16 Dicembre 2019

Gran Bretagna: lezioni delle elezioni. Non è il momento di piangersi addosso ma di organizzarsi!

Tutti i reazionari stanno festeggiando. Donald Trump ha espresso una gioia particolare per il risultato. “Congratulazioni a Boris Johnson per la sua grande VITTORIA!” ha scritto il presidente statunitense su Twitter. “Johnson si assicura una vittoria schiacciante alle elezioni britanniche” ha esultato il Financial Times, mentre la sterlina stava crescendo nelle borse estere.

I Tories di Johnson, insieme alla stampa miliardaria, hanno prevalso. Mentre è una sconfitta per il Partito laburista in termini di seggi, il voto per i Tories è aumentato soltanto di 300mila rispetto al 2017 – difficilmente definibile come “schiacciante”.

Gli analisti hanno continuamente cercato di esagerare la situazione dicendo come questo sia il peggiore risultato dagli anni ’30, che è falso. Nonostante il Partito laburista ora abbia meno seggi, i laburisti hanno ottenuto una percentuale di voti maggiore che nel 1982; e Corbyn ha preso più voti di Blair nel 2005.

Tuttavia, i media Tory e i Blairiani stanno tentando di usare questa sconfitta per sabotare la rivoluzione di Corbyn. Usando un linguaggio virulento, stanno chiedendo che il dirigente del Partito laburista si dimetta immediatamente. Dobbiamo evitare questa trappola.

Lasciando da parte la situazione in Scozia, i Tories sono riusciti a dirottare le elezioni politiche e a trasformarle in un referendum sulla Brexit, con Johnson che prometteva di “Realizzare la Brexit”. Ciò ha influenzato un po’ tutto , e ha largamente determinato i risultati delle elezioni.

Dunque non è una sorpresa totale che il Partito laburista ha perso diversi seggi nel nord dell’Inghilterra, le Midlands e il Galles. Questo si è verificato anche in seggi come quello di Blyth Valley, a maggioranza laburista dal 1935; e quello di Wakefield, dal 1932 in mano laburista. In questi luoghi, molti elettori di classe operaia volevano disperatamente ottenere la Brexit per poi occuparsi di altri problemi urgenti.

Lezioni

Chiaramente milioni di persone, specialmente giovani, sono profondamente delusi e demoralizzati dai risultati elettorali. Questo venerdì 13 dicembre verrà ricordato come un “venerdì nero”: il giorno in cui Johnson è riuscito con l’imbroglio a tornare di nuovo al numero 10 di Downing Street (la residenza del primo ministro, ndt).

C’era un filosofo, Spinoza, che disse “Nè piangere né ridere, ma capire”. Dobbiamo imparare le lezioni di questa sconfitta.

Il Partito laburista aveva tutte le opportunità di vincere queste elezioni, ma la Brexit si è dimostrata estremamente divisiva. Abbiamo già detto che più i problemi della classe operaia venissero oscurati nel programma elettorale, più sarebbe stato probabile che Johnson avrebbe vinto le elezioni. Era una montagna enorme da scalare.

Durante le elezioni del 2017, il Partito laburista ha accettato i risultati della Brexit e ha parlato di difendere i diritti dei lavoratori. Quella posizione ha conquistato molti elettori a favore del “leave” al Partito laburista.

Nel 2017 il Labour aveva condotto la campagna elettorale con un manifesto radicale, con Corbyn come principale leader. Quella campagna aveva portato alla più grande crescita del voto per i laburisti dal 1945. Senza dubbio due nni fa Corbyn, la Brexit, e le politiche di sinistra non erano un problema per gli elettori.

Quindi cos’è cambiato? Il cambiamento principale è stato di fare apparire il Partito laburista come un partito per il “remain”, promettendo un secondo referendum. Questo ha permesso ai Tories di dipingere il Partito laburista come un partito che volesse bloccare la Brexit e andare contro al mandato democratico. I parlamentari sono stati visti come indifferenti alla democrazia, e il risultato è stato una rabbia e una frustrazione crescenti.

