista e il timore che una simile decisione potesse innescare un movimento di massa, il sistema politico borghese e i giudici sono stati costretti a condannare i fascisti. Migliaia di giovani e lavoratori l’hanno giustamente considerata come una loro vittoria.

 

Una breve storia di Alba dorata

Non tenteremo qui di tracciare il corso storico di questa particolare organizzazione fascista, ma solo di sottolineare il suo ruolo dall’inizio dell’ultima crisi capitalista fino ad oggi. Questa breve panoramica ci aiuterà a vedere il ruolo storico del fascismo ai tempi di una crisi storica del capitalismo e di destabilizzazione del regime capitalista.

Gli inizi delle fortune elettorali di AD possono essere ricondotti all’attività dell’organizzazione nel 2010 intorno al quartiere di Agios Panteleimon nel centro di Atene, dove hanno ottenuto il sostegno elettorale di una parte di una serie di elementi frustrati della piccola borghesia, sottoproletariato e lavoratori arretrati. Sotto il peso della crisi, questi settori hanno rivolto la loro indignazione contro i rifugiati e gli immigrati impoveriti della regione. I militanti hanno formato squadre di assalto e hanno effettuato raid quotidiani contro gli immigrati che passavano per la piazza del quartiere. Il graduale aumento del sostegno ad AD si è riflesso per la prima volta nelle elezioni comunali del 2010, durante le quali l’organizzazione fino ad allora marginale elesse il suo leader, Michaloliakos, al consiglio comunale di Atene, ricevendo più del 5,5 per cento dei voti.

Il primo memorandum e il duro pacchetto di austerità applicato dal governo PASOK di George Papandreou hanno radicalizzato le masse operaie e la piccola borghesia. L’espressione fu il movimento in piazza Syntagma e nelle piazze di molte città nell’estate del 2011. Questo movimento ha portato alla caduta il governo di Papandreou. Ma la radicalizzazione non è avvenuta solo nel campo della classe operaia. Sotto i colpi della crisi, migliaia di piccoli borghesi vengono schiacciate violentemente dai capitalisti e dalle banche, abbandonano i partiti borghesi tradizionali, di destra o liberali, e alcuni di loro si rivolgono al fascismo e ai partiti demagogici di estrema destra. Naturalmente, a causa di alcuni fattori che svilupperemo più avanti, AD non è mai riuscita a costruire un movimento fascista di massa di piccolo borghese per schiacciare il movimento operaio.

Nelle elezioni di maggio 2012, AD è riuscita a entrare in parlamento per la prima volta con il 7 per cento dei voti. Allo stesso tempo, il tradizionale partito borghese in Grecia, Nuova Democrazia, ha ottenuto il 18% e il PASOK il 13%, mentre SYRIZA è balzata dal 4% al 16%. Non è stato un caso. La profondità della crisi e le dure misure-shock dei governi Papandreou e Papadimos hanno spostato centinaia di migliaia di lavoratori a sinistra: qualcosa che si è riflesso in un periodo di lotte di massa negli anni 2010-2012. Tuttavia, una parte della piccola borghesia colpita dalla crisi ha sostenuto i fascisti. Questo supporto, tuttavia, era passivo; avveniva cioè attraverso le urne, ed esprimeva l’indignazione delle masse piccolo-borghesi contro il regime parlamentare borghese. In nessun modoabbiamo visto un sostegno attivo al fascismo greco, con manifestazioni di massa e la partecipazione della piccola borghesia a squadre d’assalto che si scontravano direttamente con il movimento operaio. Ma l’ingresso di AD in parlamento ha stuzzicato l’appetito dei suoi leader e l’organizzazione ha iniziato a intensificare le sue attività assassine fasciste a velocità vertiginosa, che hanno raggiunto il loro punto più alto nel settembre 2013 con l’assassinio di Fyssas.

Alba dorata è riuscita a creare squadre d’assalto nei quartieri popolari di Atene e del Pireo, terrorizzando quotidianamente immigrati e attivisti di sinistra. Tuttavia, non sono riusciti a creare un movimento fascista di massa. Nel punto più alto della sua attività, il GD non ha superato i 2000 membri (alcuni degli imputati dichiarano700-1000 membri, altri 2.000, Michaloliakos 3.000, mentre altre fonti riportano fino a 5.000 membri). La ragione principale di ciò è la forza numerica e organizzativa oggettiva del movimento operaio. La classe operaia greca è molto più numerosa rispetto al periodo tra le due guerre, durante il quale emersero movimenti fascisti in Europa. Settori come gli insegnanti, i dipendenti pubblici, gli alunni e gli studenti, che nel periodo tra le due guerre sostenevano i movimenti fascisti, sono ora settori militanti del movimento operaio. La piccola borghesia si è ridotta dal periodo tra le due guerre e non è in grado di creare un movimento fascista di massa.

