3 Marzo 2016

Grande successo della prima conferenza nazionale dei lavoratori di Sinistra classe rivoluzione

Preceduta da una ventina di conferenze locali, alla presenza di un centinaio di delegati provenienti da tutta Italia, si è svolta a Reggio Emilia il 13 e 14 febbraio la prima conferenza nazionale dei lavoratori di Sinistra Classe Rivoluzione. Le tesi approvate dalla conferenza possono essere lette e scaricate in Pdf qua.

Durante la prima giornata il dibattito si è sviluppato intorno al tema dell’atteggiamento con cui i rivoluzionari devono affrontare questa fase. La crisi economica, la moderazione delle grandi organizzazioni sindacali, le politiche antioperaie del governo, sommate alla repressione sindacale (sono decine i delegati licenziati senza giusta causa grazie all’abolizione dell’articolo 18), impongono ai militanti sindacali un approccio attento e consapevole. A questo proposito è stato approvato anche un appello di solidarietà con i lavoratori francesi di Goodyear e Air France sotto processo per aver difeso il proprio posto di lavoro.

Il lavoro sindacale richiede oggi una grande pazienza e capacità di ascoltare, di informare, di aiutare i lavoratori a fare gruppo e ad elaborare piattaforme e strategie di conflitto adeguate alle necessità, in grado di mettere nell’angolo il padrone. Per farlo è importante saper riconoscere il contesto reale in cui si interviene, consapevoli che ogni conquista, grande o piccola che sia, è sempre una conquista provvisoria sotto il capitalismo. E’ questo l’insegnamento di grandi rivoluzionari come Marx, Engels, Lenin e Trosky, i cui scritti continuano ad essere di attualità e insegnamento, anche per il lavoro sindacale.

conferenza_operaia_02Un ragionamento semplice e, nonostante ciò, sconosciuto a tante sedicenti organizzazioni rivoluzionarie che dentro alla Cgil, o nei sindacati di base, continuano ad avere un approccio verso i lavoratori simile a quello che il maestro ha coi propri alunni, l’atteggiamento di chi pretende di insegnare ai lavoratori “come si sta al mondo”, chiara dimostrazione di sfiducia nella classe lavoratrice.

La rabbia tra i lavoratori è tanta, solo l’inadeguatezza dei vertici sindacali sommata alla repressione nelle aziende impedisce, per ora, che questa rabbia trovi uno sbocco nella mobilitazione. Ne è un esempio il modo in cui la Cgil ha fatto naufragare la lotta contro il Jobs act o quella contro la “buona scuola”. Ma è solo questione di tempo.

In questo senso il dibattito della seconda giornata è stato dedicato all’intervento nella logistica. Settore in espansione, che ha visto in questi anni alzarsi il livello del conflitto, spesso con lotte dure, scioperi e blocchi come non si vedeva da decenni. Settore in cui quest’autunno siamo stati protagonisti di un’importante vertenza in Ups, riuscendo a imporre, in una grande cooperativa, l’applicazione del contratto nazionale e creando le condizioni per provare a estendere questi avanzamenti (pur consapevoli dei limiti che il contratto in se contiene) a tante altre cooperative in cui le condizioni di lavoro sono insostenibili.

Il concetto di fondo è che per organizzarsi la questione fondamentale non è tanto di quale sindacato si ha la tessera, ma come si riesce a creare quella consapevolezza necessaria perché il sindacato sia uno strumento a nostra disposizione e non lo strumento di un apparato burocratico che gioca sulla nostra testa.

L’assemblea ha infine deciso che con l’approssimarsi del congresso della Cgil lavoreremo fino all’ultimo per avere un unico documento alternativo a quello della maggioranza della Camusso, sostenuto dal fronte più ampio possibile. Consapevoli che una vera corrente di classe nel sindacato si formerà, come la storia del movimento operaio ci insegna, solo attraverso un processo di radicalizzazione che vedrà protagonisti i giovani lavoratori.

Dopo ogni notte, anche la più buia, segue sempre l’alba. Il nostro compito oggi, sapendo che l’alba della lotta di classe tornerà a risplendere, è costruire per potere giocare in quell’alba il ruolo che compete ai rivoluzionari, lottare fino alla completa emancipazione della classe lavoratrice dallo sfruttamento capitalista.

Articoli correlati

Congresso di Sinistra Classe Rivoluzione – I marxisti al passo con la nuova epoca

Partecipazione record al congresso della sezione italiana della Tendenza marxista internazionale. Il movimento politico Sinistra Classe Rivoluzione ha tenuto il suo XIX congresso dal 6 all’8 gennaio scorso a Bologna con oltre 150 compagne e compagni provenienti da 25 città.

I lavoratori non hanno governi amici, è ora di lottare!

La lotta per salari dignitosi, contro le chiusure industriali e licenziamenti, contro la precarietà, per la sicurezza sul lavoro, per i servizi pubblici, richiede il protagonismo della classe lavoratrice e una sua completa indipendenza dall’attuale quadro politico. Altrimenti saremmo di nuovo alla riproposizione del “governo amico” che già ha fatto disastri per 25 anni. La storia ha già in più occasioni dimostrato che i lavoratori e i giovani di amici al potere non ne hanno.

Sul modello contrattuale – Meno salario e subordinato agli interessi dei padroni

L’intervento del compagno Mario Iavazzi al Direttivo Nazionale Cgil di sabato 10 marzo contro l’ennesimo accordo disastroso firmato dalla Cgil in materia di modello contrattuale.

Cgil – Sulle pensioni una sconfitta annunciata

Il mese di novembre ha visto l’epilogo del confronto tra Governo e sindacati sul tema delle pensioni e i relativi provvedimenti da inserire nella Legge di Bilancio 2018. L’esito è noto: Cisl e Uil condividono le scelte, la Cgil no.
Un vero e proprio fallimento se si pensa che tutta la strategia della Cgil si basava su due assi centrali: l’apertura di credito al governo Gentiloni, che dopo Renzi aveva ricominciato a “dialogare” con le organizzazioni sindacali, e l’unità sindacale con Cisl e Uil.

NOI LOTTIAMO PER

SINISTRA CLASSE RIVOLUZIONE propone i punti fondamentali di un programma per uscire dalla crisi. È un programma rivoluzionario che rompe con le compatibilità del sistema capitalista, perché un programma che

Addio, Carlo

Ieri è venuto a mancare Carlo Carelli, storico compagno della sinistra sindacale in Cgil. Con Carlo abbiamo condiviso 15 anni di militanza e battaglie in Cgil, prima nella Rete 28 aprile e poi ne Il sindacato è un’altra cosa.