Questo a sua volta ha permesso i Tories di proporsi come il vero partito della Brexit, che assecondava il volere del popolo. Ciò ha sfortunatamente posto il Partito laburista nel campo di quell’establishment che voleva fermare la Brexit. I Tories sono anche stati abilmente aiutati da Farage, il quale partito si presentati in questi seggi del “Red Wall” (Muro russo, un’area del nord dell’Inghilterra, ndt) e ha sottratto voti ai laburisti.

Brexit

Questo cambiamento disastroso è stato imposto al Partito laburista innanzitutto dai parlamentari blairiani, che hanno portato avanti una campagna rumorosa per impegnare il partito a convocare un secondo referendum. Si sono poi uniti con i Liberal-democratici e altri per frustrare la Brexit, cosa in cui hanno avuto successo

La responsabilità per questa sconfitta perciò è della destra laburista, partendo da Sir Keir Starmer (ministro ombra per la Brexit,ndt) . Ciò ha causato la massima confusione – parte del piano per screditare Corbyn, il quale è stato percepito come debole e poco chiaro.

Questo grafico evidenzia dove il Partito laburista (in rosso) ha perso le elezioni: nel nord dell’Inghilterra

Sfortunatamente, sono stati aiutati in questo dagli esponenti della “sinistra morbida” – figure come Clive Lewis, Emily Thornberry, Paul Mason, Owen Jones e altri, che hanno partecipato a manifestazioni per il così detto “Voto del Popolo” (a favore del secondo referendum, ndt). Lo stesso vale per John McDonnell (ministro delle finanze ombra, ndt), che ha permesso il partito di essere condotto in una direzione più a favore di rimanere nell’UE.

Tutto ciò ha contribuito a preparare il terreno per la sconfitta attuale. Quelli che richiedevano un secondo referendum non si rendevano conto che il voto della Brexit nel 2016 è stato in parte una richiesta d’aiuto da coloro lasciati indietro. L’avevano vista come una soluzione disperata ai loro problemi. Volevano che un miglioramento delle loro vite.

Il Partito laburista si sarebbe dovuto mantenere sulla posizione del 2017 e spiegare che, su base capitalista, stare dentro o fuori dall’UE non avrebbe fatto alcuna differenza. La classe operaia continuerà ad essere sfruttata e oppressa fino a quando non abbandoniamo il capitalismo e cambiamo alle fondamenta la società su basi socialiste.

La Brexit dunque ha deciso questa elezione, con molti tradizionali elettori laburisti che si sono turati il naso e hanno “prestato” i loro voti ai Tories al fine di “realizzare la Brexit”.

Non c’è bisogno di dire che l’idea che Johnson e i Conservatori siamo capaci di risolvere i problemi che affliggono la classe operaia e le loro famiglie sia un’illusione. Johnson è uno spaccone. I Tories non risolveranno i loro problemi, anzi, li renderanno molto peggiori. I Tories sono stati al potere durante lo scorso decennio – un decennio di austerità e di tenore di vita in calo. Adesso prepareranno un nuovo attacco contro la classe operaia.

Diffamazioni

Questa elezione è stata forse la più sporca da generazioni. Corbyn è stato vittima di una valanga di calunnie, insieme alla più vile campagna diffamatoria da parte dell’establishment e dei suoi portavoce nei media.

La BBC sarà per sempre conosciuta come la Corporazione Britannica delle Fesserie (in inglese British Bullshit Corporation, ndt) , una voce affidabile della classe miliardaria. Analisti, come Laura Knenssberg, hanno giocato un ruolo disgustoso attaccando il Partito laburista e Corbyn, e allo stesso tempo stendendo il tappeto rosso per i Conservatori.

Come sempre, sono stati appoggiati dal sabotaggio quotidiano dei Blairiani nel gruppo parlamentare del Partito laburista. Questi carrieristi agiscono come una Quinta Colonna nel partito. Il loro unico ruolo è mantenere il partito affidabile per la borghesia.

La destra dei laburisti ha attaccato Corbyn da quando è stato eletto, sempre con la totale copertura da parte dei media capitalisti. Hanno lanciato un golpe nel 2016 al fine di sbarazzarsi di lui, quando l’80% del gruppo parlamentare – 172 parlamentari laburisti – ha votato per le sue dimissioni. Il golpe è fallito miseramente, ma questo non ha fermato la loro opera di diffamazione.