La gioia di Magda, la madre di Pavlos Fyssas, dopo la sentenza

Il ruolo principale del fascismo è quello di terrorizzare e poi schiacciare definitivamente il movimento operaio e stabilire una dittatura fascista che mette fuori legge le organizzazioni sindacali – sia politiche che sindacali – e con un pugno di ferro, difendere gli interessi dei capitalisti. Tuttavia, come abbiamo spiegato, le condizioni oggettive non hanno permesso uno sviluppo del genere e la direzione di AD, sopravvalutando le proprie opportunità, ha superato il limite uccidendo Fyssas. La classe dominante, temendo le conseguenze che l’omicidio di Fyssas avrebbe avuto sulla coscienza di centinaia di migliaia di giovani, si è mossa per fermare le azioni di AD e ha subito avviato un processo processuale contro l’organizzazione. Allo stesso tempo, si è diretta verso un bonapartismo parlamentare borghese relativamente mite (elevando lo stato al di sopra della società e dei freni della democrazia parlamentare), che si è riflesso nell’approvazione di leggi incostituzionali senza passaggi in parlamento, misure contro manifestazioni e scioperi, ecc.

La breve stabilizzazione del capitalismo greco con la ripresa anemica del periodo 2016-2019 e il tradimento della leadership di SYRIZA nel 2015 hanno raggruppato la piccola borghesia attorno ai partiti borghesi tradizionali e minato il sostegno di AD e dell’estrema destra demagogica (con la sola eccezione della formazione instabile creata attorno al demagogo di destra Velopoulos chiamato “Soluzione greca”). Tuttavia, l’escalation della crisi del capitalismo greco e mondiale che è già iniziata e continuerà con maggiore intensità nei prossimi anni creerà nuovamente le condizioni per il rafforzamento dell’estrema destra.

Le numerose scissioni di AD e le loro prospettive

Lo scioglimento delle organizzazioni locali di AD dopo l’inizio del processo e l’incarcerazione dei suoi dirigenti hanno creato varie spaccature all’interno dell’organizzazione. Negli ultimi anni abbiamo visto decine di leader lasciare il partito ed entrare in vari partiti borghesi demagogici, mentre altri hanno creato nuove organizzazioni di estrema destra. L’unica organizzazione che sembra avere un futuro è un nuovo partito creato da Kasidiaris (uno dei principali leader della AD) chiamato “Greci per la Patria”, che si è formato dopo aver lasciato la GD lo scorso maggio. Le prospettive per AD con i “vecchi” leader rimasti – principalmente la generazione dei fondatori, tra cui Michaloliakos e Pappas – non sono promettenti.

A causa della sua popolarità, Kasidiaris può riunire nella sua nuova organizzazione alcune centinaia di giovani fascisti che hanno formato le squadre d’assalto di AD e mobilitarle di nuovo nel prossimo futuro sotto le vesti della legittimità legale. Lo stesso Kasidiaris, così come le centinaia di membri che provengono di AD e lo sostengono, sono fascisti impenitenti e non solo politici demagogici di estrema destra. Il loro scopo rimane lo stesso di quello di AD: schiacciare il movimento operaio e la gioventù combattiva.

Inoltre, il possibile crollo del partito di Velopoulos, che si basava sui voti nel nord della Grecia sulla questione macedone, rischia di rafforzare ulteriormente l’organizzazione di Kasidiaris, che unirà l’estrema destra. Assieme all’eventualità di una sconfitta della classe operaia nella presa del potere, ciò potrebbe portare ancora una volta alla ribalta i fascisti (con o senza Kasidiaris come loro leader), che si appoggiano alla piccola borghesia lacerata dalla crisi e al sottoproletariato per attaccare la classe operaia.

Il ruolo della sinistra e del movimento operaio nell’annientamento della minaccia fascista

Il fattore principale che ha permesso ad AD di seminare terrore e uccidere immigrati e attivisti di sinistra non è stata la sua forza e il numero, ma l’atteggiamento passivo dei leader dei partiti sindacali, ovvero KKE e SYRIZA, e dei sindacati, che non hanno preso alcuna iniziativa. né provvedimenti seri per proteggere gli immigrati e gli attivisti. Il ruolo delle organizzazioni politiche e sindacali e del movimento operaio in generale è cruciale per schiacciare la minaccia fascista.

I dirigenti delle organizzazioni operaie seminano illusioni all’interno del movimento antifascista e operaio sul ruolo della giustizia borghese nella lotta contro il fascismo, invece di lottare contro di esso con metodi militanti e prepararne l’eliminazione definitiva rovesciando il capitalismo. Deve essere chiaro a tutti i militanti che non possiamo avere fiducia nei meccanismi dello stato borghese per schiacciare i fascisti. La polizia, l’esercito, i tribunali, il parlamento e il governo sono istituzioni statali ufficiali della classe capitalista per perpetrare il suo dominio sulla classe operaia. Le organizzazioni fasciste costituiscono un esercito di riserva non ufficiale dello Stato borghese per terrorizzare il movimento operaio. In tempi di crisi capitalista, quando la classe dominante non può più governare con metodi democratici, il ruolo dei fascisti viene rafforzato e iniziano a compiere attacchi non solo con l’immunità ma con il sostegno dello Stato. Basti pensare che l’assassino di Pavlos Fyssas, Giorgos Roupakias, lo ha ucciso alla presenza di agenti di polizia, che non hanno fatto nulla. Quando un poliziotto alla fine lo ha arrestato, Roupakias ha detto: “L’ho fatto, ma non dirlo a nessuno, sono uno di voi”. Il poliziotto ha poi chiesto: “Sei un agente di polizia?” e Roupakias ha risposto: “No. Sono un membro di Alba dorata”.

Il fatto che i fascisti lavorino in stretta collaborazione con lo Stato non significa che la loro azione sia strettamente dettata dalla borghesia. In una certa misura la loro azione è indipendente e fuori dallo stretto controllo della borghesia. Ecco perché hanno avuto “grandi idee” e i loro padroni hanno dovuto alla fine punirli. Ma poiché i fascisti sono una riserva preziosa per la borghesia, la classe dominante non vuole distruggerli completamente, sebbene siano stati costretti a condannarli.

Sfortunatamente, i leader riformisti delle organizzazioni operaie di massa continuano a seminare queste illusioni non intraprendendo alcuna azione efficace per l’autodifesa dei lavoratori e degli immigrati contro gli attacchi fascisti e confidando ciecamente nello Stato borghese per neutralizzare la minaccia fascista.

Il movimento operaio, oltre a chiedere le pene più dure (i membri di AD sono stati giudicati colpevoli e il partito stesso è stato condannato come organizzazione criminale ma le pene non sono state ancora comminate), deve essere pronto per fermare la diffusione crescente dei fascisti nei prossimi anni. Il fronte unico delle organizzazioni operaie e la creazione di gruppi di autodifesa dei lavoratori in scioperi e manifestazioni contro i fascisti è una necessità. La violenza fascista deve essere affrontata con un’azione di massa e organizzata dal movimento operaio. Allo stesso tempo, deve essere compreso da ogni lavoratore che lo distruzione finale del fascismo può avvenire solo con il rovesciamento del capitalismo, il sistema che ha fato nascere il fascismo al fine di schiacciare il movimento operaio. La lotta contro il fascismo è una lotta contro il capitalismo ed è legata alla preparazione della conquista del potere operaio e alla vittoria della rivoluzione socialista, che spazzerà via i fascisti e i capitalisti che li finanziano e li sostengono.

9 ottobre 2020

 

  • Il sito della sezione greca della Tendenza marxista internazionale

Articoli correlati

La lezione greca: il fallimento del riformismo

Il Primo Ministro greco Alexis Tsipras ha appena annunciato le proprie dimissioni. Ha perso la maggioranza in Parlamento e Syriza si è spaccata, col leader della sinistra di Syriza Lafazanis che ha lanciato un nuovo partito, Unità Popolare.

Grecia – I lavoratori impediscono lo svogimento del congresso di Alba Dorata!

I fascisti greci di Alba Dorata hanno cercato di tenere il loro congresso lo scorso weekend in un hotel di Atene, ma sono stati bloccati dai lavoratori dell’albergo.
E’ una ennesima dimostrazione di come la società greca non stia affatto andando a destra e di come i fascisti occupino uno spazio insignificante fra i lavoratori e i giovani.

Grecia: Intervista a Panagiotis Kolovos, candidato ad Atene per il nuovo partito Unità Popolare

Domenica 20 settembre la Grecia va alle elezioni in seguito alle dimissioni di Tsipras dopo aver sottoscritto il programma di austerità richiesto dalla Troika. Questo ha provocato una scissione nel

Grecia – La destra vince sulle macerie lasciate da Syriza

Nuova democrazia, il partito tradizionale della borghesia greca, ha vinto le elezioni politiche di domenica scorsa, con il 39,8% dei voti. La sconfitta di Syriza è la sconfitta del riformismo e la conseguenza di una delusione di massa rispetto alle aspettative che il governo Tsipras aveva suscitato.

Grecia – La troika comanda, Tsipras ubbidisce (ancora una volta)

Ieri il parlamento greco ha votato un nuovo pacchetto di misure di austerità. Le misure prevedono l’aumento delle tasse per 2,8 miliardi di euro, il più grande programma di privatizzazioni della storia del paese e un meccanismo automatico anti-sforamento del debito per il futuro.

Grecia: una umiliante capitolazione che non funzionerà

L’accordo imposto alla Grecia nelle prime ore del 13 Luglio, dopo un Eurosummit durato tutta la notte, non può essere che definito una umiliante capitolazione.