Ogni volta che si accendeva la TV c’erano questo o quel parlamentare laburista che attaccava Corbyn. Speravano che lanciandogli abbastanza fango, un po’ gòi sarebbe rimasto appiccicato addosso. È stato definito simpatizzante dei terroristi; pupazzo di Mosca, Spia Cecoslovacca; e (ovviamente) un antisemita.

La calunnia di antisemitismo contro Corbyn e i laburisti ha coinvolto non solo i Blairiani, ma anche il Rabbino Capo di Gran Bretagna (il quale ha detto che l’approccio di Corbyn alle accuse di antisemitismo lo rendevano “inadatto per il governo”), l’arcivescovo di Canterbury, e i capi religiosi indù e musulmani. Anche il Centro Simon Wiesenthal ha avvertito tutti sul fatto che Corbyn rappresentasse la più grande minaccia globale per gli ebrei!

Anche il Jewish Labour Movement (JLM – Movimento Operaio Ebraico, un’organizzazione affiliata al Partito laburista) è stato usato per attaccare il dirigente laburista, facendo trapelare dichiarazioni artificiose sull’antisemitismo alla Equalities and Human Rights Commission, che sta investigando scandalosamente il Partito laburista per il suo presunto antisemitismo. Il JLM, teoricamente affiliato al Partito laburista, ha persino fatto una dichiarazione pubblica rifiutando di far campagna a favore di un governo Corbyn. Infatti, hanno apertamente supportato il governo Tory!

Tutto ciò può solo essere considerata come un azione sleale e un sabotaggio da parte dei Blairiani e dei loro amici. In questo, hanno avuto l’appoggio totale della stampa e i media capitalisti, che hanno costantemente rifornito il partito conservatore di munizioni per attaccare Corbyn.

Per buttare altra benzina sul fuoco, i blairiani più in vista hanno annunciato che non avrebbero potuto votare per i laburisti sotto la direzione di Corbyn. Blair ha detto che, sebbene personalmente avrebbe comunque votato Labour, altri suoi seguaci avrebbero forse votato per i Liberal-democratici o i Tories. Lord Mandelson, uno dei principali architetti del progetto “New Labour” ha chiesto le dimissioni di Corbyn durante la campagna elettorale.

Prima di uscire dal partito, il parlamentare rinnegato John Woodcock, ha detto che non avrebbe “mai tollerato di votare Jeremy Corbyn per farlo diventare il primo ministro britannico”. Sia lui che l’ex-parlamentare Ian Austin hanno fatto una campagna pubblica per appoggiare Boris Johnson, spiegando che Corbyn sarebbe stato un rischio alla sicurezza nazionale.

Questa visione è stata rinforzata da Jon Ashworth, il ministro ombra della sanità dei laburisti, che ha dimostrato un disprezzo completato per Corbyn in conversazioni registrate e trapelate recentemente. In realtà, stava semplicemente affermando ad alta voce ciò che altri parlamentari della destra del partito pensavano.

Senza un briciolo di dubbio, questa è stata una cospirazione della destra, che ha coinvolti l’establishment capitalista e i loro amici blairiano. L’obiettivo è di distruggere Corbyn e minare il Partito laburista.

Tradimenti

Adesso stanno attaccando cinicamente il manifesto elettorale laburista di sinistra come “la lettera di suicidio più lunga della storia” quando in realtà questo (e la campagna di massa popolare del partito) è stata l’unica cosa ad aver impedito una sconfitta maggiore.

Un’altra ragione per la sconfitta laburista – nonostante la campagna meravigliosa di tanti attivisti, mobilitati soprattutto nelle circoscrizioni contese – è l’eredità marcia del New Labour di Blair. Questo sentimento è diffuso in diverse zone operaie.

I tradimenti dei blairiani hanno portato a una profonda sfiducia verso i laburisti. Permane una grande dose di scetticismo fra molti lavoratori, che hanno perso giustamente ogni fiducia nei confronti di tutti i politici e le loro promesse. “Non ci puoi credere, sono tutti uguali, pensano solo a loro stessi” – questa è stata la frase ripetuta e sentita davanti a tante case in questa campagna elettorale.

Questo è il risultato del controllo della destra del partito che continua ancora, specialmente a livello locale, dove il Partito laburista al governo ha contribuito a portare avanti i tagli. Questo è il caso particolarmente in Scozia, dove i blairiani hanno rovinato il partito.

Deselezione

I militanti laburisti dovrebbero opporsi all’ultima campagna per rimuovere Corbyn. Quest’ultimo non dovrebbe dimettersi sotto questa pressione. Noi diciamo: basta alla caccia alle streghe contro Corbyn!

È certamente necessaria una profonda discussione in tutto il movimento, così come i militanti devono portare avanti un’indagine sulle cause della sconfitta. Tuttvia, tutte le prove conducono al ruolo disgustoso dei blairiani.

La rivoluzione di Corbyn non è completata. La destra laburista spera di distruggere il movimento di Corbyn e riprendere il controllo del partito. I vertici del Labour hanno provato senza ritegno a blandire i blairiani  offrendo lori ramoscelli d’ulivo. Temono la rottura con questi traditori. Ma questo è stato un grave errore. Il partito necessita di disfarsi da tutti i carrieristi e infiltrati Tory.

Al congresso laburista del 2018, il 90% dei delegati dalle sezioni locali voleva procedere a introdurre la riselezione obbligatoria (selezione aperta) dei parlamentari. Ma questa è stato fermato dai dirigenti sindacali. Persino Jon Lansman, l’autonominato dirigente di Momentum, ha approvato questa scelta.

Il dovere del parlamentari di rispondere delle proprie azione di fronte alla base avrebbe fatto la differenza, separando il grano dal loglio dei Tories. Avrebbe unito il gruppo parlamentare dietro Corbyn e il movimento di massa attorno a lui. Avrebbe unito il partito contro Johnson e i Conservatori.

Questo lavoro si deve ancora fare. Questa sconfitta elettorale – e l’isteria dei blairiani – significano come questo sia un compito urgente. Dovrebbe essere messo all’ordine del giorno di tutti le riunioni delle sezioni del Partito laburista dell’anno nuovo. Devono pure essere coinvolti i sindacati. Unite the Union ha adottato finalmente una posizione a favore della riselezione obbligatoria, ma questa deve essere portata avanti in pratica.

Organizzarsi

Il Marxismo è lungimirante. Analizza i processi nella loro interezza. La storia non segue un linea retta: il periodo attuale ha un enorme volatilità e il centro politico sta sparendo. Questo riflette una crisi profonda del sistema capitalista.

Ci saranno sempre spostamenti a destra sul percorso. Ma questi prepareranno svolte ancora più grandi a sinistra. Ciò continuerà fino a quando la classe operaia troverà una via d’uscita, rompendo con il capitalismo.

Oggi, tutti i reazionari stanno festeggiando. Ma questo non durerà a lungo. Nelle parole di Sir Robert Walpole, i Tories staranno pure suonando le campane a festa, ma domani saranno disperati. Adesso dispongono di una grande maggioranza parlamentare, non hanno scuse. Raccoglieranno tempesta.

Il governo Tory di Boris Johnson sarà un governo di crisi. Non durerà tutto il suo mandato. Una nuova recessione mondiale incombe e trasformerà la situazione.

La classe operaia, bloccata dal fronte politico, tenderà a guardare verso il fronte della lotta nei luoghi di lavoro. Ciò lo vediamo già con le lotte dei lavoratori delle poste e ferrovie. Lavoratori e giovani entreranno in azione nei luoghi di lavori e nelle piazze.

Eventi, eventi e ancor più eventi trasformeranno la coscienza. Una stabilizzazione non è possibile, come vediamo internazionalmente con rivoluzioni che scoppiamo dal Cile al Sudan fino in Libano.

Abbiamo bisogno urgentemente di costruire le forze del marxismo per fornire una spina dorsale al movimento; per provvedere determinazione e prospettiva per cambiare la società. Abbiamo bisogno di chiarezza. Abbiamo bisogno di un’analisi di classe per guidarci. Abbiamo bisogno di una voce marxista per il Partito laburista e la gioventù. Facciamo appello a tutti di unirsi a noi e aiutarci a costruire tutto ciò.

Il successo dei Tories evaporerà come neve al sole. Preparerà la via per una svolta massiccia a sinistra nella società – e, alla fine, per una trasformazione socialista della società. Abbiamo bisogno di costruire, organizzare e preparare le forze necessarie per ottenere ciò.

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